Petkovic:”I tifosi possono sognare”

Petkovic:”I tifosi possono sognare”

 Funziona così. Si vince. E si può migliorare. La Lazio vola, meno uno dal Napoli, sesta vittoria in campionato, nove su dodici partite ufficiali dall’inizio della stagione. Un’ora di grande calcio per schiantare il Milan e dominare la scena, finale sofferto e con qualche apprensione per il tentativo di rimonta…

 Funziona così. Si vince. E si può migliorare. La Lazio vola, meno uno dal Napoli, sesta vittoria in campionato, nove su dodici partite ufficiali dall’inizio della stagione. Un’ora di grande calcio per schiantare il Milan e dominare la scena, finale sofferto e con qualche apprensione per il tentativo di rimonta rossonero. Forse è meglio così per Petkovic, perché potrà continuare a far crescere la sua squadra senza che sia travolta dall’entusiasmo e da un eccesso di sicurezza. La risposta più forte è arrivata dal modo in cui ha realizzato tre gol al Milan.  «Era importante dimostrare di avere una bella faccia
«Ma la Lazio deve restare con i piedi per terra. La vittoria dimostra che possiamo giocarcela con tutti. Miglioreremo»anche in queste partite. Sinora avevamo affrontato solo il Napoli. Per un’ora la squadra ha fatto capire che si può esprimere a certi livelli anche con le grandi. Non abbiamo tenuto lo stesso ritmo per novanta minuti, ma è stato sufficiente per vincere. E continueremo a lavorare su ciò che non è andato bene nel finale» ha raccontato Petkovic, allontanando dolci pensieri di scudetto.  «Se ne parlano fuori i tifosi sono contento e hanno diritto di farlo, ma noi dobbiamo restare con i piedi per terra e avere l’ambizioni di affrontare così ogni partita. Abbiamo visto cosa è successo dopo il 3-0 perché non siamo riusciti a portare a termine la partita come avremmo dovuto. Non bisogna dare agli avversari la possibilità di rientrare. La velocità degli attaccanti rossoneri ci ha creato difficoltà, ma ora c’è la consapevolezza di poter vincere anche con le grandi. Era importantissimo conquistare i tre punti per continuare nel nostro processo di crescita» .

TATTICA – Il tecnico di Sarajevo ha cercato di approfondire. Non c’è stata solo una posizione di fuorigioco a viziare il gol di De Jong.  «La linea difensiva sulla punizione di Emanuelson doveva restare più alta, fuori dai sedici metri sino all’ultimo momento. E poi non era corretta la posizione del primo che avrebbe dovuto intercettare il cross. Il fuorigioco non mi interessa, c’è stato anche un nostro errore e il merito di chi ha messo in mezzo all’area quel pallone». L’involuzione è stata provocata da motivi tattici.  «Serviva maggiore lucidità nel controllo del pallone e meno ricerca dell’azione in verticale, a volte si può rompere il ritmo degli avversari con i passaggi laterali, questo ci è mancato». Le sostituzioni non hanno pagato, togliendo spessore al centrocampo. Cavanda è entrato con difficoltà in partita, Lulic era esausto, Cana si è abbassato troppo vicino a Ledesma. Ha perso venti metri secchi di campo la Lazio. Petkovic ha spiegato così la sostituzione di Mauri.  «Il Milan si era messo a giocare con cinque attaccanti. Mi serviva più velocità dietro, così ho inserito Cavanda e ho portato Lulic avanti pensando che gli si potessero aprire degli spazi. Abate aveva troppo spazio per attaccare». Nel finale è affiorata la stanchezza dei nazionali. Rocchi era pronto a subentrare a Klose, poi sono cambiati i piani di Petkovic, che negli ultimi minuti ha fatto ricorso anche all’esperienza di Brocchi. Strepitosa la prova di Gonzalez, appena rientrato dalla Bolivia.  «Ha questo fisico che gli permette di sopportare la fatica» ha sorriso Petkovic. E’ una Lazio di combattenti.

Il Corriere dello SPort

Cittaceleste

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