Petkovic:”Lazio ti voglio cattiva”

Petkovic:”Lazio ti voglio cattiva”

 Si aspettava un’altra Lazio, più cattiva e risoluta, decisa a giocare a petto in fuori per tutta la partita. Il coraggio, invece di aumentare, è sparito con il passare dei minuti. E sulle corsie esterne non c’è stata la forza per sfondare e concretizzare quel lungo e faticoso girare del…

 Si aspettava un’altra Lazio, più cattiva e risoluta, decisa a giocare a petto in fuori per tutta la partita. Il coraggio, invece di aumentare, è sparito con il passare dei minuti. E sulle corsie esterne non c’è stata la forza per sfondare e concretizzare quel lungo e faticoso girare del pallone. La squadra biancoceleste andava a sbattere sul muro del Bologna, era costretta a tornare indietro per far ripartire l’azione, così nella ripresa s’è acquattata e ritirata indietro, finendo per soffrire il ritmo dei rossoblù. Petkovic ha sorriso pensando soltanto al risultato.  «Il pareggio è giusto. Nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere. Ma noi non abbiamo fatto abbastanza per vincere» . Mancava
«Nel primo tempo c’era la mentalità giusta poi siamo diventati prudenti Pronti per l’Inter»Klose, sganciato soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Senza tedesco tre partite, due sconfitte e un pareggio. Il tecnico di Sarajevo ha allontanato l’idea che ci possa essere un collegamento tra causa ed effetto.  «Non penso dipenda da Klose. Sono state sbagliate altre cose, per esempio non accompagnando l’attacco. Eravamo troppo lontani, distanti dalla porta. Nel primo tempo abbiamo creato qualche occasione e giocato meglio, ma dovevamo essere più concreti» . Non aveva tanta panchina, lo stiramento di Ederson e l’infortunio di Floccari gli hanno impedito alcune mosse su cui aveva riflettuto dopo la trasferta di Europa League in Slovenia.  «Non credo che avrei iniziato con il 3-4-3 visto a Maribor, ma forse durante la partita ci si poteva pensare. Nell’ultimo quarto d’ora ho provato con due punte per portare maggiore qualità e più giocatori nella fase offensiva. Ma sarebbe servita, prima e dopo, decisione e cattiveria nel giocare il pallone sulle corsie esterne. Forse ci sarebbe stato un risultato diverso» .

DIGIUNO – Qualcosa fuori casa non va. Lo dicono i risultati e anche le prestazioni. Nelle ultime quattro partite in trasferta la Lazio non è più riuscita a segnare e di conseguenza a vincere. Gli ultimi gol risalgono a Pescara e sono datati 7 ottobre. Due mesi di astinenza. La squadra biancoceleste subisce poco, tende a gestire, non ad attaccare.  «Ho visto coraggio e voglia solo all’inizio della partita, siamo entrati con la mentalità giusta. Poi siamo diventati troppo prudenti, restando davanti alla nostra area di rigore. Si poteva e si doveva alzare il baricentro per tentare con maggiore convinzione» . Vlado non ha negato le difficoltà trovate lontano dall’Olimpico.  «C’è da migliorare, senza dubbio. Devo fare i complimenti al Bologna, perché ci ha messo in difficoltà, ma noi ci siamo abbassati troppo. Pensando anche alle trasferte precedenti, dico che dobbiamo giocare più alti, andare a pressare, portare su la squadra di quindici-venti metri. Così si recupera nell’altra metà campo e non si lascia isolato l’attaccante» .

MODULO – Forse c’è anche un aspetto tattico da analizzare. Klose riesce a far reparto da solo, arrivano pochi palloni e lui riesce a favorire gli inserimenti dei centrocampisti, dando profondità al gioco, altrimenti sviluppato solo per linee orizzontali. Il 3-4-3 di Maribor, non riproponibile ieri sera a causa degli infortuni, aveva dato alla Lazio un altro tipo di profondità nella manovra. Petkovic ha annuito e confermato questa idea, attribuendo però un certo tipo di responsabilità agli esterni. Candreva (soprattutto), Mauri e nel finale anche Lulic non hanno attaccato con l’efficacia di altre volte.  «Il possesso palla bisogna sfruttarlo per portare l’azione dove c’è spazio. Ci sono state quattro o cinque possibilità per farlo bene, ma sarebbe servito portare l’uno contro uno con convinzione per arrivare negli ultimi sedici metri, invece non ci siamo riusciti. Ci vogliono maggiore qualità nel rifinire e più convinzione» .

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy