Petkovic:”Sempre questo spirito”

Petkovic:”Sempre questo spirito”

Chissà se questa notte di festa e di gol in Europa League gli farà cambiare idea per la trasferta di Bologna e deciderà di presentare la Lazio con il 3-4-3. E’ difficile, un’ipotesi remota, anche se non impossibile. Petkovic ha sorriso, ha sgranato gli occhi e ha risposto proprio prima…

Chissà se questa notte di festa e di gol in Europa League gli farà cambiare idea per la trasferta di Bologna e deciderà di presentare la Lazio con il 3-4-3. E’ difficile, un’ipotesi remota, anche se non impossibile. Petkovic ha sorriso, ha sgranato gli occhi e ha risposto proprio prima di alzarsi dal tavolo della conferenza stampa e incamminarsi verso il pullman in attesa di fronte allo stadio Ljudski.  «Io ho sempre dei dubbi. Da qui alla partita di Bologna ci sono tanti giorni per
Petkovic esalta la prova dei suoi «Mi hanno soddisfatto in pieno sono orgoglioso dei miei ragazzi»pensarci, magari comincerò a rifletterci durante il volo di ritorno a Roma» . Qualche minuto prima, il tecnico di Sarajevo aveva frenato.  «Non lo so se questo modulo è subito riproponibile, devo valutare chi sarà a disposizione e qui a Maribor non ho impiegato diversi giocatori. Non sono un allenatore che cerca di imporre un modulo, ma lo adatto alle caratteristiche» ha tenuto a specificare, allontanando l’idea che questo possa essere il suo tipo di assetto preferito. E’ vero, però, che lo praticava con successo in Svizzera ai tempi dello Young Boys ed è altrettanto certo che alla “prima” assoluta la Lazio ha risposto in modo entusiasmante. Quattro gol e occasioni a raffica, una vittoria larghissima in casa del Maribor. Non si tratterà di un top club, ma gli sloveni erano arrivati sino ai preliminari di Champions e tanto scarsi non erano considerati tre mesi fa.

MENTALITA’ – Petkovic ha sorriso anche quando gli è stato chiesto se promuoveva il piano B:  «Io questo 3-4-3 lo chiamerei piano C, perché con il piano B (forse si riferiva al 4-4-2, ndi)  abbiamo avuto qualche problema. Certamente può rappresentare una soluzione alternativa al modulo usato sinora in campionato, una variante di gioco da applicare in corsa oppure anche dall’inizio. E poi non è proprio la prima volta che succede. Con il Parma, quando è entrato Lulic, dietro ci siamo messi a tre, ma per fortuna nessuno se n’è accorto» . Promossa tutta la Lazio. A Petkovic è piaciuta l’applicazione, non solo la trasformazione del gioco in occasioni da rete:  «Per difendere a tre
«Il 3-4-3? Non è escluso che possa riproporlo, ma non sono uno che si fissa sul modulo»non è solo questione di tattica, ma di testa. Ci vuole mentalità, attenzione. Avevo parlato molto con i ragazzi, hanno interpretato bene la partita in tutte e due le fasi del gioco. E davanti mi hanno soddisfatto gli attaccanti, perché hanno fatto tanto movimento. Bello l’approccio e le motivazioni con cui è stata affrontata la partita. Questa Lazio mi ha soddisfatto in pieno, come spirito e capacità di tenere il campo» .

TRAGUARDO – Notte di festa. Era la centocinquantesima partita europea della Lazio, che dal ‘99 non chiudeva in testa la prima fase. Petkovic ha emulato Eriksson (all’epoca impegnato in Champions) e ha terminato al primo posto il girone di Europa League. Si presenterà da testa di serie ai sedicesimi e ora si augura di trovare un buon sorteggio il 20 dicembre a Nyon:  «L’ho sempre detto, all’Europa League ci tengo. Sono orgoglioso dei miei ragazzi per come l’hanno affrontata. Ci siamo qualificati con un turno d’anticipo e abbiamo chiuso in testa, dimostrando di poter abbinare questo impegno ad un buon cammino anche in campionato. E’ importante per la società, per il prestigio, per la visibilità che regala un torneo così. Credo sia importante anche per il calcio italiano. Ora speriamo di trovare degli avversari abbordabili: vorrei andare il più avanti possibile» . Sempre a Maribor, alla fine di agosto, Petkovic aveva gettato le basi per una grande stagione:  «Ricordo quando abbiamo giocato qui con il Mura e nessuno credeva nella Lazio. Sono orgoglioso del mio gruppo» . Bene Hernanes da mediano:  «Ha dimostrato che può avere in quel ruolo ancora maggiore disciplina tattica. Mi è piaciuto nella fase di non possesso e si è fatto vedere anche davanti» . Fiducia piena a Kozak e Floccari:  «Non ho mai avuto dubbi sul valore dei miei attaccanti. E dimostrano di meritare la fiducia che gli sto dando» .

Il Corriere dello Sport

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