Petkovic:”Sfatiamo il tabù”

Petkovic:”Sfatiamo il tabù”

Rompere la tradizione negativa con l’Udinese e tornare a segnare tanto. Vladimir Petkovic sa che l’occasione di accorciare di nuovo la classifica portandosi a ridosso dalla zona Champions è ghiotta. Stasera all’Olimpico, ore 20.45 in campo anche per dire no al razzismo (i biancocelesti indosseranno una maglia ad hoc), si…

Rompere la tradizione negativa con l’Udinese e tornare a segnare tanto. Vladimir Petkovic sa che l’occasione di accorciare di nuovo la classifica portandosi a ridosso dalla zona Champions è ghiotta. Stasera all’Olimpico, ore 20.45 in campo anche per dire no al razzismo (i biancocelesti indosseranno una maglia ad hoc), si gioca l’ultima partita di questa 14ª giornata A. La Lazio, dopo due pareggi a reti bianchi vuole tornare a segnare per vincere. «Non abbiamo – racconta il tecnico biancoceleste – una buona tradizione control’Udinese, ma tutte le tradizioni si possono rompere. Qualche risultato ce lo deve l’Udinese, con tutto il rispetto per l’avversario, forte, che ha dimostrato di valere tanto. Di Natale? È uno dei pochi attaccanti che sta facendo costantemente bene in questi anni, nessuna misura particolare contro di lui, ma contro chi deve dargli il pallone ». Lo schema del bosniaco sarà dunque accerchiare i centrocampisti, certo, ma anche prendere in mano il pallino del gioco, essere propositivi. Anche perché «ho visto una squadra presente, tornata in forma psicofisica, pronta per domani (oggi, ndr)», spiega il tecnico, che pensa a risalire la classifica ma non dimentica che «il primo obiettivo è portare più punti possibili a casa, mi danno fiducia le nostre prestazioni casalinghe, dobbiamo avere sempre più fame» e da stasera «ci vuole concentrazione e lucidità enorme». Uno dei problemi della Lazio in questo momento è andare a segno. Senon ci pensa Klose, in pochi riescono a gonfiare la rete. Ci sono le eccezioni, come Hernanes e Candreva, ma gli altri biancocelesti non contribuiscono alla fase realizzativa. Petkovic, però, non vede il problema: «Con tutte queste occasioni create non sono preoccupato, non può succedere sempre che non si segna. Dobbiamo migliorare sulle palle ferme, noi abbiamo segnato sempre con quei 4-5 uomini che giocano davanti, dobbiamo migliorare anche sugli inserimenti delle seconde linee ». E allora Petkovic invita non solo centrocampisti e punte a dare il massimo ma anche «la difesa può essere più alta e aggressiva, credendoci di più si possono ottenere molti risultati ». La Lazio vuole puntare in alto, sa che il suo non sarà un mini-campionato per conquistare un posto d’onore in Europa: «Anche la Juve nelle ultime partite ha ottenuto solo un punto, è squadra fortissima ma non imbattibile. Anche gli altri – dice Petkovic – devono credere ancora di più che possono competere con la Juve. La Lazio deve competere e crederci fino in fondo. Un minicampionato? Se vinciamo con l’Udinese possiamo fare una bella figura fino alla fine di dicembre, anche il 6 gennaio giochiamo in casa contro il Cagliari, poi di nuovo in casa contro l’Atalanta. Dobbiamo essere umili, rimanere con i piedi per terra, per dare il 150%». E su chi scenderà in campo stasera,se Konko sembra essere pronto, Hernanes è in dubbio perché «se non è al 100% non rischiamo». Stesso discorso per Ederson «che ha avuto problemi nell’ultima partita e con questi ritmi è difficile rompere il fiato». Il tecnico promuove invece il lavoro di Ciani e Cavanda che «più che alternative sono prime scelte». Ma ciò che varrà per chiunque scenderà in campo è una regola: «Essere aggressivi per battere l’Udinese».

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