Petkovic:”Voglio arrivare primo”

Petkovic:”Voglio arrivare primo”

Una vittoria su Tottenham per la Lazio vuol dire qualificazione da prima in classifica ai sedicesimi di Europa League, un’opportunità mordi e fuggi che consentirebbe a Petkovic di archiviare la pratica coppa e pensare all’ultimo impegno del girone, la trasferta di Maribor, come a una gita di piacere. E, soprattutto,…

Una vittoria su Tottenham per la Lazio vuol dire qualificazione da prima in classifica ai sedicesimi di Europa League, un’opportunità mordi e fuggi che consentirebbe a Petkovic di archiviare la pratica coppa e pensare all’ultimo impegno del girone, la trasferta di Maribor, come a una gita di piacere. E, soprattutto, di ributtarsi sul campionato con la tranquillità acquisita dal passaggio del turno: tra derby e Juve il tecnico ha capito che in Italia l’importante è non fermarsi mai. Cavalcando l’onda «Gazza» Gascoigne, che «sarà uno dei motivi per la gente per venire a vedere la partita», stasera all’Olimpico (fischio d’inizio alle ore 19, diretta tv su Sky e Mediaset premium) c’è un match-ball da sfruttare assolutamente e, per questo, giocheranno i migliori. Almeno quelli disponibili, visto che Klose e Konko non sono stati neanche convocati e cederanno spazio a Kozak e Cavanda: «Siamo costretti a vincere per diventare definitivamente primi – ha detto ieri Petkovic – Dobbiamo fare di tutto per concludere la prima fase. Giocherà il top della squadra, ho alcuni infortunati e un paio hanno problemi che devo verificare, mi servono giocatori al cento per cento, dobbiamo dare tutto». Già, ma quale Lazio? Quella tutta corsa e personalità vista nel derby o quella ordinata e preparata a difendersi che ha fatto 0-0 in casa della Juve? «Ho visto una delle squadre migliori in Europa – Petkovic si riferisce al Chelsea – che ha avuto qualche occasione ma ha preso tre gol». Occorre sempre fare i conti con la realtà, insomma. Il Tottenham però non è la Juve, ha messo in difficoltà la Lazio al «White Hart Lane», ma per stasera Petkovic pretende dai suoi qualcosa di più rispetto a sabato scorso. «Il Tottenham non si trova in un momento positivo, per questo è una squadra ancora più pericolosa. Non faremo calcoli, non scelgo la formazione in base all’avversario. Dobbiamo fare la partita, è questa la chiave del successo. Domani (stasera, ndr) e nell’ultima contro il Maribor: che serva o no andremo in Slovenia per vincere». Tanto, al «non perdere» pensa Marchetti, sul punto d’oro strappato a Torino c’è la sua firma. «È un momento positivo e lo vivo serenamente – ha detto ieri il portiere biancoceleste – Ho fatto tre parate, una importante, ma tutti queste occasioni della Juve non le ho viste». Grazie ai tre miracoli, però, il portiere è virtualmente rientrato nell’orbita azzurra, nazionale e Champions servono per affermarsi a livello internazionale. «Sono miei obiettivi – ancora Marchetti – ma penso al presente, solo facendo bene alla Lazio posso raggiungerli. Champions? Non crederci sarebbe partire sconfitti dall’inizio». «Step by step», come dice Petkovic. In questo senso anche l’Europa League è un passaggio chiave del progresso collettivo: «Ce la godiamo, fa gola a tanti – ha concluso il portiere – cercheremo di vincere e sarà una battaglia, perché il Tottenham è una delle squadre più forti a livello europeo».

Il Corriere della sera

Cittaceleste

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