Bollini il segreto del successo

Bollini il segreto del successo

ROMA – Miracolo o continuità? A tre giornate dell’inizio del campionato, viene da chiedersi qual è il segreto di questo roboante avvio della Lazio di Alberto Bollini. E, come sempre quando l’indefinito si fa affaccia al reale, affidarsi ai numeri è un buon metodo, l’unico sicuro. Undici gol segnati in…

ROMA – Miracolo o continuità? A tre giornate dell’inizio del campionato, viene da chiedersi qual è il segreto di questo roboante avvio della Lazio di Alberto Bollini. E, come sempre quando l’indefinito si fa affaccia al reale, affidarsi ai numeri è un buon metodo, l’unico sicuro. Undici gol segnati in tre partite, vinte tutte. Solo uno incassato, e per giunta dagli undici metri. Primo posto in compagnia del Napoli, non la Roma, e questa è una novità. Di tutte le matematiche certezze, quella biancoceleste ricalca le orme del recente passato. Ovvero: la straordinaria continuità nei risultati vincenti. Buttate la pietra filosofale, gettate via gli elisir d’imbattibiltà più o meno lunga, per spiegare la buona lena della baby squadra laziale basta voltare lo sguardo e vedere che la cura Bollini ha funzionato e sta funzionando ancora, anche quest’anno. Da quando è tornato nella capitale, il tecnico di Poggio Rusco lavora molto sull’aspetto psico-fisico del gruppo, dando le possibilità a chi ne ha sempre avute poche, facendo rendere di più chi sembrava destinato a dare meno. Non è un santone, è un motivatore efficace. E’ la scelta di sviluppare un progetto giovani di spessore, a lunga gittata. Emblematica la scorsa stagione. Dopo un avvio altrettanto incredibile, la Lazio ebbe un crollo. Colpa degli infortuni, delle partenze obbligate dal mercato, dei prestiti forzati. L’allenatore ha saputo tenere in pugno il gruppo e rimettere in piedi una struttura che sembrava venire giù, arrivando poi al titolo di vicecampione d’Italia. Come ogni Primavera, l’attuale è molto diversa da quella di una stagione fa. Eppure il perno è rimasto, è lo stesso: Bollini è il collante che assembla il gruppo, dà lo scossone, insegna calcio. Lo sta facendo con i giovani promossi dalla categoria Allievi e con i giocatori rispolverati dalle ceneri del campionato finito bene, quello passato. Sono arrivati alcuni volti dall’esterno, ma questo non ha spezzato l’equilibrio tricolore dentro lo spogliatoio. Anzi, quello che Bollini sta mettendo in campo (un po’ per esigenza e un po’ per scelta) è il made in italy, l’artigianato a tacchetti che da tempo non si vedeva. Che poi non sono solamente i punti e le vittorie in campionato a rendere giustizia al lavoro del tecnico. Le chiamate in Azzurro di Lorenzo Filippini e Luca Crecco, che è stato convocato per uno stage con l’Under 18, sono le prove più belle. In Nazionale Under 19 spiccano Danilo Cataldi e Antonio Rozzi, ma loro sono già dei veterani. E se il circolo azzurro non provoca sufficiente stupore, fermarsi al biancoceleste può servire a capire di più. Perché anche Petkovic pesca volentieri dal vivaio. Lo aveva fatto anche Reja, un anno fa: ecco un altro segno di continuità. Con il campionato fermo per la Coppa Italia (a cui la Lazio prenderà parte dal 28 novembre, con gli ottavi di finale) la squadra sta lavorando in vista del prossimo impegno, sabato 22 novembre, contro la Juve Stabia a Castellammare, quarto impegno stagionale. Si va a caccia di un altro risultato positivo. Sempre nel segno della miracolosa continuità.

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy