«Pronti a passare il Natale in carcere»

«Pronti a passare il Natale in carcere»

Chi ha vissuto, e vive ancora, l’incubo di Varsavia ha spesso rimproverato alla Lazio di non aver fatto nulla per i suoi tifosi. In ventidue sono rimasti nel carcere di Bialoleka per giorni, settimane. I più fortunati sono già tornati in Italia. La società biancoceleste però – in più occasioni…

Chi ha vissuto, e vive ancora, l’incubo di Varsavia ha spesso rimproverato alla Lazio di non aver fatto nulla per i suoi tifosi. In ventidue sono rimasti nel carcere di Bialoleka per giorni, settimane. I più fortunati sono già tornati in Italia.
La società biancoceleste però – in più occasioni – ha saputo spiegare il perché di tale assenza, almeno formale e istituzionale. Sempre in contatto con il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata italiana in Polonia il club capitolino, proprio il ministro della Farnesina Emma Bonino ha consigliato alla Lazio di non esporsi, di non agire in prima persona. Perché quello dei ragazzi in carcere a Varsavia si è ben presto trasformato in un caso diplomatico, altro che calcistico. Tra le righe però si è mossa, alcuni giocatori hanno contribuito in forma assolutamente privata alla raccolta fondi promossa dalla Curva Nord, per aiutare le famiglie dei ragazzi a pagare le cauzioni.
La società poi ieri ha fatto un ulteriore passo in avanti, annunciando un gesto di umana solidarietà: «Se questi ragazzi dovranno passare il Natale a Varsavia, noi saremo lì con loro. Non servirà a nulla ma è l’unica cosa che possiamo fare. Far sentire la nostra vicinanza soprattutto umana», queste le parole del responsabile della comunicazione della Lazio, Stefano De Martino, tornato a parlare a Lazio Style Radio. La società biancoceleste è pronta quindi a inviare nella capitale polacca un suo rappresentante, chiederanno l’autorizzazione al carcere di Bialoleka per trascorrere il giorno di Natale con i tifosi laziali. Con la speranza possano esser liberi tutti entro domenica. Potrebbe essere il team manager Maurizio Manzini a salire su un aereo per far sentire la vicinanza della Lazio ai ragazzi in Polonia.
Intanto De Martino tuona contro le istituzioni italiane: «Abbiamo agito in sordina per non creare disturbo, come eravamo stati invitati a fare, come club non potevamo agire in maniera formale. Noi come società Lazio non avremmo potuto fare di più, le istituzioni invece devono far sentire la propria voce, come anche il mondo del calcio». (Il Tempo)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy