FOCUS – Permanenze big, sponsor e un colpo da urlo!

FOCUS – Permanenze big, sponsor e un colpo da urlo!

ROMA – Altro che un posto al sole, la Champions è una coppa in paradiso. Ora che la Lazio c’ha messo mezzo piede, non può riprecipitare nel limbo. Paradossale, ma vero, la qualificazione biancoceleste – quasi impensabile a inizio stagione – nella massima competizione europea, oggi diventa quasi un dovere.…

ROMA – Altro che un posto al sole, la Champions è una coppa in paradiso. Ora che la Lazio c’ha messo mezzo piede, non può riprecipitare nel limbo. Paradossale, ma vero, la qualificazione biancoceleste – quasi impensabile a inizio stagione – nella massima competizione europea, oggi diventa quasi un dovere. Perché il progetto di Formello ha bruciato le tappe e questa crescita lampo, senza almeno il terzo posto in saccoccia, rischia d’avere un effetto boomerang. Innanzitutto all’interno del gruppo artefice di questa strepitosa cavalcata. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Prendi Biglia, ormai regista mondiale, strappato a settembre (fotofinish del mercato estivo) al blitz tardivo del Real Madrid: Lucas ha sbandierato il sogno Champions, ha una promessa di Lotito e Tare per partire, si convincerebbe a restare dopo aver centrato l’impresa. E Klose pronto ad appendere gli scarpini al chiodo? Ringiovanirebbe solo all’idea di poter chiudere la carriera sul palcoscenico che gli manca ormai da troppi anni. Così Felipe e de Vrij, i baby fenomeni si tapperebbero occhi e orecchie di fronte alle sirene di Chelsea, City e United. Perché finalmente la Lazio tornerebbe a non essere più un punto di partenza, ma d’arrivo. Non un lido di passaggio di talenti, ma una big dove altri vogliono raggiungerli e sbocciare insieme.

INCASSI – Riecco appeal e denari: «Dzsudzsak non vede l’ora di confrontarsi con i massimi campionati europei e soprattutto con la Champions», spiega Vorosbaranyi, agente dell’esterno della Dinamo Mosca, puntato ormai da mesi da Tare e nelle mire di Liverpool e Arsenal. Alla Lazio piace parecchio questo 28enne in scadenza a dicembre, ma il club russo chiede oltre 10 milioni, dopo averlo pagato 20 dall’Anzhi. Col secondo posto, Lotito però – dopo aver già preso Hoedt in difesa, Morrison e un altro “mister X” a centrocampo – potrebbe pensare a un colpo da urlo. Si ritroverebbe in tasca 40 milioni: nel dettaglio, 8,6 milioni per la partecipazione alla fase a gironi della Champions, 27 dal market pool Uefa, altri 4 di diritti tv della Lega di serie A legati al piazzamento. E senza nemmeno l’onere di pagare un premio scudetto. Briciole, i bonus qualificazione ai giocatori (poco più di 2milioni, 100mila a testa). La società crede al sorpasso sulla Roma, non a caso sta conducendo in gran segreto altre importanti trattative di mercato.

LE MAGLIE – E c’è di più, soldi chiamano soldi. Con la Champions, dopo quasi 8 anni, arriverebbe lo sponsor: è questo, al momento, l’ultimo step per la firma con “Land of Fire”, marchio dell’Azerbaijan (prossimo alle Olimpiadi). C’era già stato un contatto, prima che diventasse partner dell’Atletico Madrid, per 12 milioni l’anno. Adesso i colloqui son tornati seri, ma le cifre dipenderanno dal piazzamento biancoceleste a fine campionato: si aggirerebbero intorno ai sei milioni l’anno, con il coinvolgimento di tutta la Polisportiva, che sta seguendo le trattative. Lotito avrebbe però anche contemporanei contatti con un colosso orientale. Gli uomini di Pioli restino concentrati sul campo: dopo la sosta, Cagliari-Lazio (sabato di Pasqua, nel giorno di Roma-Napoli e Fiorentina-Samp), Lazio-Empoli (con Napoli-Fiorentina), Juventus-Lazio, Lazio-Chievo (con Napoli-Sampdoria), Lazio-Parma (c’è Juventus-Fiorentina), Atalanta-Lazio (Sampdoria-Juventus), Lazio-Inter, Sampdoria-Lazio, Lazio-Roma (nel giorno di Juventus-Napoli) e Napoli-Lazio. Cinque partite in casa su dieci. Il 31 maggio è atteso l’arcobaleno, guai a far piovere rimpianti (ilmessaggero)

Cittaceleste.it

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