Questa Lazio è di ferro

Questa Lazio è di ferro

Per la prima volta in questa stagione la Lazio non ha vinto, ma il pareggio di Londra è più importante delle vittorie sul Mura e, sotto certi aspetti, anche di quella di Verona. Da ieri, sa di avere un bello spessore anche in campo internazionale. In certi momenti, e senza…

Per la prima volta in questa stagione la Lazio non ha vinto, ma il pareggio di Londra è più importante delle vittorie sul Mura e, sotto certi aspetti, anche di quella di Verona. Da ieri, sa di avere un bello spessore anche in campo internazionale. In certi momenti, e senza possederne le stesse cime tecniche, ha ricordato la partita del giorno prima della Juve in questa stessa città, per carattere, per forza, per la capacità di soffrire e per il modo di fronteggiare il Tottenham alla pari, giocando con la sua stessa intensità, cambiando atteggiamento più di una volta nella stessa partita. Ha palleggiato, ha cercato il contropiede, si è protetta e ha sempre tenuto il campo con personalità. Poteva prendere un gol e poteva segnarlo, non è mai stata in confusione, mai col fiato grosso. Se Hernanes e Klose, il meglio sul piano tecnico, avessero dato alla Lazio quanto hanno dato in campionato, forse avrebbe perfino vinto, ma il primo passo in Europa League è stato incoraggiante e ha dimostrato che Petkovic, in così poco tempo, ha preso possesso della squadra, le ha dato un’anima e un gioco. E’ stato davvero bravo.

CAVANDA – Molti temevano gli attacchi di Bale sulla sinistra perché su quella fascia la Lazio aveva perso il suo titolare, Konko, e Petkovic aveva puntato sul giovane, ma non tenero (tutt’altro), Cavanda. In realtà, il Tottenham ha attaccato di più e con più velocità sull’altro versante, con Lennon che, sostenuto da Dempsey e da Walker, ha aperto spesso il fianco laziale dove era stato arretrato Lulic. Cavanda, invece, teneva bene il passo di Bale, che quando tagliava al centro trovava il tornello di Ledesma. C’era da soffrire e la Lazio lo sapeva, ma non ha mai dato l’impressione di crollare sotto la pressione del Tottenham. La prima occasione buona è stata laziale (Klose non è arrivato in tempo sul cross teso di Lulic) e sua anche la conclusione migliore e più pericolosa, quella di Gonzalez che ha centrato la traversa. Nella prima mezz’ora, tuttavia, i londinesi hanno occupato meglio il campo, grazie al lavoro e al movimento di Dembelé e Sandro alle spalle del trio Lennon-Dempsey-Bale. E’ stato in quel periodo che la rete di testa di Dempsey, su cross di Bale, ha trovato per fortuna della Lazio la bandierina alzata del rumeno Sovre: è stato un fenomeno a pizzicare quel fuorigioco.

ROTAZIONE A CENTROCAMPO – La pressione degli Spurs ha prodotto qualche punizione fuori area, ma nessun altro effetto pesante sulla difesa laziale, a parte un giallo per Biava che ha frenato al limite l’incursione di Lennon, e si è esaurita quando Petkovic ha fatto ruotare i quattro centrocampisti, intorno al 30′. Prima Hernanes non trovava la posizione, Gonzalez non riusciva a ribaltare l’azione, Mauri doveva limitarsi alla fase di copertura e il giovane Onazi (sostituto del febbricitante Candreva) dava qualche segnale di difficoltà. Il tecnico laziale ha tenuto sempre Ledesma davanti alla difesa e poi ha messo, da destra a sinistra, Gonzalez, Hernanes, Onazi e Mauri. Soprattutto Hernanes, che non era mai riuscito a evadere dal controllo del suo connazionale Sandro, è riuscito a prendere in mano il gioco e per la Lazio è stata una benedizione. E’ durato però un quarto d’ora, non di più.

VILLAS BOAS E PETKOVIC – I due allenatori hanno cominciato a rincorrere l’uno le idee dell’altro. La risposta del portoghese al laziale è stata l’inversione di Lennon e Bale. Per pochi minuti, perché Petkovic ha rimesso Mauri a destra e Gonzalez a sinistra e tutto è tornato come all’inizio. L’equilibrio, che nemmeno i continui cambi tattici riuscivano ad alterare, stava per essere rotto da Dempsey, ma il suo tiro a porta vuota è stato deviato da Biava proprio sulla linea. La Lazio stava faticando a far girare la palla e a controllare le due fasce, ora che la pressione del Tottenham si era fatta più continua. Doveva ricorrere più spesso al fallo e i calci piazzati di Bale diventavano sempre più pericolosi. Come se avesse una fionda appoggiata sul sinistro, il gallese ha messo due palle-gol sulla testa di Sandro (fuori) e poi di Caulker (gol, ma fischio provvidenziale di Hategan per un fallo subìto da Mauri).

PIU’ OFFENSIVA – Petkovic ha deciso di alleggerire la spinta degli inglesi ribaltando una tesi tradizionale: non un mediano per frenare la manovra ma un attaccante in più, Zarate, al posto di Onazi, per ripartire e impaurire gli Spurs. Maurito si è messo a sinistra e l’infaticabile Gonzalez sul centrosinistra, il Tottenham ha mollato la presa e la Lazio ha potuto proseguire la sua stagione da imbattuta.

Il Corriere dello sport

cittaceleste

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