Questa Lazio mette tutti d’accordo..

Questa Lazio mette tutti d’accordo..

La Lazio di Pektovic mette tutti d’accordo. Anche i pupilli di Maestrelli che – dopo aver conquistato il titolo nel 1974 – riuscirono a vincere le prime tre partite del successivo torneo. «I numeri sono numeri – afferma Vincenzo D’Amico, golden boy di quella squadra unica e irripetibile – e…

La Lazio di Pektovic mette tutti d’accordo. Anche i pupilli di Maestrelli che – dopo aver conquistato il titolo nel 1974 – riuscirono a vincere le prime tre partite del successivo torneo. «I numeri sono numeri – afferma Vincenzo D’Amico, golden boy di quella squadra unica e irripetibile – e vanno rispettati. Questa è una bella squadra, che gioca con grande personalità e impone il proprio gioco. Era da tempo che non vedevo la Lazio giocare in questo modo: una formazione votata all’attacco, molto propositiva in avanti ma al tempo stesso equilibrata anche in fase difensiva. I paragoni con la formazione di Maestrelli ci possono stare, ma a volte i numeri sono frutto della casualità. Noi in quell’anno ci classificammo al quarto posto, mi auguro che questa squadra sappia fare meglio. Le premesse ci sono tutte, tra l’altro senza aver speso cifre considerevoli in fase di mercato. Il nostro record? Mi auguro che la prossima domenica contro il Genoa questi ragazzi possano migliorarlo». Felice Pulici, il numero uno di quella grande Lazio di metà anni settanta, sposta l’attenzione sulla figura del tecnico. «Pektovic ha avuto la capacità di inquadrare subito i suoi giocatori, ha trovato una disposizione ottimale della squadra, esaltando le doti dei singoli elementi. Penso ad esempio a Hernanes, che non è stato semplicemente rigenerato, ma è stato messo nelle migliori condizioni di sfruttare le proprie qualità dopo esser stato svincolato dai compiti di marcatura che gli venivano affidati nella passata stagione. Klose è un vero fenomeno, un riferimento offensivo straordinario per tutta la squadra. Questa Lazio merita il primato perché ha vinto ogni partita in maniera cristallina. Può fare molto bene, a patto che mantenga questa condizione fisica quanto più a lungo possibile evitando di fare turn-over. Pektovic deve affidarsi sempre agli stessi elementi, senza cambiare: fin quando il fisico li supporta, devono giocare gli stessi giocatori». Sorpreso dalla partenza sprint della formazione laziale anche Giancarlo Oddi, unico difensore della Lazio di Maestrelli insieme al capitano Wilson. «Vi prego, non facciamo paragoni: quella squadra era e resta unica – afferma lo stopper del primo scudetto biancoceleste – per gli elementi che la costituivano. Ma nel modo in cui si presenta in campo, forse potrebbe ricordare la mia Lazio: io e Wilson ci facevamo compagnia, tutti gli altri se ne andavano in avanti. Allo stesso modo – contro il Chievo – a parte Dias e Biava, tutti erano nella metà campo avversaria nel momento di costruzione del gioco. È un momento importante – continua – la squadra gira a mille ed Hernanes ha finalmente trovato la posizione giusta in mezzo al campo. Pektovic si sta dimostrando un tecnico molto intelligente; la squadra non dà punti di riferimento e questo complica la vita agli avversari, gioca con molta intensità. Al momento è la formazione che ha fatto vedere le cose migliori, è una squadra convincente. Ora arriva un esame importante contro il Tottenham. Mi auguro che questi ragazzi possano continuare su questa strada».

Fonte: Simone Pieretti – Il Tempo

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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