Radu centrale, ora avanti così

Radu centrale, ora avanti così

ROMA – Velocità, tecnica, anche gioco aereo. Avanti con Radu, avanti con lui. Avanti così perché da centrale s’è dimostrato pronto, sicuro, completo. In questi casi di solito si dice… è come se avesse sempre giocato al centro della difesa. E’ vero, l’ha fatto per anni. E’ nato centrale e…

ROMA – Velocità, tecnica, anche gioco aereo. Avanti con Radu, avanti con lui. Avanti così perché da centrale s’è dimostrato pronto, sicuro, completo. In questi casi di solito si dice… è come se avesse sempre giocato al centro della difesa. E’ vero, l’ha fatto per anni. E’ nato centrale e non ha faticato nel tornare nel vecchio ruolo. Avanti con Radu centrale, una mossa scontata ma non per questo utilizzata in passato. Pioli, dopo averci riflettuto a lungo, s’è deciso, ha sganciato il romeno a Verona, l’ha schierato accanto a De Vrij. L’esperimento, se così si può definire, ha funzionato, non c’erano molti dubbi. Radu, in una notte buia, è stato una luce là dietro. Ha lottato, ha coperto, ha manovrato, ha fatto il centrale in tutto e per tutto. Non ci si inventa stopper, bisogna vantare caratteristiche particolari per ricoprire il ruolo. Radu ha un repertorio vario ed è dotato di tecnica, ha i piedi buoni. Quando puoi puntare su un difensore così sei avvantaggiato, ne trae beneficio tutta la manovra, puoi impostarla da dietro. Radu, da centrale, s’era presentato nel gennaio 2008. Esordì a Firenze, in Coppa Italia, fu Delio Rossi a schierarlo. Non è mai stato un marcantonio o un dominante (così come Delio ama definire certi tipi di giocatori), ma s’è sempre fatto valere: «E’ veloce e tecnico, è bravo anche nel gioco aereo, lo comprammo come centrale. Negli ultimi anni si è riciclato sulla corsia sinistra avendo un buon mancino e un buon passo, le caratteristiche del centrale le ha…», ha detto di recente l’ex tecnico biancoceleste. Radu ha giocato con sicurezza, s’è adattato, s’è associato a De Vrij, gli è stato accanto nel modo migliore.

 

 

Il futuro. Radu centrale, si andrà avanti così perché l’emergenza difensori esiste, perché la difesa non può subire sempre rivoluzioni e stravolgimenti, perché Braafheid a sinistra copre bene il ruolo. Radu giocherà da centrale almeno sino a fine dicembre, dopo la sosta si vedrà. E’ in arrivo un difensore in più, uno stopper, la caccia è apertissima. Pioli nel frattempo s’affiderà al romeno. Non è un caso, la porta di Marchetti a Verona è rimasta inviolata, per cinque gare di fila erano stati beccati gol. Radu e De Vrij si conosceranno meglio, si allenano in coppia da circa due settimane. Il feeling nasce soprattutto in partita, giocare e rigiocare insieme li aiuterà, gli permetterà di affinare le loro doti e la loro intesa. Radu ci ha pensato un po’ prima di accettare il ritorno al passato, era un po’ dubbioso. Per anni s’è abituato a giocare a sinistra, da terzino. E’ un ruolo diverso, cambiano i tempi, cambiano le mansioni, è diverso anche il dispendio fisico. Quando Pioli gli ha chiesto la disponibilità, lui l’ha data. E’ fatto così, dà tutto per la maglia, l’ha sempre fatto. Sabato sera, in campo, urlava, più volte ha ripreso i compagni, soprattutto i centrocampisti. E’ diventato uno dei leader della Lazio, il titolo l’ha meritato, non è legato solo alla sua militanza biancoceleste. Dal Radu del 2008 al Radu del 2014 ci sono similitudini e differenze. Oggi, nel pieno della maturità, può giocare dove vuole. Non fa mai solo quel che può. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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