Radu, “Il bis a Milano”

Radu, “Il bis a Milano”

 Ci aveva provato in allenamento, il retroscena è svelato. Nella rifinitura di domenica aveva “bombardato” Marchetti, aveva segnato due volte: «E’ vero, avevo fatto due gol così in partitella, ma non si doveva dire perché magari Marchetti si offende (risata, ndr) . Ora ci provo anche a Milano!». Milan avvisato.…

 Ci aveva provato in allenamento, il retroscena è svelato. Nella rifinitura di domenica aveva “bombardato” Marchetti, aveva segnato due volte:  «E’ vero, avevo fatto due gol così in partitella, ma non si doveva dire perché magari Marchetti si offende (risata, ndr) . Ora ci provo anche a Milano!». Milan avvisato. C’è un bomber in più, si chiama Radurov. C’è chi ha ribattezzato così Radu, associando il suo nome a Kolarov, l’ex col cannone al posto del sinistro:  «Il gol? E’ tornato il gemello di Kolarov, no dai scherzo… Non devo esultare troppo, l’importante è che la Lazio abbia vinto e che l’abbia fatto firmando una bella prestazione, mostrando un bel gioco». E’ di Radu il gol, non di Kolarov. Ha sparato un missile terra-aria, ha centrato il primo gol in A, l’ha celebrato con una tripla dedica:  «Il gol è dedicato a mia madre, mio padre e mia moglie, lei è incinta». La potenza nel tiro, la dolcezza nelle parole. Radu ha perso il padre nel 2011, sono passati quasi due anni, non smette di ricordarlo. E’ legatissimo alla sua famiglia, ha sposato la moglie Alexandra nei mesi scorsi a Roma, aspettano un bambino, si sapeva. Il pallone sotto la pancia, una dedica bellissima.
Ha sparato un bolide il romeno, ha spaccato la partita, ha steso il Pescara. E’ la sua annata, centra il bersaglio con facilità. Aveva bucato il Maribor in Slovenia, si giocava in Europa League. Aveva bucato il Catania in Coppa Italia, gli mancava la firma in serie A, è arrivata:  «Ho fatto il mio terzo gol quest’anno, il primo in campionato, diciamo che è una tripletta. E ora speriamo di fare la tripletta vincendo la Coppa Italia, l’Europa League e magari il campionato, ma è più difficile. Siamo sulla buona strada, dobbiamo continuare così». Dediche e sogni, gol e speranze, è felicissimo Radu, sta vivendo un momento magico.

IL MILAN -E ora sotto col Milan: « Andiamo a Milano con un grande spirito, abbiamo vinto le ultime due partite, abbiamo difeso il terzo posto e ottenuto il passaggo del turno in Europa League». Gol di Radu, sta diventando un’abitudine. Non solo corse e rincorse, coperture e recuperi, s’è messo a segnare, ha preso il vizietto. Da quando è tornato la Lazio ha trovato equilibrio difensivo, il suo rientro è stato fondamentale:  «Segnare è bellissimo, unico. Ma l’importante è avere vinto, credo conti di meno chi fa gol, deve andare avanti la squadra, serve solo questo». Radu si sta allenando al tiro, ecco i risultati:  «E’ un attimo, decidi di tirare e lo fai. In allenamento ho provato dei tiri, è quasi uguale la prova del campo in partite ufficiali». La Lazio è ripartita in campionato, serviva la vittoria, mancava da troppo tempo:  «Anche dopo Catania siamo ripartiti e abbiamo ottenuto 16 risultati positivi. Speriamo di fare lo stesso adesso». Prima il Milan, poi la Fiorentina, i biancocelesti sono attesi da impegni importanti, da scontri diretti Champions:  «Sì, dobbiamo pensare al Milan. In campionato ci sono tante partite, dovremo arrivare pronti. Con lo Stoccarda giocheremo due confronti diretti, dovremo fare un buon risultato in Germania e poi giocarci la qualificazione agli ottavi in casa, possiamo andare avanti in ogni competizione». Evviva Radu, è cresciuto, è diventato un punto fermo, è uno dei leader. Non c’entrano i gol e il contributo che sta dando in zona offensiva, conta l’attaccamento alla maglia, il modo in cui si sacrifica, l’aiuto che dà alla squadra. Tempo fa giocava ad intermittenza, non era continuo e finiva spesso ko. Lo staff medico e la cura Petkovic l’hanno rimesso in sesto, ora non si ferma più e garantisce affidabilità fisica, tecnica, tattica. E’ nel giro dei capitano biancocelesti, quando Mauri e Ledesma non ci sono è lui ad indossare la fascia. E’ un simbolo.

Il Corriere dello Sport

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