Radu, Lazio nel cuore

Radu, Lazio nel cuore

Ha sposato la Lazio a vita, lascerà la Nazionale a malincuore, l’ha annunciato a Istanbul. Stefan Radu è un ragazzo forte, le decisioni importanti non lo spaventano, ne ha prese tante in carriera. Nella Lazio ha trovato casa, è la squadra che l’ha svezzato consacrandolo nel calcio internazionale. Il rapporto…

Ha sposato la Lazio a vita, lascerà la Nazionale a malincuore, l’ha annunciato a Istanbul. Stefan Radu è un ragazzo forte, le decisioni importanti non lo spaventano, ne ha prese tante in carriera. Nella Lazio ha trovato casa, è la squadra che l’ha svezzato consacrandolo nel calcio internazionale. Il rapporto con la Romania invece è cambiato da quando in panchina s’è accomodato Victor Piturca.

I FATTI – In tanti hanno deciso di lasciare la squadra romena, vanno ricordati i nomi di Mutu, Chivu, Lobont su tutti. La gestione Piturca fa acqua da tutte le parti, i big che giocano fuori dal Paese sono penalizzati, vengono favoriti i calciatori che militano nel campionato nazionale. E’ strano che la Federazione permetta al suo selezionatore di fare figli e figliastri, di non salvaguardare i calciatori più forti, quelli che sono stati capaci di imporsi nei torni più competitivi. Ma forse no: è una Federazione che detta legge dal 1990, il presidente è in sella da 23 anni, nessuna altra carica del Paese dura da così tanto tempo. Le prossime elezioni si svolgeranno nel 2014, in molti auspicano un cambio di potere e a quanto sembra avverrà, è necessario per il bene del calcio romeno e dei suoi attori protagonisti. Sono questi i motivi che hanno spinto Stefan a lasciare la Romania a soli 26 anni, la decisione sarà ufficiale entro giugno, il difensore organizzerà una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni.

IL DERBY – Radu tutto per la Lazio, Radu pronto per il derby. Ha subito un’ingiustizia a Istanbul, quel tocco di mano involontario è stato punito con il rigore, un’assurdità. Il romeno era dispiaciuto per quanto accaduto in Turchia, ma lui non ha avuto colpe, ha pagato gli errori-orrori dell’arbitro Collum e dei suoi collaboratori. Radu riparte dal derby, dalla sfida alla Roma, è una partita da affrontare con i nervi calmi, in passato la tensione ne ha stravolto gli equilibri, ha scatenato risse in campo, reazioni bollenti che hanno portato a punizioni disciplinari. Radu vive la gara contro la Roma emotivamente, l’attaccamento alla maglia biancoceleste è fortissimo. Si piazzerà a sinistra, nel suo ruolo, da anni è un punto fermo dello scacchiere. Ma la sua crescita non si era assestata, ha raggiunto la maturità in questa annata, ci è riuscito anche perché è migliorato fisicamente.

LA RINASCITA – Rinforzo muscolare, lavori di postura e di prevenzione per evitare certi infortuni: così è rinato Radu. Aveva saltato la parte finale dello scorso campionato, aveva saltato la preparazione estiva. Inizialmente ha patito l’inattività dovuta agli stop fisici continui, alle cadute e alle ricadute. Problemi ad un ginocchio, problemi muscolari, è tutto alle spalle. Radu adesso sta bene, gli serviva soltanto un bel rodaggio, l’ha effettuato. Si era assentato un po’ troppo negli ultimi anni, non certo per colpa sua. Nella scorsa stagione s’era fermato a 21 presenze in campionato, nel 2010-11 giocò 26 volte. E in passato, per un motivo o per un altro, non ha mai superato la soglia delle 30 apparizioni: 28 presenze nel 2009-10, 19 nel 2008-09, 11 nel 2007-08 (ma arrivò a gennaio). Serviva un Radu più forte, più temprato, più resistente, la fascia sinistra da anni era in balia degli eventi e delle assenze. Radu è il primo ad aver sofferto, non c’è dubbio. Non è stato facile rialzarsi e ricadere, guardare i compagni giocare. Il suo momento è arrivato, è uno dei leader della squadra, indossa la fascia di capitano quando Mauri e Ledesma non sono in campo, è una responsabilità che sa portare sulle spalle.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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