Radu non si tocca

Radu non si tocca

Chiamarlo solo portafortuna è un’offesa. Considerarlo un fattore decisivo per la rincorsa della Lazio è inconfutabile. Stefan Radu ha ritrovato la Lazio un giorno di inizio novembre, l’8 per la precisione. Segnate quella data con un circoletto rosso. Perché da quel giovedì lì, da quel Lazio-Panathinaikos di Europa League, Petkovic…

Chiamarlo solo portafortuna è un’offesa. Considerarlo un fattore decisivo per la rincorsa della Lazio è inconfutabile. Stefan Radu ha ritrovato la Lazio un giorno di inizio novembre, l’8 per la precisione. Segnate quella data con un circoletto rosso. Perché da quel giovedì lì, da quel Lazio-Panathinaikos di Europa League, Petkovic non ha più perso una partita. Una striscia di 11 match senza sconfitte, tra campionato e coppe: Radu, di queste, ne ha giocate 10 (saltata solo la sfida di Coppa Italia, per scelta tecnica e non per infortunio). E la difesa, in totale, ha subito solo 5 reti.

La svolta
Radu è il fattore che ha cambiato l’inerzia della stagione della Lazio, specialmente in fase difensiva, di una squadra che prima del suo ingresso in squadra era reduce della scoppola di Catania. È il titolare su cui Petkovic non contava. Non perché non ci credesse, ma semplicemente perché lo «storico» del romeno non era dei più rassicuranti. Il 2012 non è stato tutto rose e fiori: basti pensare che delle 22 giornate di campionato con Reja, il romeno ne ha disputate solo 9. Poco più del nulla. Che cosa è cambiato? Tutto. Il matrimonio con Alexandra del 7 dicembre è stato solo l’ultimo episodio. Radu ha sposato (nuovamente) la Lazio.

Niente riposo
Come? Punto primo: il ginocchio sinistro è finalmente guarito. Punto secondo: Radu ci ha messo del suo, andando a rinforzare un’articolazione che gli aveva dato grandi problemi, tanto che nella sua testa era anche balenata l’idea di lasciare la Lazio, di cambiare ambiente, aria, facce, di cambiare vita. E invece prima lo staff medico, poi il lavoro del preparatore Rongoni gli hanno fatto mutare idea, restituendo a Petkovic un titolare. Radu ha lavorato molto sulla postura già nel periodo post operatorio della scorsa estate. Ed è un lavoro che prosegue ancora oggi: per il romeno non esistono giornate di riposo, 24 ore dopo ogni partita Radu svolge alcuni esercizi posturali finalizzati ad evitare ricadute muscolari.

Pure bomber
Petkovic l’ha scoperto strada facendo e adesso non ne fa più a meno. Fisicamente è un giocatore ritrovato, ma ancora non al top atleticamente. E chi lo conosce bene giura che nel prossimo campionato sarà quello della sua definitiva esplosione, quando riuscirà a svolgere anche una preparazione precampionato. A Petkovic va già bene così. Ora le voglie di lasciare la Lazio sono dimenticate. Piuttosto, di voglia ne è venuta un’altra: quella dei gol. Petkovic lo ritiene importante anche in fase offensiva, tanto che Radu va sempre a staccare in area avversaria in occasioni di angoli e punizioni: è una novità, in passato tutti gli allenatori avuti in biancoceleste lo lasciavano costantemente ultimo uomo in fase difensiva. Non è un caso in questa stagione che sia arrivata la prima rete con la maglia della Lazio (al Maribor) e che una sua giocata abbia propiziato il rigore poi sbagliato da Ledesma contro l’Udinese. No, non è solo un portafortuna.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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