RE DI COPPA – Il Vesuvio si spegne, Lulic s’accende

RE DI COPPA – Il Vesuvio si spegne, Lulic s’accende

ROMA – Quella finale è sua, questa Coppa Italia non si tocca. Scende quasi una lacrima, riecco Lulic 71 (anzi 79′), eroe del 26 maggio. Segna e non fa segnare Insigne allo scadere. Sfrecciava ancora nell’ombra d’un dio dopo aver castigato la Roma, riecco Senad esplosivo sotto il Vesuvio. S’inghiotte…

ROMA – Quella finale è sua, questa Coppa Italia non si tocca. Scende quasi una lacrima, riecco Lulic 71 (anzi 79′), eroe del 26 maggio. Segna e non fa segnare Insigne allo scadere. Sfrecciava ancora nell’ombra d’un dio dopo aver castigato la Roma, riecco Senad esplosivo sotto il Vesuvio. S’inghiotte il Napoli e lo sputa fuori dalla competizione. Ribalta il risultato dell’andata (1-1), non poteva che essere lui a scandire la sentenza. E’ un piano divino, è una benedizione eterna. Alla faccia d’Orsato, non si gioca con il fato. Risorto ancora, è sempre più immortale Lulic. Acciaccato, deragliato a metà stagione, vagava per l’infermeria da mesi. Istituto Lulic traballava. Il freddo di tutto l’inverno, stasera brucia più dell’inferno: aveva perso il binario, il trenino Senad, s’era smarrito, il ginocchio gli aveva impedito di splendere.

 

 

EROE – Stasera Lulic è di nuovo abbagliante. Entra al posto di Candreva e pure Anderson torna Felipe. Strepitoso l’ennesimo assist del brasiliano, un batticinque simile a quello del derby eterno. Adesso Pipe è l’uomo del momento, serve lui il cioccolatino: Senad promette, mira lì e fa centro. Spara ancora, Lulic, spara. E il cuore partenopeo è in frantumi. Rimane solo un po’ di Napoli e Basta. Ottimo il serbo a sventare un paio d’occasioni azzurre, ma Lazio non è certo la Lazio Cucù-Settete al San Paolo. Forse non è una questione di modulo, ma il 4-3-3 è meno spettacolare del 4-2-3-1. Gli assi nella manica si perdono, non fanno scopa. Felipe e Candreva appannati sulle fasce: il brasiliano va a fiammate, Antonio – decimo tiratore d’Europa – prova qualche conclusione sterile dalla distanza. Il solito geometra, Biglia, ma spesso il possesso diventa inutile senza il colpo del campione. Klose in realtà prova a prendersi la rete numero 53 con la maglia biancoceleste (secondo record di gol con un club), ma il solito Orsato si rende protagonista: incredibile la punizione dal limite non fischiata a Miro, schiacciato fra Albiol e Britos.

BERISHA – Un plauso a Berisha, ottimo e coraggioso in ogni uscita, aiutato dal palo sulla punizione di Gabbiadini. Sfiora pure la palla sulla sensazionale voleé di Hamsik. Stasera invece s’è capito il motivo per cui, dopo l’ottimo avvio di stagione, Pioli preferisca ancora Radu al redivivo Braafheid: spesso distratto, l’olandese, lo salva Etrit su un terribile retropassaggio. Edson si divora anche un gol di testa su uno straordinario traversone di Candreva. Che bissa il suo ultimo cross al 66′ (non arriva di poco Mauricio), prima dell’ingresso di Lulic. Che tira una pizzetta al Napoli. Ma fa malissimo.

Cittaceleste.it

 

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