Reja cambia la Lazio

Reja cambia la Lazio

ROMA – Il crollo di Catania partorirà la svolta e ha segnato il confine tra la prima fase del nuovo corso e un lavoro di ricostruzione in proiezione futura. Reja si prepara a cambiare la Lazio e si avvia al rimpasto. Le notizie sono due: concederà maggiore spazio e fiducia…

ROMA – Il crollo di Catania partorirà la svolta e ha segnato il confine tra la prima fase del nuovo corso e un lavoro di ricostruzione in proiezione futura. Reja si prepara a cambiare la Lazio e si avvia al rimpasto. Le notizie sono due: concederà maggiore spazio e fiducia ai giovani, in primis Keita e Onazi. Ha bisogno di forze fresce. E potrebbe scegliere, anzi abbracciare in via definitiva, il modulo che nelle ultime settimane ha garantito i risultati migliori, ovvero il 3-4-3. Le valutazioni sono in corso e possono essere aggiornate. Lo stop di Catania pesa: è stata una brutta sconfitta perché la Lazio non ha quasi giocato. Sbagliato l’approccio, sarebbe servita un’altra mentalità. Ma dentro la partita ci sono state anche indicazioni precise, confermando pregi e difetti di un organico con molte qualità e alcuni limiti ben identificati. Materia su cui lo staff tecnico ora può intervenire sul campo in modo limitato e correggere in estate, in sintonia con la società, attraverso un’opera di rinnovamento mirato in determinati ruoli.

RILANCIO

– Reja è stato richiamato da Lotito a Natale e ha ereditato da Petkovic una Lazio che stava scivolando verso la serie B: 7 sconfitte nelle prime 17 giornate, 26 gol subiti e appena 6 punti di vantaggio sul Sassuolo, terz’ultimo in classifica. Questa la fotografia lasciata dal tecnico bosniaco, futuro ct dalla Svizzera. Al vecchio Cibali la squadra biancoceleste è crollata nel giorno in cui poteva e doveva lanciare la rincorsa al quinto-sesto posto per mantenere la qualificazione in Europa League. In mezzo c’è stata una serie positiva lunga 6 giornate (record stagionale) per un totale di 12 punti e appena 3 gol incassati. Oggi la Lazio ha 13 punti di vantaggio sul Catania (terz’ultimo) e 15 sul Sassuolo, che chiude la classifica e si presenterà domenica all’Olimpico. La delusione c’è, ma i numeri cancellano le critiche. Rispetto alla gestione Petkovic, questa squadra ha fatto passi da gigante attraverso una gestione saggia delle risorse e un’attenzione superiore alla fase difensiva, almeno sino alla partita di Catania.

FEDELISSIMI

– Per uscire dal guado Reja s’è affidato al nucleo storico della vecchia Lazio, a quei 12-13 giocatori che conosceva meglio e gli davano maggiori garanzie, a cui si sono aggiunti Berisha e Biglia, gli acquisti più indovinati della scorsa estate. E ha coperto la difesa. Per questo motivo, in alcune partite, Reja aveva optato per il 3-4-3: difendi di più e cerchi di ripartire. Ma è un assetto di attesa. In passato Edy si era quasi sempre affidato al 4-2-3-1 e, nonostante passi per difensivista, avrebbe (e ha ancora) intenzione di proporre gioco. Così era tornato ad un modulo che consentisse alla squadra di distendersi sulle corsie esterne con le coppie di laterali (Konko-Candreva da una parte, Radu-Lulic dall’altra) e l’obiettivo di assistere con più efficacia Klose. Ma domenica sono riemerse alcune debolezze già evidenti in passato. La Lazio soffre le squadre aggressive e piene di ritmo. Ci sono due play (Biglia e Ledesma) non velocissimi e due cursori (Onazi e Gonzalez) con poco palleggio o fuori condizione. Ceduto Hernanes, la Lazio ha perso la mezz’ala classica di costruzione e inserimento, ecco perché Edy sta cercando di accelerare al massimo il ritorno a buoni livelli di Mauri. Ma la difesa va protetta. Appena la Lazio si sbilancia, anche Biava e Dias vengono infilati ed entrano in sofferenza, come è successo a Catania. Limiti strutturali.

 

GIOVANI   Servono forze fresche. Presto riguadagnerà spazio Onazi. Il nigeriano può trasmettere ritmo alla linea mediana. Stesso discorso in avanti per Keita, su cui si deve appoggiare la Lazio del futuro. Senza caricarlo di responsabilità eccessive e controllandone la crescita caratteriale, sul campo lo spagnolo-senegalese può garantire imprevedibilità, soluzioni offensive e rifornimenti per Klose, spesso innescato soltanto da Candreva. Quel tipo di tridente ha già dimostrato di essere affidabile e di produrre risultati. Ecco perché Reja potrebbe tornare subito al 3-4-3 testato anche nei giorni scorsi in allenamento. C’è una sola controindicazione a lungo termine: sulle fasce laterali ci sono solo tre giocatori (Lulic, Konko, Cavanda) per due posti. Questo spiega perché la Lazio a fine gennaio aveva provato a prendere Biabiany. Le prossime settimane serviranno per valutare in prospettiva l’organico. Felipe Anderson avrà nuove occasioni. A Formello ha colpito la vivacità del francese Kakuta. Aspettando Helder Postiga, Perea ha già convinto (doppietta in Coppa Italia al Parma) e avrebbe giocato a Catania dal primo minuto se fosse stato al top. La difesa a tre si potrebbe trasformare in una prova d’appello per Ciani e Novaretti. Poi, a fine maggio, si faranno i conti.

Corriere dello Sport

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