Rimpianto Petkovic:”2-0 regolare”

Rimpianto Petkovic:”2-0 regolare”

Fa fatica a sorridere, perché si era abituato a vincere e la Lazio aveva in pugno anche questa partita. Ha rischiato di perderla, l’ha ripresa con la forza e il carattere che appartiene alle grandi squadre, ma i rimpianti sono enormi: il raddoppio di Floccari, annullato per un fuorigioco inesistente,…

Fa fatica a sorridere, perché si era abituato a vincere e la Lazio aveva in pugno anche questa partita. Ha rischiato di perderla, l’ha ripresa con la forza e il carattere che appartiene alle grandi squadre, ma i rimpianti sono enormi: il raddoppio di Floccari, annullato per un fuorigioco inesistente, avrebbe permesso di chiudere il conto. E forse questa volta le mosse di Petkovic non hanno funzionato: in apertura di ripresa, arretrando Cana dalla linea mediana alla difesa, la Lazio ha perso campo e controllo del gioco. Ecco perché il tecnico di Sarajevo ieri sera faceva davvero fatica a sorridere. Voleva agganciare la Juventus, pensava alla quinta vittoria consecutiva, la settima nelle ultime nove giornate. A Palermo ha centrato il quindicesimo risultato utile consecutivo (comprese le Coppe), ma è stato costretto a rallentare la marcia. Una settimana fa, dopo le proteste dell’Atalanta per il gol di Floccari, aveva risposto con signorilità, ricordando come in altre occasioni a sfavore (segnatamente la trasferta di Firenze) non si fosse pronunciato, e ieri ha confermato di essere coerente. «No, dubbi non ce ne sono. Il gol, rivedendo le immagini, era regolare. Ma difficile da vedere in campo. Hanno deciso i centimetri. Gli arbitri possono sbagliare, succede, ma adesso è inutile creare o alimentare polemiche» ha spiegato chiudendo subito l’argomento e cercando di cancellare, per quanto possibile, i suoi rimpianti.

MOSSE – Dal raddoppio negato al sorpasso del Palermo per finire con il rigore di Hernanes e un caotico finale di partita. «Considerando tutto quello che è successo e come è andata, credo che il pareggio sia giusto. Nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere. Abbiamo avuto la possibilità per chiudere prima la partita, ma poi ci siamo abbassati troppo, perdendo ritmo. E così non siamo riusciti a prendere i tre punti». Petkovic aveva vinto con le sue mosse dalla panchina le partite con Cagliari e Atalanta. Ieri ha sorpreso la scelta di arretrare Cana dopo l’intervallo in difesa, passando di fatto ad una linea a cinque e togliendo consistenza al centrocampo. La Lazio si è abbassata troppo. Petkovic non era d’accordo e ha spiegato perché. «Il Palermo aveva due soli centrocampisti e noi ci eravamo abbassati troppo sul finire del primo tempo. Volevo spingere di più sulle corsie esterne e ci siamo anche riusciti. Dopo l’intervallo, siamo usciti dagli spogliatoi con l’idea di segnare il secondo gol, ma senza concretizzare. Poi il Palermo ha segnato una doppietta. Credo fossero due gol evitabili. Il nostro difetto è stato quello di non riuscire a giocare novanta minuti sullo stesso livello, ma nel finale mi è piaciuta molto la reazione della squadra. Ha cercato e trovato il pareggio con grande carattere ».

REAZIONE – Arrivato il rigore trasformato da Hernanes, ci sarebbe stato tempo e possibilità di segnare il terzo, ma il finale è stato caotico. Petkovic in televisione è stato sincero sino in fondo: «Grande reazione, avrei voluto che la mia squadra osasse prima dei due gol del Palermo, abbiamo osato alla fine per cercare il gol vittoria ma senza usare troppo la testa». In sala-stampa, una mezz’ora più tardi, ha cercato di sottolineare soprattutto gli aspetti positivi. «Bisogna guardare da tutte e due le parti. Dopo il 2-1 del Palermo rischiavamo di perderla e allora dico che questo punto non è da buttare. Lo considero un punto guadagnato. Forse, quando giochiamo fuori casa, dobbiamo crederci ancora di più». Nel percorso di crescita e di maturità della Lazio, serve l’ultimo scatto in avanti. Più del modulo e dei suoi spostamenti, ha pesato la mentalità. «Se ci siamo abbassati, credo sia stata una questione di atteggiamento. Già nel primo tempo ci eravamo abbassati». Calo di ritmo, vocazione innata e tendenza a palleggiare e gestire più che a cercare di chiudere la partita, forse confidando in eccesso nella forza della difesa. Se non altro, nella notte di Palermo, Petkovic ha ricevuto risposte confortanti da Floccari. Non c’è bisogno di cercare un vice Klose. « Sì, possono giocare anche insieme. Sergio, ogni volta in cui è sceso in campo, ha dimostrato le proprie qualità. Sta lavorando bene, troverà ancora spazio in futuro».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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