Ora Hernanes non esce più

Ora Hernanes non esce più

ROMA – Una vita da mediano. Nessun cambio, nessuna staffetta, una vera saetta. Che vita, Hernanes! E’ rinato centrocampista, il Profeta. La sua classe è immortale. A Bergamo è stato super, in campo per 93 minuti. Col Palermo s’è goduto il bis, fuori solo all’86’ per la standing ovation. C’ha…

ROMA – Una vita da mediano. Nessun cambio, nessuna staffetta, una vera saetta. Che vita, Hernanes! E’ rinato centrocampista, il Profeta. La sua classe è immortale. A Bergamo è stato super, in campo per 93 minuti. Col Palermo s’è goduto il bis, fuori solo all’86’ per la standing ovation. C’ha fatto la bocca, non si gustava la Lazio così da tempo. Il 4-1-4-1 di Petkovic l’ha ispirato, ha ritrovato misure e stimoli. Non s’è spento sotto porta, ha riscoperto l’ebrezza della mediana, la giovinezza del San Paolo, dove vinceva scudetti e svelava oracoli.

LA RINASCITA IN MEDIANA

– S’è riconvertito, il Profeta. E’ resuscitato come in patria.

Hernanes trotta, segna, brilla e sgomita. Spinge da dietro, s’infila nello spazio, diventa imprendibile. Un po’ mediano, un po’ mezzala, è quasi magia. Una delizia vederlo lottare così. I palati fini si riscoprono ingordi: i tocchi di classe restano intatti, i ritmi finalmente sono forsennati e continui. Bastava crederci, Petkovic s’è fidato. E il campo ora lo ripaga: due gol e tanta sostanza. Ed è solo l’inizio.

IL NUOVO RECORD

– Se la turbina della Lazio è tedesca e ha il volto di Klose, il nuovo pilota è “fratello” di Senna e guida da paura. Questo Hernanes mette i brividi agli avversari. Sfreccia e sorpassa in un centrocampo brillante e reattivo. Tutto ruota intorno a Hernanes: l’ordine di scuderia è far girare la squadra. E’ partito in quinta e non si ferma più. Da dietro prende la corsa e vola. La meta è un nuovo podio, dopo i 19 centri dell’ultimo biennio in Serie A. Stavolta mira da lontano.

LA SELECAO DA MEZZALA

– Calibra l’effetto, sbircia lo stupore negli occhi dei laziali. Il nuovo Hernanes vince e convince. Giù le mani, miscredenti. La Lazio è sempre stata con lui, ha protetto il suo campione. Dalle critiche, dal mercato, dalla crisi. Cercava la sua identità, il brasiliano. Alla fine della scorsa stagione era triste, spaesato. Ha ritrovato la retta via, deve seguirla. Il suo sorriso promette solo luci. E riaccende la speranza di una prossima convocazione. Perché l’obiettivo rimane il suo Brasile – 2014 – e la Selecao. Il ct Menezes non lo ha convocato ancora per le amichevoli contro Sudafrica e Cina, ma il ritorno di Hernanes a centrocampo fortifica le chance.

NON ESCE PIU’

– Parliamo di Hernanes, ora parliamo persino di arte proletaria. Adesso c’è il sudore al servizio del genio. Tanta regolatezza. Pressa, contrasta, non si ferma mai, il brasiliano. Poi si gira, senza neppure guardare, e c’è la pennellata. Non dimenticate Maribor, il guizzo, la poesia nel sette.Un altro ricordo per sempre. Eppure il Profeta guarda al futuro, adora il presente, bandisce il passato. E’ stato il giocatore più sostituito della scorsa serie A. Con Petkovic sembra inamovibile, imprescindibile, essenziale. Uno e trino.

FINALMENTE CONTINUO

– Vlado se lo coccola, lo lucida, lo sprona ancora: «E’ arrivato a buon punto – ha spiegato durante il nostro forum – ma può migliorare e crescere ancora. Non è al top in fase difensiva e dev’essere più imprevedibile davanti. Ha dimostrato subito le sue qualità, ora mi fa piacere si vedano i progressi, ma può dare di più» . Eppure è finalmente uomo-squadra dall’inizio alla fine, senza pause, senza ombre. Qualità e quantità. Petkovic pretende più originalità, lo vuole padrone di questa Lazio. Profeti si nasce, leader si diventa.

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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