RoboLedesma il maratoneta

RoboLedesma il maratoneta

Ledesma il maratoneta, Ledesma il guerriero, Ledesma l’insostituibile e così via. Tanti soprannomi per quante cose riesce a fare a centrocampo. Tra i tifosi biancocelesti è scoppiata la Ledesma-mania. Di solito è un calciatore che ha sempre diviso l’ambiente laziale, ma mai come adesso su di lui sembra esserci unità…

Ledesma il maratoneta, Ledesma il guerriero, Ledesma l’insostituibile e così via. Tanti soprannomi per quante cose riesce a fare a centrocampo. Tra i tifosi biancocelesti è scoppiata la Ledesma-mania. Di solito è un calciatore che ha sempre diviso l’ambiente laziale, ma mai come adesso su di lui sembra esserci unità di giudizio. Il regista italo-argentino della Lazio è una delle grandi certezze della squadra di Vlado Petkovic. Probabilmente, per il trentenne nato e cresciuto in Patagonia, questo è l’avvio di stagione più importante e brillante in carriera. E l’affetto e la stima non solo dei tifosi, ma anche dei compagni ne è la dimostrazione.

Da quando è alla Lazio, dall’estate del 2006, non aveva mai cominciato così bene. Per certi versi sembra un altro giocatore, più leader di quanto non sia stato negli anni precedenti. Sarà per la posizione che ha in campo, da solo davanti alla difesa a fare la diga. Un ruolo che gli ha trovato Petko e sembra calzargli a pennello, anche perché sicuramente gli dà più responsabilità e lui, Cristian, è una che non si tira mai indietro. Se c’è da richiamare qualcuno, l’ha sempre fatto senza problemi, ma quest’anno ancora di più: basta chiedere a Onazi. Per molti sarà un paradosso, ma quello che stupisce è che dà la sensazione di essere migliorato e progredito anche tecnicamente, tanto che alla sostanza che dà a centrocampo, adesso alterna anche molta qualità, dando la netta impressione di essere più lucido nei passaggi in verticale, negli assist, ma anche nei cambi di gioco improvvisi. Insomma, un Ledesma cresciuto ulteriormente con la nuova gestione tecnica.

Fino all’anno scorso era croce e delizia; su di lui i tifosi si dividevano perché spesso sbagliava semplici appoggi o passaggi banali. Fino ad ora, però, si contano sulla punta delle dita gli errori commessi dall’argentino in queste prime sei partite di campionato. E a dare conforto ci sono anche i numeri, quelli che non sbagliano mai. Al momento Cristian è il regista più concreto d’Italia. Per adesso è avanti a Pirlo con 448 palle giocate, con una media di 74,7 a partita. Il bianconero lo segue con 441, mentre ancora più dietro ci sono Borja Valero e Cigarini. Non solo. Il mediano è primo anche per le palle recuperate, 98 in totale, ben 16 a partita. Numeri e statistiche eloquenti.

Sicuramente l’italo-argentino è facilitato dall’organizzazione di gioco della squadra, ma quest’anno Lede, come lo chiamano all’interno dello spogliatoio, sembra molto a suo agio. Cambiano gli allenatori, ma il biancoceleste è sempre al suo posto: titolare e punto di riferimento della squadra in mezzo al campo. Che poi sia il calciatore che non molli mai e che giochi sempre pure con una caviglia malconcia, non è una novità.
Cristian è anche un uomo particolarmente schivo e questo forse non gli giova dal punto di vista mediatico. Non è un personaggio, è fin troppo taciturno e serioso, non ama i riflettori e forse questo nel calcio moderno un po’ nuoce, ma a lui poco importa. Dice di pensare solo alla Lazio, ed è così, ma in realtà sogna ancora di indossare di nuovo la maglia dell’Italia. Di sicuro un giocatore con quel tipo di statistiche non può passare inosservato, anche al ct Cesare Prandelli. Che sta comunque sguinzagliando i propri osservatori nei campi dove gioca la Lazio: Marchetti, Mauri, Candreva e appunto Ledesma gli osservati speciali per un possibile ritorno in azzurro. La squadra terza in classifica merita questa attenzione.

fonte: il messaggero

Simone Davide

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