Senza Klose non è la stessa cosa

Senza Klose non è la stessa cosa

Un anno fa, di questi tempi (era il 18 settembre), la sconfitta in casa col Genoa provocò un terremoto: Reja presentò le dimissioni, Lotito le respinse e la Lazio, tre giorni dopo, andò a vincere a Cesena, iniziando una serie di nove risultati utili. Il gol di Borriello è soltanto…

Un anno fa, di questi tempi (era il 18 settembre), la sconfitta in casa col Genoa provocò un terremoto: Reja presentò le dimissioni, Lotito le respinse e la Lazio, tre giorni dopo, andò a vincere a Cesena, iniziando una serie di nove risultati utili. Il gol di Borriello è soltanto una leggera scossa di assestamento, nonostante la Lazio perda un’occasione colossale visti gli altri risultati: niente aggancio al Maestro e niente sorpasso a Herrera per Petkovic, ma anche niente gol per la seconda partita consecutiva. «Sì, è mancato solo quello — racconta Lotito — Ma non dobbiamo creare aspettative su Petkovic e sulla squadra perché il calcio riporta tutti con i piedi per terra e basta una partita. Nel calcio ha ragione chi vince, il gioco conta poco e la gente va a vedere i risultati. Detto ciò, la sconfitta è ingenerosa e immeritata».

Poco concreti A Londra c’erano state poche occasioni: ieri, invece, l’imprecisione e Frey hanno fermato la Lazio. 20 tiri in 90 minuti, eppure non è bastato. «E quando manca il gol manca tutto — dice Scaloni, che sulla destra ha spinto tanto —. Non dico che aver perso è stato meglio, ma almeno abbiamo capito quanto ogni avversario sia insidioso. Eravamo convinti di vincere e abbiamo creato tanto, ma il Genoa ci ha puniti». Ha inciso anche l’assenza di Klose: fisiologica per l’età del tedesco, considerando che dopodomani c’è il Napoli. «Senza Miro non è la stessa cosa — ammette l’argentino —. Quando non gioca è difficile sostituirlo; Kozak e Zarate sono bravi, ma hanno caratteristiche diverse. Mauro non ha fatto la sua miglior partita, ma presto sarà al top. E a Napoli possiamo andare a vincere». Lo pensa pure Mauri: «Tornare in campo subito è importante dopo una sconfitta».

Che peccato Chissà se sarà presto al top anche Lulic, tornato solo da una settimana a pieno regime dopo la ricaduta alla caviglia in Nazionale (in compenso, Hernanes è uscito zoppicando per un pestone subìto nella ripresa). Il bosniaco ha un chiodo fisso: il gol mancato. «Non è bastata una grande partita — spiega —. Avessimo segnato all’inizio del secondo tempo, si sarebbe messa diversamente e il Genoa si sarebbe scoperto. Invece si sono chiusi per tenere lo 0-0 e con un tiro hanno vinto la partita». Lulic non usa neanche l’alibi del doppio impegno ravvicinato: «La Lazio è abituata a fare le coppe europee e ha in rosa tanti grandi giocatori. Meglio pensare a mercoledì e a fare una grande partita». Già, mercoledì: un anno fa, dopo il k.o. con il Genoa, fu proprio un turno infrasettimanale a rilanciare la Lazio, anche se davanti non c’era Cavani. Dopo una serata così stregata, meglio affidarsi alle coincidenze.

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide

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