Serve un blitz per la grande Europa

Serve un blitz per la grande Europa

TORINO – Basta chiacchiere, ha spiegato Petkovic, orgoglioso della Lazio, ancora in corsa su tre fronti, ma stanco di perdere terreno in campionato. Aspetta un segnale, una partita tosta, una bella vittoria per rilanciarsi verso la qualificazione Champions. Serve un colpo per ripartire e per spezzare una lunga serie negativa…

TORINO – Basta chiacchiere, ha spiegato Petkovic, orgoglioso della Lazio, ancora in corsa su tre fronti, ma stanco di perdere terreno in campionato. Aspetta un segnale, una partita tosta, una bella vittoria per rilanciarsi verso la qualificazione Champions. Serve un colpo per ripartire e per spezzare una lunga serie negativa in trasferta. All’Olimpico di Torino, annunciato sotto la neve e con una temperatura da inverno siberiano, non dovranno tremare le gambe ai biancocelesti. E’ l’ora di dare un segnale, prolungando la scia positiva
Gli otto punti fatti nelle ultime 9 gare hanno allontanato il traguardo: ma il sogno resisteinnescata dall’Europa League. Quei sorrisi e le raffiche di gol realizzate con Borussia Moenchengladbach e Stoccarda hanno permesso a Petkovic di attutire e smorzare gli effetti della brusca frenata nel girone di ritorno. Soltanto otto punti conquistati nelle ultime nove giornate, la fuga della Juventus e il distacco dal Napoli, il sorpasso del Milan e della Fiorentina, più fresche e determinate nei confronti diretti per la Champions, due sconfitte di fila brucianti.
Il terzo posto, vero obiettivo stagionale, sembra ancora vicino, eppure si è allontanato, complicato, sembra molto meno alla portata dei biancocelesti rispetto a un mese fa. Petkovic aspetta la sosta per recuperare qualche giocatore, dopo Dias ha perso anche Floccari, mancherà Hernanes e pensa ad un centrocampo di quantità, senza fini dicitori. Muscoli e concretezza, può essere la soluzione giusta per tornare a fare punti.

AVVIO – Il Torino in casa ha infilato cinque risultati utili consecutivi (3 vittorie e 2 pareggi), la Lazio in trasferta viene da tre ko di fila. Sono state sconfitte pesantissime: 3-2 a Marassi con il Genoa, 3-0 a Siena, 3-0 a San Siro con il Milan due settimane fa. Difesa colabrodo, 9 gol al passivo, diventano 11 considerando il 2-2 a Palermo nella prima trasferta del 2013. Nell’anno nuovo la Lazio è riuscita a vincere fuori casa soltanto a Stoccarda in Europa League. L’ultimo blitz in campionato risale al 22 dicembre, quando Petkovic trovò Delio Rossi, uno dei suoi predecessori, al debutto sulla panchina della Sampdoria. Gol decisivo di Hernanes (0-1) e balzo natalizio al secondo posto in classifica. Altri tempi, diverse prospettive, un gruppo pieno di risorse.
Da allora la squadra biancoceleste
Petkovic deve battere il Torino se vuole tenere Fiorentina, Milan e Napoli sotto tiroha perso i pezzi (cessioni, infortuni, estromissioni dalla rosa) resistendo bene soltanto in Coppa Italia (successo sul Catania e doppia semifinale con la Juventus) e in Europa League (un altro filotto di 4 partite senza perdere).

INTERROGATIVI – C’è qualche numero da analizzare e su cui tecnico e società dovranno confrontarsi. In trasferta la Lazio ha funzionato bene soltanto all’inizio del campionato, quando infilò 3 vittorie nelle prime 4 partite esterne: 1-0 con l’Atalanta, 3-1 con il Chievo, 3-0 a Pescara. La squadra di Petkovic perse soltanto al San Paolo con il Napoli (0-3). A metà ottobre cominciò a zoppicare. Le sconfitte con Fiorentina e Catania, i pareggi con Juventus e Bologna, il successo con la Sampdoria prima di cadere negli stenti invernali. Il conto più recente racconta di una sola vittoria nelle ultime nove partite esterne. Nel totale di 13 trasferte la Lazio ha centrato 4 vittorie, 3 pareggi e ben 6 sconfitte: appena 12 gol all’attivo (meno di 1 a partita) e 21 al passivo. Numeri da migliorare, sinora non all’altezza del terzo posto e delle squadre che restano in vetta alla classifica.

PRECEDENTI – Petkovic stasera dovrà anche provare a battere per la prima volta Ventura. Conosce bene il Torino e il 4-2-4 applicato dal tecnico ligure. Due precedenti stagionali. Nella partita d’andata, all’Olimpico di Roma, i granata riuscirono a pareggiare (1-1): gol in apertura di Glik e sinistro di Mauri nella ripresa. La Lazio era in emergenza a centrocampo per le contestuali assenze di Hernanes e Ledesma, il tecnico bosniaco accoppiò Rocchi a Klose senza successo, faticando tantissimo per riequilibrare la partita. Le due squadre si erano affrontate anche in amichevole, alla fine di luglio, nel ritiro di Auronzo di Cadore. Passarono i granata e si trattò di un successo roboante: 3-0 con i gol di Sgrigna, Rolando Bianchi e Diop. Tanti lanci lunghi a scavalcare la linea difensiva della Lazio, troppo scoperta, poco protetta dal centrocampo. Petkovic era ancora alla ricerca degli equilibri ideali. Un po’ come adesso.

Il Corriere dello Sport

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