“Sono orgoglioso dei miei ragazzi”

“Sono orgoglioso dei miei ragazzi”

Il pareggio a Torino, il secondo da quando siede sulla panchina della Lazio, fa felice Petkovic, ma il tecnico biancoceleste non è comunque del tutto soddisfatto. Sia per alcuni errori commessi dai suoi, sia per il gol dell’1-1 di Peluso che secondo lui doveva essere annullato. L’allenatore di Sarajevo non…

Il pareggio a Torino, il secondo da quando siede sulla panchina della Lazio, fa felice Petkovic, ma il tecnico biancoceleste non è comunque del tutto soddisfatto. Sia per alcuni errori commessi dai suoi, sia per il gol dell’1-1 di Peluso che secondo lui doveva essere annullato. L’allenatore di Sarajevo non uno da polemiche, frasi sopra le righe e attacchi agli arbitri. Nonostante ciò, però, ha voluto far capire il suo dissenso riguardo alla decisione di Damato di convalidare l’1-0: «Lulic non poteva saltare – ha sottolineato Petkovic – perché è stato spinto (da Peluso, ndi). Purtroppo ancora una volta abbiamo subìto una decisione avversa, ma speriamo al ritorno di avere il nostro pubblico che ci sostenga per 90′ come successo alla Juventus stasera (ieri sera, ndi). Vogliamo provare ad eliminare i bianconeri». E qui è spuntato fuori il Petkovic perfezionista: «I nostri avversari hanno dominato e ci hanno messo grande pressione nei 15′ iniziali, mentre per 25′-30′ nella ripresa ci hanno schiacciato. Noi però li abbiamo aiutati mostrando prima paura e poi regalando troppi palloni in fase di passaggio. Sotto questo aspetto possiamo e dobbiamo migliorare e non a caso dopo i nostri errori sono arrivate le loro occasioni pericolosi. Per il resto abbiamo giocato bene».

E ORA LE LODI – Fatta questa duplice permessa su arbitro ed errori commessi, sono arrivati i complimenti: «Sono orgoglioso della mia squadra perché, a parte gli errori che ho detto prima, la nostra prestazione è stata buona. Dopo questo pareggio dobbiamo avere il morale alto e credere fino alla fine nella qualificazione alla finale. L’1-1 lo reputo giusto perché abbiamo fatto quello che dovevamo e abbiamo dato una risposta importante contro un’avversaria di valore che ha tanti giocatori importanti. Io comunque non ne invidio neppure uno a Conte perché sono contento dei giocatori che ho a disposizione e preferisco lodare loro».

MOSSE E CATTIVERIA – Petkovic ha poi spiegato l’alternanza della difesa a 3 con quella a 4 prima del definitivo ritorno alla linea a 3: «Non mi piace mai perdere e cerco di dare tutto per provare a vincere. Per questo siamo passati alla difesa a 4 che è stata un rischio calcolato. Quando è entrato Brocchi siamo tornati a 3 e abbiamo trovato il pareggio. L’1-1 non ci mette in una posizione di vantaggio per il passaggio del turno perché la Juve è così forte che fuori può sempre vincere, anche in trasferta. Dopo 2 pareggi fuori, però, li aspetto volentieri a Roma e vediamo come finirà all’Olimpico dove vogliamo che il nostro pubblico ci spinga al successo». Per centrare la finale l’allenatore biancoceleste sa bene quello che servirà perché la Juventus finora ha mostrato di saper segnare anche in trasferta: «Sottoporta dobbiamo imparare ad essere più cattivi e più produttivi. Anche stavolta con più concretezza avremmo potuto far gol e invece là davanti ci è mancato qualcosa. Dobbiamo imparare dagli errori commessi. Il ritorno di Klose? Vediamo come starà. Schierarlo in questo incontro sarebbe stato troppo rischioso e valutiamo gli eventuali progressi in vista di sabato. Meglio perderlo per 1-2 partite piuttosto che dover rinunciare a lui per 1-2 mesi». Finale su Marchetti: «Volete sapere se gli ho fatto i complimenti per tutte le parate che ha fatto? Al termine di ogni partita faccio sempre i complimenti ai miei giocatori. Stavolta l’ho fatto con Marchetti, Lulic e Mauri che sono stati coinvolti nelle azioni chiave del match».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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