Sospetta moviola, tuona Petkovic

Sospetta moviola, tuona Petkovic

La sua partita doveva essere Napoli-Juventus. Poi, più che evidenti ragioni di opportunità, proprio all’ultimo, hanno convinto Braschi a cambiare designazione e a spedire Orsato al San Paolo. Così, con la veste di miglior arbitro italiano, Nicola Rizzoli è stato per forza di cose catapultato a San Siro per Milan-Lazio.…

La sua partita doveva essere Napoli-Juventus. Poi, più che evidenti ragioni di opportunità, proprio all’ultimo, hanno convinto Braschi a cambiare designazione e a spedire Orsato al San Paolo. Così, con la veste di miglior arbitro italiano, Nicola Rizzoli è stato per forza di cose catapultato a San Siro per Milan-Lazio. Sottratto da una potenziale bufera, però, il direttore di gara emiliano si è ritrovato in mezzo a un’altra. Che probabilmente nessuno si aspettava, a cominciare dal diretto interessato. Già perché nel primo tempo del match di ieri sera è davvero successo di tutto nell’area biancoceleste.
Frenesia mai vista tra Rizzoli e i collaboratori E alla fine l’arbitro riesce a prendere la decisione sbagliataUna serie di episodi che hanno finito per condizionare e indirizzare la gara.
ATTESA INSPIEGABILE – In occasione del primo, infatti, con una travolgente percussione in area El Shaarawy è arrivato a tu per tu con Marchetti e, in anticipo, ha servito il pallone a Pazzini. Attaccante e portiere, però, sono entrati in contatto, con il primo che è finito a terra. In contemporanea, la conclusione quasi a botta sicura del Pazzo veniva deviata da Biava. Risultato? Rizzoli lasciava proseguire, non ravvisando gli estremi per il rigore, oppure considerando il vantaggio già consumato. Una decisione pesante, ma non quanto quella successiva, peraltro raggiunta faticosamente soltanto dopo un’incomprensibile attesa di un minuto e mezzo. Al centro della scena è finito nuovamente El Shaarawy, sempre lanciato verso la porta della Lazio. Il contatto, stavolta, è avvenuto con Candreva, giusto a cavallo dell’area di rigore: dentro o fuori? Rizzoli non ha avuto dubbi nel fischiare il fallo, mentre ne ha avuti decisamente di più sulla posizione. Circondato da una marea di giocatori milanisti e biancocelesti, l’arbitro ha cominciato a consultare febbrilmente i suoi collaboratori. Ma evidentemente nessuno aveva certezze in un senso o nell’altro. A un certo punto è spuntato un cartellino rosso (ma ci sono voluti 90″), destinato a Candreva, agli occhi della squadra arbitrale evidentemente colpevole di aver interrotto una chiara occasione da rete. Eppure c’era Dias pronto a intervenire… Ci sono voluti ben 3 giri di lancette invece per stabilire che il pallone doveva essere piazzato al limite e non sul dischetto. Nel frattempo, vedendo le immagini sul monitor, Galliani si alzava e si agitava in tribuna, mentre Petkovic si sarebbe rivolto al quarto uomo Damato, chiedendogli se stessero attendendo ordini dall’alto. Lasciando intendere insomma che per dirimere la questione “qualcuno” stesse visionando i replay…
ERA FALLO – In superiorità e convinto di aver subìto un torto, il Milan ha cominciato ad attaccare a testa basta, trovando nuovamente modo di lamentarsi per un abbraccio in area di Radu a Pazzini, che Rizzoli lasciava correre. I due giocatori, invece, si affrontavano muso contro muso, con una sbracciata del rossonero che colpiva sul volto il rumeno: cartellino giallo per il Pazzo e proteste dei biancocelesti che chiedevano il rosso. La topica più evidente, però, Rizzoli l’ha commessa in occasione del vantaggio milanista. Già perché prima che Pazzini calciasse in porta, El Shaarawy (sempre lui…) travolgeva Pereirinha, impedendogli di intervenire. Tutto regolare, invece, secondo il direttore.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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