Stadi:casi Napoli,Lazio e…

Stadi:casi Napoli,Lazio e…

Al momento in Italia un solo club ha uno stadio di proprietà. Non è lontano da questa logica quello costruito (anzi, ricostruito) da Massimo Cellino a Is Arenas: il Cagliari paga un affitto perché l’impianto nasce con una connotazione provvisoria, ma non è detto che tale rimanga alla fine di…

Al momento in Italia un solo club ha uno stadio di proprietà. Non è lontano da questa logica quello costruito (anzi, ricostruito) da Massimo Cellino a Is Arenas: il Cagliari paga un affitto perché l’impianto nasce con una connotazione provvisoria, ma non è detto che tale rimanga alla fine di un triennio cominciato con l’esordio del campionato. Cellino vuole capire come finirà la questione di Elmas, dove ha anche acquistato il terreno. Se la situazione non si dovesse sbloccare, a quel punto Is Arenas potrebbe diventare la casa definitiva del club sardo. Ovviamente di proprietà visto che tutti i lavori per l’ampliamento (ora la struttura può ospitare poco più di sedicimila spettatori) sono stati finanziati dal Cagliari. Con grande determinazione si è mosso anche Giampaolo Pozzo, patron dell’Udinese. Dal comune, il club ha ottenuto il diritto di superficie per i prossimi 99 anni. I Pozzo sono intenzionati a ricostruire lo stadio a «misura di Udinese»: dunque un impianto calcistico, con una capienza ridotta (25 mila spettatori) ampliabile però in occasione di grandi eventi (concerti, ad esempio).

ATTESA – In realtà sino ad ora c’è stata una gran produzione di plastici e progetti, ma a parte lo Juventus Stadium di impianti se ne son visti veramente pochini. Colpa della legge? In buona parte sì. Ma proprio il club bianconero ha dimostrato che anche della legge, volendo, si può fare a meno. E lo stesso Cellino, con alcuni incidenti di percorso, è andato avanti per la sua strada pur non avendo il conforto di un provvedimento ad hoc. Sulla stessa strada sembra essersi incamminato Pozzo. E anche la Roma è convinta di poter accorciare i tempi costruendo con l’amministrazione locale un rapporto di collaborazione. Una cosa è certa: di alcuni impianti progettati si intravedono ancora le tracce, di altri le tracce si sono totalmente perdute.

APPELLI – A questo ultimo gruppo appartiene l’impianto della Lazio: Claudio Lotito si è mosso con grande determinazione all’inizio. Ha indicato l’area, messo sulla carta il progetto. Da alcuni mesi dell’impianto Lotito quasi non parla più. E il sindaco di Roma, Claudio Alemanno, nella conferenza-stampa in cui è stata annunciata la scelta del sito del nuovo stadio della Roma, ha invitato il presidente della Lazio a battere un colpo. Certo, con le amministrazioni in scadenza e il Parlamento sciolto, tutto diventa più difficile, da rinviare a tempi migliori. Ma sul terreno degli stadi si è ampiamente misurata la sproporzione tra sogno e realtà. A Palermo sembrava che Zamparini fosse pronto a costruirsi nel giro di qualche ora il nuovo impianto. Adesso non se ne parla più. Complicatissime le situazioni a Napoli e Firenze. In una dimensione più operativa sembra essere entrata l’Inter; in stand by il progetto del nuovo stadio del Catania al Librino. Tra le nebbie si sono persi i progetti del Siena e della Samp, in attesa di tempi migliori quello del Pescara.

Il Corriere dello Sport

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