Stiramenti che incubo. Si riflette sulle cause

Stiramenti che incubo. Si riflette sulle cause

ROMA – Qui non c’entra il mal di schiena di Klose. L’allarme suona perché i muscoli fanno “strap”. Si stirano frequentemente, accade dall’inizio della stagione ufficiale. A Verona è finito ko Candreva, contro il Varese s’è rifatto male Ederson (per quanto sia da sempre un soggetto a rischio). Si tratta…

ROMA – Qui non c’entra il mal di schiena di Klose. L’allarme suona perché i muscoli fanno “strap”. Si stirano frequentemente, accade dall’inizio della stagione ufficiale. A Verona è finito ko Candreva, contro il Varese s’è rifatto male Ederson (per quanto sia da sempre un soggetto a rischio). Si tratta di stiramenti, se ne sono contati tantissimi finora. Dodici infortuni muscolari, è questo il conto. Pioli e il suo staff s’interrogano, sfrutteranno la sosta natalizia per approfondire il caso e porvi rimedio. Non è facile individuare le cause, si possono ipotizzare errori commessi durante la fase di preparazione estiva: si lavorò molto col pallone, poco sul fondo. Si può chiamare in causa il calcio aggressivo di Pioli, per concretizzarlo servono energie, si spende moltissimo in campo. Non c’entrano i recuperi, non si sono verificate recidive, va detto. Il dato principale è certo: da agosto ad oggi si sono registrati troppi infortuni muscolari. La stagione non è condizionata dagli impegni europei, la mancata qualificazione all’Europa League doveva rivelarsi un vantaggio.

 

 

L’elenco. Lo staff guidato da Pioli è molto professionale e ha instaurato un ottimo rapporto con lo staff medico laziale. C’è feeling, c’è collaborazione massima. Le analisi saranno approfondite a bocce ferme, restano tre gare da disputare da qui a Natale (Parma, Atalanta, Inter). La serie degli stiramenti era stata avviata da Marchetti, finì ko prima del match di Coppa Italia contro il Bassano: lesione di primo grado del bicipite femorale della gamba sinistra. A settembre fu il turno di Radu e Gonzalez. Il romeno si procurò una lesione di primo grado al gemello esterno (polpaccio destro). Il Tata, già sofferente al polpaccio sinistro, si stirò in Giappone con l’Uruguay (lesione di primo grado al gemello esterno). Basta si fece fame dopo Genova, sperava di recuperare per Palermo, si procurò una lesione di primo grado al muscolo soleo destro. Cataldi s’è fatto male due volte: prima un’elongazione dell’adduttore lungo della coscia destra, poi (ad inizio novembre) una lesione di primo grado al retto femorale della coscia sinistra. Non s’è salvato neppure Keita (lesione di primo grado al muscolo soleo sinistro). Mauri ha rischiato grosso, a Empoli uscì a causa di una infiammazione alla coscia destra. Ciani s’è infortunato gravemente, la sua lesione è stata profonda, quasi uno strappo (stiramento di secondo grado al retto femorale della coscia destra). Pereirinha, un altro habitué dell’infermeria, a novembre s’è procurato una lesione di primo grado all’adduttore lungo. Candreva s’è sottoposto a controlli martedì in gran segreto, il suo infortunio non era stato comunicato dalla società. Si tratta di una lesione di primo grado (coscia sinistra), sarebbero interessati i flessori. L’esterno martedì prossimo effettuerà un nuovo controllo, la diagnosi e i tempi di recupero saranno più precisi. Candreva rischia di tornare nel 2015. Per Ederson, l’ultimo degli infortunati in ordine cronologico, si sospetta una lesione di primo grado (forse più) al retto femorale della coscia sinistra: effettuerà i controlli strumentali tra oggi e domani.

La morale. Bicipiti femorali e polpacci, molti infortuni si sono ripetuti, hanno interessato gran parte dell’organico. Così tanti guai muscolari non fanno parte della casistica, ecco perché una riflessione è necessaria e siamo certi che sarà fatta. Sfoghi, polemiche, infortuni. Non è un bel momento, ma niente è perduto. I casi, a Formello, spesso sono di casa. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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