Super Kozak per l’Europa e per il derby

Super Kozak per l’Europa e per il derby

 Doppietta di Kozak, gol di Floccari, segnali di Zarate. S’è svegliata l’altra Lazio, ha steso i greci del Panathinaikos e ha compiuto un passo forse decisivo nel girone, a dimostrazione che il turnover serve per andare avanti in Europa League e per reggere meglio le fatiche del campionato. Sarà un…

 Doppietta di Kozak, gol di Floccari, segnali di Zarate. S’è svegliata l’altra Lazio, ha steso i greci del Panathinaikos e ha compiuto un passo forse decisivo nel girone, a dimostrazione che il turnover serve per andare avanti in Europa League e per reggere meglio le fatiche del campionato. Sarà un caso, ma dietro agli attaccanti, a parte il solito Ledesma, i più brillanti sono stati i giocatori sinora meno impiegati: da Onazi a Cana, a suo agio nel ruolo di difensore centrale, per arrivare a Radu, che non giocava una partita ufficiale da sette mesi e che da terzino sinistro ha restituito sicurezza all’anello debole della difesa. Chissà che la sua prova non convinca Petkovic a rilanciarlo da titolare nel derby con la Roma. La tripletta ai greci consente di tenere a distanza il Tottenham, di consolidare il primato e allontanare i dubbi emersi dopo il cappotto di Catania. La Lazio non vinceva da quattro partite e anche se Petkovic ha impiegato solo tre titolari (Marchetti, Ledesma e Gonzalez) degli undici probabili protagonisti del derby, questo successo permetterà di riacquistare fiducia a tutta la squadra, pronta a sfidare la Roma.
TRIDENTE- Deciso a rendere ancora più ampio il turnover in previsione della Roma, Petkovic ha lasciato in panchina anche Mauri e ha optato per il tridente con Zarate e Floccari dietro a Kozak. Niente esterni di fascia, Radu a sinistra e Scaloni a destra hanno cominciato la partita con prudenza, così per venti minuti la partita si è trasformata in un’ammucchiata senza sbocchi a centrocampo, anche perché il Panathinaikos, disegnato con il 4-3-3 da Ferreira, s’è raccolto davanti alla difesa. I greci si sono affacciati in avanti una sola volta prima di perdere lo spagnolo Toché, che ad Atene aveva firmato il pareggio, toccato duro da Ciani. Tutti ad aspettare il colpo di Zarate, invece Kozak ha rubato il mestiere all’argentino, tirando fuori dal cilindro una prodezza a sorpresa. Innescato da un passaggio filtrante di Radu, al 22′ il centravanti ceco si è sfilato dalla marcatura, ha protetto il pallone e girandosi ha inventato un pallonetto, beffando Karnezis.

RADDOPPIO- Trovato il gol del vantaggio, la Lazio si è scrollata paure e timori, cominciando a giocare in scioltezza. Onazi e Gonzalez hanno intensificato il pressing, ben sostenuti da Ledesma. Dietro Cana era attento e anche Zarate, alternando giocate e passaggi intelligenti a qualche tentativo di dribbling non riuscito, ha ripreso a dare segnali. Non era forse nella posizione ideale, ma ha fatto vedere l’impegno, non è sembrato un corpo estraneo come era accaduto altre volte e Petkovic, in piedi davanti alla panchina, lo ha incoraggiato, cercando di dargli fiducia. E’ una risorsa da aspettare, non da buttare. I greci hanno cominciato a picchiare, Vitolo ha preso un giallo e subito dopo, con un intervento da karate, Seitaridis ha rischiato il rosso per una scarpata in faccia a Kozak. Il ceco nella battaglia si esalta, s’è messo un turbante sulla fronte ed è tornato in campo più forte di prima. Così al 40′, sorprendendo la difesa slabbrata del Pana, ha firmato il raddoppio: sul passaggio in orizzontale di Chouchoumis, con un tempismo capace di strappare l’applauso di Klose (inquadrato in panchina) s’è inserito e di piatto ha fulminato Karnezis. All’intervallo la partita era già chiusa, ma la Lazio ha continuato a giocare, tenendo fede all’impegno preso con Petkovic, ovvero quello di provare a conservare lo stesso rendimento per novanta minuti. Il Pana ha mollato. Zarate ha solo sfiorato il gol su punizione, ma subito dopo con un altro calcio piazzato a effetto ha pennellato in area un pallone su cui si è avventato Floccari da vero bomber: colpo di testa in avvitamento e gol. Tutti ad abbracciare Maurito. Petkovic ha applaudito e nel finale ha mandato in campo a scaldarsi anche Hernanes, Klose e Lulic. Ora sotto con la Roma.

Il Corriere dello Sport

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