Tensione all’Olimpico

Tensione all’Olimpico

Sono passati dieci minuti dal fischio d’inizio quando un coro della curva Nord intona il coro «Juden Tottenham, juden Tottenham». Allo stadio Olimpico si sta giocando, per l’Europa League, la sfida tra la Lazio e la squadra inglese. Poi, una manciata di minuti più tardi nello stesso settore, un gruppo…

Sono passati dieci minuti dal fischio d’inizio quando un coro della curva Nord intona il coro «Juden Tottenham, juden Tottenham». Allo stadio Olimpico si sta giocando, per l’Europa League, la sfida tra la Lazio e la squadra inglese. Poi, una manciata di minuti più tardi nello stesso settore, un gruppo di ultra biancoceleste espone lo striscione «Free Palestina». La partita è ad alta tensione dopo il raid contro un gruppo di tifosi del Tottenham della scorsa notte a Campo de’ Fiori: per tutta la giornata ha aleggiato, tra le ipotesi, anche quella dell’agguato antisemita. Ma la notte di follia e violenza in centro catapulta Roma di nuovo sul banco degli imputati. E questa volta a parlare della Capitale come una città insicura sono anche i maggiori siti d’informazione inglese. La versione online del Daily Telegraph la ribattezza “the stab city”, la città degli accoltellamenti. E il Sun online ricorda che già nel 2006, nello stesso pub di Campo de’ Fiori, venne ferito un tifoso inglese alla vigilia della sfida tra Roma e Middlesbrough spiegando poi, in un editoriale, che «viaggiare a Roma per andare a vedere una partita di calcio è sempre rischioso per i fan inglesi. Gli hooligan della città sono famosi per gli agguati ai supporter rivali». Intanto, mentre il senatore del Pd Raffaele annuncia un’interrogazione sulla vicenda, Dario Nanni, Massimiliano Valeriani e Paolo Masini, tutti consiglieri comunali del partito democratico, spiegano che «quanto accaduto a Campo de’ Fiori è inaccettabile per una città dalla tradizione civile e accogliente come Roma». E poi: «Mai come oggi l’immagine della nostra capitale è stata più buia. Le istantanee del raid al pub sono rimbalzate per tutta Europa. È un episodio che umilia i valori sani dello sport e che assumerebbe inquietanti connotazioni, se confermate, antisemite. Grazie al sindaco questa è l’eredità dopo cinque anni di cura: un approccio da
Medioevo improntato su una becera tolleranza zero». Per Enrico Gasbarra, segretario del Pd Lazio «l’assalto è l’ultimo incredibile anello di una catena. La Capitale è sotto chock. Ci vuole una riscossa per ritrovare l’anima della città». Parla di una città «sempre più in balia della violenza squadrista», invece, Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e Lazio. Ma lo stesso Alemanno, spiega che «l’ipotesi antisemita aumenta la gravità dell’aggressione. Mi auguro che l’inchiesta della magistratura colpisca duramente gli autori di un’azione terribile e disgustosa». Intanto il delegato del sindaco alla sicurezza, Giorgio Ciardi, annuncia che il Comune si costituirà parte civile durante il processo nei confronti dei responsabili dell’aggressione.

La Repubblica

Cittaceleste

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