“Testa alla Roma solo da domani”

“Testa alla Roma solo da domani”

 Il derby è lontano. La storia della stagione della Lazio si fa stasera, provando a compiere un passo decisivo verso la semifinale di Europa League. «Da venerdì penseremo alla Roma» ha avvertito Petkovic senza cadere nel tranello, perché è intervenuto in fretta per precisare che non esistono gerarchie e differenze…

 Il derby è lontano. La storia della stagione della Lazio si fa stasera, provando a compiere un passo decisivo verso la semifinale di Europa League. «Da venerdì penseremo alla Roma» ha avvertito Petkovic senza cadere nel tranello, perché è intervenuto in fretta per precisare che non esistono gerarchie e differenze tra un impegno e l’altro. «Non ho detto che questa è una partita più importante rispetto al derby. La nostra filosofia, dall’inizio della stagione, non è mai cambiata. Si passa da una partita all’altra e la prossima è sempre la più importante, come ho spiegato anche prima del Catania. Da 9-10 mesi stiamo andando avanti così, questa deve essere la mentalità». E’ chiaro, però, che la sfida al Fenerbahce potrebbe dare un indirizzo differente alla primavera biancoceleste. Quando Petkovic è entrato in campo per l’allenamento di rifinitura, stava piovendo e neppure ha alzato lo sguardo. Conosce benissimo questo stadio, ci torna per la terza volta dopo esserci stato alla guida dello Young Boys (estate 2010) e del Samsunspor in una trasferta del campionato turco (ottobre 2011). Una vittoria e un pareggio, e anche la qualificazione al turno successivo dei preliminari Champions, in cui sarebbe stato eliminato dal Tottenham. Gli hanno chiesto dei suoi precedenti e Vlado ha sorriso. «Sono state situazioni e partite diverse. Il Fenerbahce da allora ha continuato a crescere, è migliorato. Con lo Young Boys abbiamo sfruttato le nostre doti e avuto un po’ di fortuna, eravamo una piccola squadra della Svizzera e forse ci avevano sottovalutato, così siamo riusciti a vincere. Con il Samsunspor fu un bel pareggio, una partita equilibrata. Ora torno con una squadra più forte e blasonata. Proveremo a imporre il nostro gioco, sapendo che ci saranno anche delle difficoltà».

MENTALITA’ – Anche le poltroncine del Sukru Saracoglu sono gialle e blu, come le maglie del Fenerbahce, che tenterà di sfruttare il fattore campo e la carica di 50.000 tifosi indemoniati. «Qui a Istanbul tutte le squadre in casa hanno un piccolo vantaggio. Il Fenerbahce ne ha due, perché affronteremo a porte chiuse la partita di ritorno all’Olimpico e avendone già giocate diverse, tra quest’anno e la stagione passata, loro sono più abituati. Noi cercheremo di combattere contro tutto e tutti. Voglio forza mentale e sicurezza. Vorrei vedere una Lazio capace di dominare, ci giochiamo un traguardo fondamentale» ha spiegato Petkovic che abbraccerà Fahrudin Omerovic, suo amico bosniaco, ex portiere della grande Jugoslavia e oggi vice di Kocaman, il tecnico del Fenerbahce.

LEZIONE – Petkovic conosce l’ambiente e ha provato a trasmettere i concetti giusti alla squadra. «Ho mostrato dei video a Formello, i miei giocatori hanno visto di cosa si tratta e a quali stimoli saranno sottoposti. Dovremo essere pronti e reattivi, capaci di esprimerci bene e in modo da calmare sia il Fenerbahce, sia il pubblico di casa». Forse servirà la spada più del fioretto, una squadra concreta. E allora, questa volta, potrebbe lasciare fuori Hernanes impiegando Ederson trequartista davanti a Onazi e Ledesma. E nella ripresa, se dovesse servire, metterà dentro anche Klose. Ma ha dato la sensazione di voler risolvere la partita senza il tedesco. «E’ rientrato con il Catania e in quel quarto d’ora si è mosso molto bene. Valuterò se farlo giocare dal primo minuto o aspettare per capire se ci servirà durante la partita». Pretattica. Klose entrerà solo se ci fosse bisogno di segnare nel finale. Fiducia piena a Kozak e alla Lazio brillante appena ritrovata in campionato.

Il Corriere dello Sport

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