“Tocco involontario”

“Tocco involontario”

La Lazio conquista un’altra vittoria importante con l’Atalanta che la proietta al secondo posto, a soli tre punti dalla Juventus: un successo che porta la firma di Sergio Floccari, capace di sbloccare una partita che sembrava stregata. È stato un gol pesante, con un tocco di mano involontario che ha…

La Lazio conquista un’altra vittoria importante con l’Atalanta che la proietta al secondo posto, a soli tre punti dalla Juventus: un successo che porta la firma di Sergio Floccari, capace di sbloccare una partita che sembrava stregata. È stato un gol pesante, con un tocco di mano involontario che ha fatto – e farà – discutere. «Il fatto che io non abbia esultato non significa nulla – sottolinea il centravanti laziale – ho giocato due anni a Bergamo, per me sono state due stagioni belle e importanti dal punto di vista professionale. Il gol? Ero molto vicino alla porta quando la palla ha colpito la traversa, poi il pallone è tornato velocemente verso il campo e mi è arrivato addosso. Forse l’ho anche toccata col braccio ma non è stato un intervento voluto tanto che l’assistente di porta – che era a due metri dall’azione – ha giudicato il mio tocco involontario». Chiarito l’episodio da moviola, l’attaccante guarda avanti senza fare voli pindarici: «La Juventus è fortissima – ammette ai microfoni di Lazio Style – credo sia ancora presto per poter parlare di scudetto». La Lazio spera, e pian piano inizia a prendere consapevolezza dei propri mezzi. Ieri è arrivata la quarta vittoria di seguito, il quattordicesimo risultato utile consecutivo della stagione. Floccari sorride dopo aver messo l’autografo sulla rete decisiva, la prima segnata in questo campionato. «Sono contento per il gol, ma soprattutto per la vittoria: la Lazio ha una rosa di giocatori importanti, che possono dare un contributo determinante alla causa. Pur avendo diverse richieste di mercato ho deciso di rimanere, pur consapevole del fatto che potrei trovare meno spazio. Far parte di una grande squadra significa anche questo, ma io sono contento di vestire questa maglia». Un altro protagonista della domenica laziale è il portiere Federico Marchetti, capace di tirar fuori l’intervento giusto al momento giusto. Una parata decisiva, su diagonale velenoso di Brivio, gli è valsa la piena sufficienza in pagella, e gli applausi del suo pubblico. In tribuna anche il preparatore dei portieri della nazionale azzurra Di Palma che avrà preso nota per poter poi riferire al ct Prandelli. Un motivo in più per andare avanti, nonostante il problema al costato che lo sta tormentando da qualche settimana. «Abbiamo ottenuto tre punti fondamentali – afferma l’estremo difensore – e la soddisfazione è ancor più grande perché la squadra ha portato a casa un risultato importante dimostrando di saper soffrire. Nel primo tempo non siamo riusciti a far gioco, l’Atalanta aveva preparato molto bene la partita, avevano preso gli accorgimenti giusti in ogni zona del campo. Ma nella ripresa abbiamo dato una svolta alla partita cambiando atteggiamento tattico: mi è piaciuta la mentalità con cui abbiamo affrontato il secondo tempo, abbiamo creduto fino in fondo alla vittoria». Ora un altro appuntamento importante, nell’anticipo di campionato in programma sabato prossimo contro il Palermo. «Mi aspetto una battaglia – ammette il portiere – affrontare il Palermo in trasferta non è mai facile, contro di loro sono sempre sfide molto impegnative. Servirà la migliore Lazio per portar via punti dal Barbera».

Il Tempo

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