Tre facce per l’impresa

Tre facce per l’impresa

Brocchi – E poi dici: comesi fa a non credere al destino? È il cerchio che si chiude, stavolta per davvero: Brocchi, la Lazio, la Juventus e una maglia da titolare. Non c’è niente da fare, c’è sempre il bianconero al centro della sua storia, che riparte oggi dalla Juve.…

Brocchi – E poi dici: comesi fa a non credere al destino? È il cerchio che si chiude, stavolta per davvero: Brocchi, la Lazio, la Juventus e una maglia da titolare. Non c’è niente da fare, c’è sempre  il bianconero al centro della sua storia, che riparte oggi dalla Juve. Un romanzo interrotto l’11 aprile scorso, sempre a Torino, Juventus-  Lazio 2-1 e il nuovo stop al piede destro. Ma la crepa originaria è giusto di un anno fa: stadio Olimpico, 26 novembre 2011, avversaria—  neppure a parlarne—la Juventus. Quella sera Brocchi sentì crac dopo un contrasto e iniziò il suo calvario. Oggi il centrocampista torna finalmente titolare: non succedeva dal 25 marzo. È di nuovo al centro della Lazio, compagno  di viaggio di Ledesma, scudo di un centrocampo
che dovrà tamponare le incursioni di Marchisio, Vidal e compagnia. È la testardaggine  oltre la ragione, un ritorno in campo a quasi 37 anni (li compirà il 30 gennaio) quando molti  altri—nei suoi panni—avrebbero detto basta e si sarebbero goduti il panorama.Mail centrocampista  non è tipo che molla facilmente.
Soprattutto, non gli piaceva che il romanzo si chiudesse con un finale non scritto da lui.

Radu – L’ora è arrivata, gli esperimenti finiti: la fascia sinistra torna di Stefan Radu. Stasera rientra, nella testa  l’obiettivo fisso di non uscire più. È l’altra grande faccia della sfida alla  Juventus. In biancoceleste, in campionato, il romeno non gioca titolare dal 7 aprile, Lazio-  Napoli, vigilia di Pasqua. Ora è quasi Natale,
da Reja si è passati a Petkovic: storia diversa, ugualmente intrigante però. E passa il tempo,  ma le gerarchie non cambiano. Già, perché a Radu è bastato allenarsi a Formello per convincere Petkovic: il tecnico di Sarajevo ritiene il romeno il titolare del ruolo, con la possibilità  di avanzare Lulic e aumentare dunque
le rotazioni a centrocampo. Oggi lo spazio lo regala la squalifica del bosniaco. In settimana il rodaggio, part time, è stato fortunato: Radu si è ripreso anche la Romania, entrando in corsa mercoledì nella vittoria in amichevole contro il Belgio (2-1). «Gli è servita per acquistare  ancora più fiducia», dice Petkovic. Stasera
a Torino l’esame di laurea, per usare le parole del tecnico. Che con lui a disposizione, prima  o poi, testerà anche la difesa a tre.  

Ledesma – Un altro avrebbe ceduto alla tentazione. Un altro, stufo di non vincere mai contro la Juventus, avrebbe mollato la Lazio e sarebbe passato dall’altra parte. Cristian Ledesma avrebbe potuto farlo, due volte. La prima nell’estate 2009: giorni di fuoco, il centrocampista è fuori  osa a Roma e da Torino Alessio Secco chiama la Lazio per trattare. Poi non se ne fa nulla e in bianconero arriva Felipe Melo. Altro giro, 2011: prima di chiudere con Pirlo, Marotta telefona a Lotito e si informa su Ledesma. La storia  è poi andata in maniera diversa. Ma anche nel 2004, quando c’era Luciano Moggi, il centrocampista allora al Lecce fu vicino alla Juve. Oggi a Torino se lo troveranno di fronte: mai così  forte, mai così continuo. E mai, forse, così convinto
dell’impresa. Perché Ledesma, in biancoceleste, è riuscito a vincere almeno un match contro tutte le squadre dell’attuale Serie A. Tutte tranne una, la Juve, che la Lazio non batte  dal 2003. Ma in campo non ci sarà Pirlo, uno dei pochi (tre, per l’esattezza: oltre al bianconero pure Montolivo e Cigarini) a precedere Ledesma  nel numero di passaggi riusciti in campionato. Un motivo in più per crederci.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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