Triplo Kozak nel deserto

Triplo Kozak nel deserto

 La Lazio conquista i quarti di finale di Europa League trascinata da una tripletta di Kozak in un Olimpico vuoto, dopo la decisione dell’Uefadi infliggere alla società due turni a porte chiuse e 40mila euro di multa. Dopo lo 0-2 dell’andata a Stoccarda, la squadra di Petkovic rifila un 3-1…

 La Lazio conquista i quarti di finale di Europa League trascinata da una tripletta di Kozak in un Olimpico vuoto, dopo la decisione dell’Uefadi infliggere alla società due turni a porte chiuse e 40mila euro di multa. Dopo lo 0-2 dell’andata a Stoccarda, la squadra di Petkovic rifila un 3-1 che scaccia i fantasmi della crisi biancoceleste, adombrata dalle ultime prestazioni in campionato.

Che peccato per i tifosi perdersi questa impresa. Nel silenzio surreale dell’Olimpico la Lazio conquista un traguardo storico diventando la prima squadra ad accedere ai quarti della nuova Europa League. Dieci anni dopo i quarti conquistati in Coppa Uefa, i biancocelesti ci riprovano (allora furono fermati in semifinale dal Porto). «Vogliamo vincere in Europa» sentenzia Petkovic, e la sua squadra finora non sbaglia un colpo. Niente a che vedere con la formazione ultimamente smarrita di campionato.

La Lazio aveva già ipotecato la qualificazione all’andata in Germania grazie al 2-0 firmato da Ederson e Onazi.
Facile immaginare un’autostrada anche al ritorno, eppure la pochezza dello Stoccarda, che sta andando malissimo anche in Bundesliga (è quint’ultimo), è addirittura disarmante. I tedeschi si arrendono quasi subito. La partita in pratica dura appena otto minuti, il tempo necessario a Kozak, mandato in campo a sorpresa da Petkovic al posto di Floccari per segnare due gol. E il bomber ceco, tante volte criticato per i tanti gol mangiati, questa volta non ha deluso, con la complicità però determinante della difesa tedesca.

Nel finale segna anche il terzo gol e con la tripletta diventa il bomber principe di coppa della Lazio con otto reti in sette partite. Niente male per una riserva che se ci fosse Klose non giocherebbe praticamente mai. Malinconica nelle file tedesche le presenza di due ex della Serie A come l’ex laziale Macheda, che dopo i bagliori di Manchester si è spento. Eppure in Italia (ha giocato anche con la Sampdoria) era uno che prometteva. Niente a che vedere con il giocatore smarrito di stasera. Inguardabile anche Molinaro, ex Vecchia Signora degli anni cupi. Poca cosa anche lui nel grigiore generale di una squadra allo sbando. Tutto si è risolto nei primi otto minuti. Il primo tiro è stato dello Stoccarda (tiro di Holzhauser e deviazione in angolo di Marchetti).

Ma al primo affondo la squadra di Petkovic fa centro: al 6′ Radu crossa e il ceco anticipa di piatto i due centrali immobili. Due minuti dopo è Hernanes ha lanciare il centravanti vanamente rincorso dai difensori ed il destro in corsa fulmina ancora Ulreich. Dopo il 2-0 la Lazio rallenta: ci provano ancora da lontano Hernanes e Condreva. Al 40′ brivido per Marchetti colpito in testa da Ibisevic. Il portiere sotto choc se la cava con un taglietto sulla tempia e molto spavento. Petkovic lo sostituisce con Bizzarri, che nella ripresa salva il 2-0 su Sakai, ma nulla può al 17′ su Hajnal. Nel finale dopo il 2-2 sfiorato di testa da Niedermeier c’è anche tempo per la tripla di Kozak, che poco prima si mangia il gol più facile. Peccato per i soliti soliti striscioni offensivi contro Platini: anche fuori dello stadio i tifosi hanno sfogato la loro rabbia. ‘Meglio penalizzati che pentiti« recita uno striscione. Missione compiuta dunque per la Lazio, ma intanto per rientrare all’Olimpico i suoi tifosi dovranno augurarsi almeno nella semifinale

Il Messaggero

Cittaceleste

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