Turnover e tattica,serve il piano B

Turnover e tattica,serve il piano B

 Agli impegni ravvicinati e alle fatiche dell’Europa League, c’è un solo modo per rispondere: disporre di alternative con la stessa qualità dei titolari in ogni ruolo. Petkovic, nelle ultime settimane, ha scontato il ritardo di Ederson e la prolungata assenza di Brocchi e Radu. Si tratta di tre pedine dello…

 Agli impegni ravvicinati e alle fatiche dell’Europa League, c’è un solo modo per rispondere: disporre di alternative con la stessa qualità dei titolari in ogni ruolo. Petkovic, nelle ultime settimane, ha scontato il ritardo di Ederson e la prolungata assenza di Brocchi e Radu. Si tratta di tre pedine dello stesso livello dei titolari. Non ci sono quasi mai stati e hanno reso complicato il lavoro del tecnico di Sarajevo, costretto a stressare il reparto dei centrocampisti. La differenza di alcuni giocatori rispetto ad altri appare subito evidente. Ederson, quando è stato disponibile, ha segnato due gol giocando una partita e mezzo. Stava già entrando in concorrenza con Mauri e Candreva, s’è fermato di nuovo. Per Petkovic può essere impiegato in tutte e quattro i ruoli a ridosso di Klose, a maggior ragione da seconda punta accanto al tedesco. Come è entrato bene Brocchi e la sua capacità di gestire il pallone s’è vista bene negli ultimi minuti con il Torino. Non giocava di fatto da dieci mesi e Petkovic sta gestendo gradualmente il suo ritorno. Giusto, perché a volte bruciare le tappe è rischioso. Stesso discorso per Radu, ancora in attesa di debutto stagionale. Il suo ritorno favorirebbe tre vantaggi: aiutare la difesa, permettere a Cavanda di dare respiro a Konko sulla fascia destra, riportare Lulic sulla linea dei centrocampisti. Radu, Brocchi, Ederson: gli acquisti di novembre.

TATTICA – Come Delio Rossi, Petkovic è un allenatore di campo, non un gestore. Un tecnico metodico, a cui piacciono gli allenamenti tattici e la possibilità di provare la squadra, attraverso partitelle e amichevoli del giovedì. Questo lavoro sinora non lo ha potuto fare e sta cominciando a soffrirne la mancanza. Costretto a giocare ogni tre giorni, Petkovic sinora non ha potuto “testare” alcune risorse in organico che vengono da lunghe assenze e non hanno potuto svolgere la preparazione estiva. E’ il caso di Radu, Brocchi, Stankevicius e anche Ederson, che si è bloccato di nuovo sul più bello. L’estate era servita al tecnico di Sarajevo per studiare i suoi giocatori e trovare il modulo ideale, scoperto nel 4-1-4-1. Un assetto adeguato per far convivere tanti trequartisti, ma non ancora ampio per farci “rientrare” anche gli altri. La Lazio possiede una rosa extra-large, sono tanti i difensori (anche quelli inutili) e gli attaccanti, pur avendo solo Klose come terminale offensivo nella formazione-tipo. Non ci sono due titolari per ogni ruolo, ma esistono caratteristiche diverse. Se entra Cana, che ha bisogno di giocare accanto a un regista, dovrebbe mutare il disegno del centrocampo. Petkovic lo ha capito e si è corretto dopo 45 minuti, aveva bisogno di passarci, di provare. E resta viva l’esigenza di un piano B, evocato dallo stesso tecnico ma non ancora provato e battezzato con certezza.

Il Corriere dello Sport

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