Tutti dietro la Lazio

Tutti dietro la Lazio

La regolarità. Ecco “l’arma letale” della sorprendente Lazio. Da quattro mesi a questa parte, cioè dall’ultima sconfitta, subita sul campo del Catania, la stessa squadra che poi ha battuto l’altra sera guadagnando l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, i ragazzi di Vlado Petkovic hanno un rendimento da scudetto: regolare ed…

La regolarità. Ecco “l’arma letale” della sorprendente Lazio. Da quattro mesi a questa parte, cioè dall’ultima sconfitta, subita sul campo del Catania, la stessa squadra che poi ha battuto l’altra sera guadagnando l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, i ragazzi di Vlado Petkovic hanno un rendimento da scudetto: regolare ed equilibrato, senza tentennamenti in casa, comunque con pochi cedimenti in trasferta.

PASSO – La Lazio ha mantenuto sempre lo stesso passo. Al contrario della Juventus che nel suo stadio sembrava inabbordabile e che invece negli ultimi due mesi ha ceduto quattro punti, uno proprio alla Lazio ma addirittura tre alla Sampdoria. Per non parlare dell’Inter che in trasferta all’inizio della stagione andava come un rullo compressore e che, invece, nelle ultime otto quelle lontano da San Siro le ha perse tutte. La Lazio è un’auto che viaggia a velocità costante. E la cosa non è una realtà certificata solo in campionato, ma anche in Europa perché ai sedicesimi della competizione di competenza Klose e compagni ci sono arrivati trionfalmente, vincendo il proprio girone e allungando una serie positiva di tredici risultati utili, serie tuttora in corso.

DIFESA – L’impennata (e la stabilizzazione) di rendimento è visibile soprattutto se la si guarda da “dietro”, cioè dalla difesa. Il reparto juventino resta sempre quello meno battuto, ma è un primato conquistato soprattutto nella prima parte del campionato, prima di quell’ideale confine che la Lazio ha piantato a Catania dove, come detto, ha subìto la sua ultima sconfitta. Nelle ultime otto partite, infatti, intorno a Biava è nata una difesa granitica che ha incassato appena quattro gol, uno in meno dei i bianconeri, sette in meno rispetto al Napoli. Petkovic da quando è arrivato in Italia ha predicato equilibrio. La sua è una squadra che non segna tantissimo, ma quel che produce lo fa fruttare a livello di punti: tra reti realizzate e incassate la differenza fa più otto ma nel calcio a volte i successi si costruiscono proteggendo bene la propria area e attaccando decentemente quella avversaria.

PRIMATO – Una cosa è certa: in questi due mesi la Lazio ha tenuto un ritmo da primato. E mentre l’Inter crollando in trasferta (conquistati appena un terzo dei punti messi in palio), si faceva sorpassare in classifica, la Lazio lasciava agli avversari soltanto le briciole (un punto alla Juventus, un altro punto al Bologna). Venti punti in otto partite, nessuno ha fatto meglio, neanche il Milan che pure è riuscito in qualche maniera a invertire la sua rotta, soprattutto nemmeno la Juventus che all’improvviso si è scoperta vulnerabile. Petkovic ha saputo dare una organizzazione alla squadra, una organizzazione “mobile” nel senso che nel corso della partita spesso il modulo viene modificato, aggiustato, sistemato, secondo le esigenze e le circostanze. Ciò che non cambia è l’atteggiamento: la Lazio a nche nei momenti più complicati della partita non dà mai l’impressione di essere in difficoltà, ad esempio contro il Cagliari, sabato scorso. Solidità e realismo, sono facce della stessa medaglia. A volte la Lazio non “ruba” l’occhio ma affrontarla non è mai semplice. Solidità difensiva, equilibrio a centrocampo e, infine, l’efficacia realizzativa di Klose: questi gli ingredienti di una ricetta che sta regalando ai tifosi della Lazio grandi soddisfazioni.

Il Corriere dello Sport

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