Un punto per il quarto posto

Un punto per il quarto posto

E’ finita senza gol, ma badate bene, sia il Bologna che la Lazio ci hanno provato fino agli ultimi attimi a vincere la partita. Che è stata estremamente tattica nella prima parte e più libera da schemi nella seconda, soprattutto perché le forze cominciavano a mancare di qua e di…

E’ finita senza gol, ma badate bene, sia il Bologna che la Lazio ci hanno provato fino agli ultimi attimi a vincere la partita. Che è stata estremamente tattica nella prima parte e più libera da schemi nella seconda, soprattutto perché le forze cominciavano a mancare di qua e di là. La Lazio ha di nuovo evidenziato che in trasferta non è come all’Olimpico, anche se ieri notte Klose è entrato solo a metà del secondo tempo (e si è visto da subito quello che avrebbe potuto fare se fosse stato bene) e non aveva Floccari, gli ultimi gol li ha segnati a Pescara il 7 ottobre, da quel giorno sono arrivate due sconfitte e due zero a zero. Il Bologna ha dato continuità alle ultime partite sia sul piano della prestazione che del risultato, facendo intravedere come Pioli si stia avvicinando sempre di più alla quadratura del cerchio. E il fatto che da domenica possa aggiungere anche Portanova alla sua difesa è sicuramente un aspetto importante.
IL VESTITO DI PIOLI -Pioli ha vestito il Bologna addosso alla Lazio, rendendole complicata anche la costruzione bassa con Taider chiamato a non perdere mai di vista Ledesma. Poi impiegando Krhin accanto a Perez e preferendo Cherubin a Morleo sulla fascia sinistra ha aggiunto geometria e qualità in mezzo al campo e più chili dietro. Di fronte a questo Bologna che andava a mordere alto anche sui lati, la Lazio ha fatto fatica a trovare le vie entro le quali infilarsi senza trovare semafori rossi. E qua va sottolineato il fatto che la Lazio non ha avuto davanti uno che gioca con la squadra e per la squadra, tipo Klose o Floccari tanto per essere più chiari, perché è vero che Kozak ha il gol addosso, chili e anche tanti centimetri, ma è altrettanto vero che non ha mai dato profondità e neanche fatto salire la Lazio, che così ha finito per non trovare mai gli sbocchi giusti per far male a quelli del Bologna. Nonostante il grande lavoro dei suoi palleggiatori e nonostante che Candreva e Mauri (spesso interscambiabili) siano entrati più di una volta dai lati dentro al campo per far salire gli esterni bassi. Ma Pioli aveva lavorato anche sulle contromosse, chiedendo a Diamanti e Kone di rincorrere sempre Radu e Cavanda e con Perez e Krhin che davanti alla difesa hanno fatto sia tanto lavoro sporco che costruito buoni contrattacchi. E qui va detto che la Lazio è stata brava, soprattutto con Ciani, non facendosi mai trovare scoperta e non soffrendo più di tanto neanche gli assalti con la palla al piede di Diamanti. All’atto pratico c’è da aggiungere che la partita è stata intensa da subito, ma stringi stringi di sussulti veri e propri non ce ne sono stati. Tanto è vero che Marchetti non è stato mai impegnato e che Agliardi, dopo un intervento su Candreva al minuto 13, solo nel finale ha costruito una parata importante su Biava.
DIVERSO CON KLOSE -Con Guarente al posto dell’infortunato Perez, il Bologna ha perso fisicità in mezzo al campo, ma subito ha sprecato con Taider il gol del vantaggio. Non solo, i primi 15’ della seconda parte sono stati tutti colorati di rosso e blu, con la Lazio che non è stata capace di organizzare neanche una ripartenza. Una conclusione da fuori di Guarente ha sfiorato il palo lungo di Marchetti, poi Radu ha impegnato di testa Agliardi su angolo di Hernanes. Con il trascorrere del tempo la partita è diventata meno tattica, anche perché le due squadre si sono allungate molto sul campo rischiando di perdere anche equilibri e distanze. E non a caso anche le difese hanno cominciato di colpo a vivere di affanni, non avendo più la giusta copertura da parte dei centrocampisti. Lulic ha preso il posto di Gonzalez, rimasto senza carburante, ma anche tutti gli altri giocatori hanno cominciato a perdere alcuni colpi, finendo per sbagliare anche giocate che sembravano semplici.
Va detto tuttavia che nè il Bologna nè la Lazio hanno mai rinunciato a provare a vincere, e una dimostrazione l’ha data Petkovic, togliendo dal campo Candreva per buttare nella mischia Klose. Dalla parte opposta Pioli ha tolto Kone per inserire Morleo, un esterno basso è vero, ma più di attacco che di difesa. Con le energie che le erano rimaste nelle gambe, tutte e due le squadre hanno continuato a darci dentro, dando l’impressione di crederci sempre, anche se di occasioni vere e proprie nè il Bologna nè la Lazio ne hanno confezionate. Kozak è stato espulso per doppia ammonizione, poi Pioli ha fatto entrare Pasquato per Krhin, volendo provare il tutto per tutto negli ultimi minuti. Proprio Pasquato ha costretto Marchetti a fare una buona parata, poi una mischia in un’area e una mischia nell’altra, con i difensori che hanno avuto la meglio sugli attaccanti, e fine dei giochi.

Il Corriere dello Sport

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