Varsavia, si muove il governo italiano

Varsavia, si muove il governo italiano

ROMA – I soldi ci sono, li hanno raccolti con una colletta. Una delegazione della Nord è pronta, raggiungerà Varsavia appena le scarcerazioni potranno avvenire con il pagamento delle cauzioni. In Polonia, per altri motivi, domani ci sarà Enrico Letta, il nostro presidente del Consiglio. Letta incontrerà il presidente della…

ROMA – I soldi ci sono, li hanno raccolti con una colletta. Una delegazione della Nord è pronta, raggiungerà Varsavia appena le scarcerazioni potranno avvenire con il pagamento delle cauzioni. In Polonia, per altri motivi, domani ci sarà Enrico Letta, il nostro presidente del Consiglio. Letta incontrerà il presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, e si riunirà con Donald Tusk, il primo ministro polacco. Al vertice intergovernativo parteciperanno vari ministri, l’appuntamento è in programma da settimane. Sono previsti incontri bilaterali e una sessione plenaria di lavoro. In tanti spingono il presidente Letta a chiedere spiegazioni ai polacchi, ad intervenire per favorire il rientro in Italia dei tifosi laziali.

LA BONINO –

I contatti tra Italia e Polonia sono continui e ieri sera il prefetto Masucci ha raggiunto Varsavia. Il ministro Bonino, dopo la nota di lunedì, ha chiesto nuovamente al governo polacco di «fare piena chiarezza» . Il ministro degli Esteri, in occasione della ministeriale Nato, ha discusso del caso con il collega polacco Radoslav Sikorski e con la sottosegretaria Henryka Moscicka-Dendys, è il viceministro polacco. Sikorski in precedenza aveva spiegato che «tutti gli hooligans sono stati fermati e condannati in base alla legge polacca dalle istituzioni competenti» . La Polonia non dà segnali di tenerezza, il ministro degli Esteri polacco ha promesso a Emma Bonino «il proprio aiuto per spiegare tutte le circostanze del fermo» .

L’INTERROGAZIONE –

I colloqui sono continui, ma non c’è accordo sulle cifre. Il viceministro degli Esteri, Marta Dassù, riferendo ieri alla Camera, ha parlato di «ventidue tifosi, su 149 fermati, ancora trattenuti» . Sono 23, invece, secondo la polizia di Varsavia. Il viceministro Dassù ha ribadito che «i connazionali trattenuti sono accusati di adunata sediziosa e aggressione a pubblico ufficiale. Tutti potranno presentare appello e chiedere la scarcerazione su cauzione» . Il viceministro ha confermato che solo «un limitato gruppo di tifosi ha avuto un comportamento aggressivo nei confronti delle forze dell’ordine, ma la maggior parte no» . Sono stati denunciati i comportamenti della polizia polacca, i tifosi laziali sono stati «trattati malissimo, con pochissimo cibo e acqua da parte delle autorità competenti» . Il governo ha espresso «una ferma condanna per ogni atto di teppismo, ma ci aspettiamo che la Polonia, paese amico e partner, tuteli i nostri connazionali» . Il ministro Bonino non era presente in Aula. E Giorgia Meloni, capogruppo di Fdi in Parlamento (il partito che aveva chiesto approfondimenti), ha protestato: «Il fatto che non ci fosse il Ministro degli Esteri in Parlamento, quando un gruppo chiede un’informativa urgente non si manda un sottosegretario, è grave. Mi aspetto che Letta chieda conto al governo polacco di cosa sia accaduto» .

 

LA PROTESTA –

Roma si muove e Bruxelles protesta. «Rispetto per i diritti dei cittadini italiani» ,«subito a casa i cittadini italiani fermati a Varsavia» , sono i cartelli esposti ieri davanti alla sede del Parlamento europeo. L’iniziativa è stata promossa dal vicepresidente dell’Europarlamento, Roberta Angelilli, e da una delegazione di ragazzi di Roma e del Lazio. Sarà preparato un dossier, verrà presentato al Parlamento europeo. La Polonia attacca stando sulla difensiva. Ai microfoni di Tele Radio Stereo ieri è intervenuto l’Ambasciatore polacco a Roma, Wojciech Ponikiewski: «Il Governo polacco si è mosso, dobbiamo però anche prendere in considerazione il fatto che la giustizia in Polonia è completamente libera dunque il potere politico non ha nessuna influenza diretta» . L’ambasciatore polacco ha riportato una realtà diversa: «C’erano 200 tifosi che hanno attaccato la polizia, ma ancora prima di questo attacco si sono comportati in modo aggressivo per le strade seminando il panico» . La verità continua ad essere un’altra.

Corriere dello Sport

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