Via Klose?Ci pensa Floccari

Via Klose?Ci pensa Floccari

E adesso non chiamatelo più vice-Klose. Sarebbe ingiusto, sarebbe troppo riduttivo. A Sergio Floccari mancava solo questo in un gennaio tra i più dolci che si possano desiderare. I gol in campionato (due, con l’Atalanta e a Palermo), gli assist in Coppa Italia (anche qui due, entrambi col Catania), le…

E adesso non chiamatelo più vice-Klose. Sarebbe ingiusto, sarebbe troppo riduttivo. A Sergio Floccari mancava solo questo in un gennaio tra i più dolci che si possano desiderare. I gol in campionato (due, con l’Atalanta e a Palermo), gli assist in Coppa Italia (anche qui due, entrambi col Catania), le belle prestazioni fornite ogni volta che è stato chiamato a sostituire il Totem tedesco. Mancava solo la ciliegina sulla torta. E’ arrivata ieri sera con quel colpo di testa in pieno recupero che ha regalato alla Lazio una finale di Coppa Italia che due minuti prima sembrava già in cassaforte e che un minuto più tardi pareva irrimediabilmente svanita.

Dedicato a se stesso
Per Floccari è probabilmente il gol più importante della carriera. E infatti lui, di solito sempre restio a festeggiare in maniera smodata, stavolta ha fatto un’eccezione. Si è tolto la maglia (beccandosi poi anche l’ammonizione) ed è corso sotto la curva laziale. In un colpo solo si è tolto di dosso tutti i piccoli e grandi rimpianti di una carriera vissuta sempre un filino al di sotto dello standard dei grandi giocatori. Si è buttato alle spalle quel famoso rigore sbagliato in un derby del 2010, che poi costò alla Lazio la sconfitta. E si è scrollato le remore per una scelta, quella di restare alla Lazio, che fino a Natale sembrava essere stata poco felice. «E’ una serata bellissima — grida a fine gara l’attaccante calabrese — Questa vittoria è dedicata soprattutto a quelli che si vedono meno, ma lavorano tantissimo». Come lui, appunto. Che ha accettato all’inizio il ruolo di quarto attaccante (davanti aveva oltre a Klose anche Zarate e Kozak). Da lì è iniziata una rimonta che lo ha portato a scavalcare i compagni e a prendersi il ruolo di vice-Klose. Che adesso però gli sta decisamente stretto. E il primo a pensarlo è proprio il compagno tedesco. Che a fine partita è corso ad abbracciarlo per festeggiare la finale.

Missione compiuta
«Siamo felicissimi, è stata una gioia indescrivibile. Un pensiero va pure a Hernanes che si è fatto male (dopo la partita il brasiliano è stato portato in ospedale per una tac di controllo alla testa, ndr). Questa serata è da brividi, per il risultato in sé e per come è maturato con quel finale incredibile. Cosa abbiamo pensato dopo il gol dell’1-1? Sono momenti talmente concitati che l’unica cosa che riesci a pensare è di provare a reagire. Ci abbiamo creduto anche se mancava poco e anche se col gol dell’1-1 ci era crollato il mondo addosso. Così ci siamo buttati in avanti convinti che avremmo potuto segnare». E il premio è arrivato. E ora, anche se manca ancora parecchio tempo, si pensa già alla finale di maggio. La Roma laziale spera in un derby con la Roma con in palio la Coppa Italia. «L’importante è esserci arrivati — glissa Floccari — per noi questa finale è un risultato straordinario. Inter o Roma fa poca differenza».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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