Villas Boas pensa alla Lazio, «Gara difficile»

Villas Boas pensa alla Lazio, «Gara difficile»

Regola numero uno: non parlare del Chelsea, il club che lo licenziò il 4 marzo scorso. Regola numero due: fare chiarezza sulla vicenda-Roma. André Villas Boas gode della stima di Franco Baldini, con il quale esistono le cosiddette affinità elettive, ma da Trigoria lasciano trapelare il messaggio che non è…

Regola numero uno: non parlare del Chelsea, il club che lo licenziò il 4 marzo scorso. Regola numero due: fare chiarezza sulla vicenda-Roma. André Villas Boas gode della stima di Franco Baldini, con il quale esistono le cosiddette affinità elettive, ma da Trigoria lasciano trapelare il messaggio che non è mai stato un serio candidato alla panchina giallorossa per una ragione molto semplice: uno come AVB è portato a rompere con il passato e la Roma non si sarebbe potuta permettere una rivoluzione totale. Regola numero tre: approfittare della disponibilità dell’allenatore portoghese, uno che non concede mai interviste. Il successo del Tottenham in casa del Reading, domenica scorsa, ha abbassato le difese.

Villas Boas, l’ultimo suo successo alla guida del Porto è stato l’Europa League 2010-2011: si riparte da lì?
«Il Tottenham affronta questo torneo con lo spirito di arrivare lontano e magari vincerlo. Io non sono uno di quelli che considera l’Europa League una coppa minore: è l’anticamera della Champions e merita il massimo rispetto. Da febbraio entrano in scena squadre che provengono proprio dalla Champions. Il livello è decisamente elevato».

Cominciate con la Lazio.
«Gara difficile. Il campionato italiano è uno dei più duri al mondo e chi è in testa alla classifica va affrontato con la massima concentrazione».

La Lazio sta sorprendendo.
«Il direttore sportivo Tare ha compiuto un gran lavoro, ma solo chi guarda il calcio con superficialità poteva sottovalutare la Lazio. Ci sono giocatori importanti. Ledesma, ad esempio, è un mio vecchio pallino. Poi c’è Hernanes. Mi aspettavo di ritrovarlo in un club di primissima fascia e invece la Lazio ha fatto bene a tenerlo».

La sorpresa nella sorpresa è l’allenatore: Petkovic.
«Sono sincero: non lo conoscevo. Complimenti: sta marciando molto bene».

E’ vero che in estate avete trattato Klose?
«Ci era stato offerto dal solito giro di procuratori, ma non c’è mai stata una vera trattativa. Klose è un signor giocatore, ma io ho ottimi attaccanti. Con Defoe, Adebayor e Dempsey posso stare tranquillo».

Lazio vuole dire una città come Roma.
«La conosco bene. L’ho visitata più volte da turista e anche nello svolgimento della mia professione, ai tempi dell’Inter di Mourinho. Roma è una città fantastica. Si respira storia in ogni angolo».

Nel futuro di Villas Boas c’è la possibilità di allenare in Italia?
«Ora sto benissimo al Tottenham dove si può lavorare a un nuovo progetto. Non è vero che in queste settimane ho sentito la pressione del club. Al contrario: ho un rapporto quotidiano con il presidente Levy proprio per seguire in perfetta sintonia lo svolgimento del nostro programma».

Qual è la sua opinione del calcio italiano?
«State vivendo un momento difficile, perché lo scandalo delle scommesse non vi ha fatto una grande pubblicità, ma sul piano tecnico e tattico è sempre un calcio di vertice. L’Italia è sempre l’Italia. Un grande Paese di calcio».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Stefano Boldrini

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy