Voglia di Mauri

Voglia di Mauri

Ritrovare le stelle per cancellare il lungo periodo buio in campionato. La Lazio attendeva con ansia l’ultima sosta della serie A, mai così opportuna dopo le sei sconfitte rimediate nelle ultime otto partite. E nella prima delle due settimane di lavoro qualche buona notizia è arrivata, in primis il rapido…

Ritrovare le stelle per cancellare il lungo periodo buio in campionato. La Lazio attendeva con ansia l’ultima sosta della serie A, mai così opportuna dopo le sei sconfitte rimediate nelle ultime otto partite. E nella prima delle due settimane di lavoro qualche buona notizia è arrivata, in primis il rapido recupero di Miroslav Klose, assente dal 3 febbraio, quando a Genova rimediò una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro. Klose sta finalmente bene, per tutta la settimana si è allenato con il gruppo: da martedì intensificherà il lavoro con la palla e sabato dovrebbe tornare tra i convocati, ma difficilmente mister Petkovic lo schiererà titolare contro il Catania, perché Miro è troppo importante per la volata finale della stagione.
Klose, del resto, non è l’unica stella attesa da Petkovic. Il tecnico di Sarajevo aspetta con ansia anche il recupero definitivo di Stefano Mauri, pedina inamovibile nello scacchiere della Lazio. In campionato il capitano biancoceleste non è titolare dal 9 febbraio, serata davvero sfortunata per la squadra di Petkovic, raggiunta in extremis dal Napoli al termine di una partita a lungo dominata. Nel gelo dello stadio Olimpico Mauri rimediò una brutta distorsione alla caviglia inciampando sulla palla per festeggiare il gol segnato da Floccari. E da quel momento – il minuto 11 della sfida agli azzurri – sono cominciati i problemi del capitano biancoceleste e la discesa della Lazio è diventata irrefrenabile.
Nel 4-1-4-1 costruito da mister Petkovic Mauri è giocatore insostituibile. Lulic, sia chiaro, è un ottimo elemento e sta attraversando un buon periodo di forma, ma ha caratteristiche inevitabilmente diverse rispetto al capitano biancoceleste. Mauri sa partire dalla fascia sinistra per accentrarsi e aiutare l’attaccante, come riconosciuto anche dal giovane Kozak al termine della sfida di ritorno con lo Stoccarda. Un’arma tattica imprescindibile per il gioco della Lazio, un’assenza troppo importante per mister Petkovic come dimostrano non tanto i gol segnati finora da Mauri – 3 in campionato (2 decisivi contro Torino e Roma) e 1 in Coppa Italia, la rete del decisivo pareggio nella semifinale di andata contro la Juventus – ma soprattutto il costante aiuto fornito alla fase offensiva e gli assist regalati ai compagni.
Tanti ottimi motivi per sperare di vedere Mauri presto in campo. In realtà il centrocampista biancoceleste ha già giocato venti minuti nella sfida alla Fiorentina e un’ora abbondante contro lo Stoccarda, ma poi si è fermato di nuovo. Dopo la distorsione alla caviglia e il fastidio muscolare al polpaccio – accusato per accelerare i tempi del rientro – Mauri è ora alle prese con un problema posturale: il controllo effettuato in Paideia martedì scorso non ha evidenziato guai particolari, ma da mercoledì il capitano non si è più allenato insieme al gruppo, una decisione presa a scopo puramente «precauzionale».
Mauri è tranquillo e sicuro di poter scendere in campo già sabato prossimo contro il Catania, ma qualche dubbio rimane. Tra due giorni, alla ripresa degli allenamenti, le condizioni del centrocampista potranno essere valutate meglio, ma l’inclinazione dello staff biancoceleste è prudente: alla vigilia del tour de force decisivo – Catania, Fenerbahce, Roma, ritorno con i turchi e Juventus – la Lazio non può e non vuole perdere ancora i suoi campioni. Perché per sognare l’Europa Mauri e Klose sono troppo importanti.

Il Tempo

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