Zarate non molla,la Lazio invece…

Zarate non molla,la Lazio invece…

 Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà. Chi nel portafoglio, chi nel proprio orgoglio. Zarate-Lazio, la storia sembra davvero finita: resta la quotidianità, manca la passione, un feeling corrisposto. Maurito aspetta a casa (per la terza volta in questa stagione, la seconda consecutiva) che si riaccenda la scintilla.…

 Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà. Chi nel portafoglio, chi nel proprio orgoglio. Zarate-Lazio, la storia sembra davvero finita: resta la quotidianità, manca la passione, un feeling corrisposto. Maurito aspetta a casa (per la terza volta in questa stagione, la seconda consecutiva) che si riaccenda la scintilla. Ad Atene però Lotito ha spento la fiaccola, quel numero 10 sè dissolto nella fiamma. E scomparso nel fuoco. E ora l’argentino prova un dolore che sale e fa male. Non s’arrenderà, ma l’amore rinascerà?

IL RICORDO – La nostalgia di un ricordo: si getta nella mischia col Cagliari, controlla un pallone alto, cucchiaio-gol. E ancora: s’accendono le luci a San Siro, parte da metà campo e vola in rete. Fulmine nel sette bello al derby. Memorie di una stagione da fenomeno puro. Cuore da diavolo e piedi da re, cera una volta Zarate, ora cè solo il fantasma dell’opera. Due anni e mezzo dopo, il romantico attende ancora Maurito, in molti irridono la speranza. E mugugnano: Zarate sè beccato persino una manciata di fischi nelle comparsate all’Olimpico. Aspettò Godò Del Piero per diversi anni, lavvocato Agnelli. Lotito ha già smesso di coccolarsi il figliol prodigo Maurito. Non ci sono oltre 30 milioni?? di motivi che tengano. Che peccato. Ormai è il Malaussène della Lazio, un buon capro. Molto prima di pasqua, finirà sull’altare. Altro che resurrezione.

DEPRESSO – Si specchia e non si riconosce. Vive nel riflesso di quattro stagioni fa, Maurito. E intrappolato in quel corpo da divo laziale. Si sente incompreso, è scarico, lento, macchinoso. Vorrebbe un posto per sé, ma quel posto non cè: non convocato per ben tre volte. In realtà è integrato nel gruppo e, forse, non è nemmeno più una questione di personalismi. In allenamento lancia sangue e sudore, in partita ritrova solo musi e lacrime. Fa miracoli a Formello, non li riproduce in gara. E in forma, ma si sforma. Ha la stoffa, ma ha disperso nell’armadio quel meraviglioso abito vintage che aveva avvolto tutti i laziali.

LA CESSIONE – La resa è l’estrema unzione. Non alzerà le mani, Maurito. Non vuole andare via da sconfitto. Figuriamoci retrocedere?? fra le fila di Genoa e Torino: «Io mi muovo solo per una grande squadra» , continua a ripetere. In estate aveva rifiutato prima il Galatasaray, poi il Marsiglia. Voleva giocarsi le sue chance alla Lazio, godersi la rinascita biancoceleste. Era convinto, Zarate, non lo era affatto Lotito. Poco importa che fosse il più grande investimento della sua gestione. E adesso, anche nelle decisioni di Petkovic, il presidente sta creando le condizioni per un addio a gennaio. Quasi un suicidio assistito.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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