Zarate:”Non ho fiducia in me stesso”

Zarate:”Non ho fiducia in me stesso”

– Autocritico, sincero, duro con se stesso: «Cosa mi manca? La fiducia in me stesso, dipende dai minuti e dalle partite che ancora non ho nelle gambe. Semplicemente mi manca giocare. Se avessi segnato in Europa direi altre parole, direi “ho fatto il mio lavoro”, cioè fare gol» . Un…

– Autocritico, sincero, duro con se stesso:  «Cosa mi manca? La fiducia in me stesso, dipende dai minuti e dalle partite che ancora non ho nelle gambe. Semplicemente mi manca giocare. Se avessi segnato in Europa direi altre parole, direi “ho fatto il mio lavoro”, cioè fare gol» . Un altro Zarate, più utile in campo, più umile fuori. Gli manca fiducia, l’ha persa, anche per questo fatica a ritrovarsi. Giovedì sera ha dato segnali incoraggianti, non può perdersi nuovamente. I compagni l’hanno abbracciato dopo l’assist fornito a Floccari, i tifosi l’hanno invocato:
«Non posso dire di aver giocato bene Se avessi segnato avrei fatto il mio Vinciamo il derby!» «L’affetto dei tifosi conta tantissimo. Dopo il primo anno sono rimasto perché avevo fatto bene e sentivo il calore della gente. Non me la sentivo di andare via, non sarei stato così bene da nessuna parte» . In pochi anni è cambiato tanto. Zarate è entrato in un tunnel, ne vuole uscire una volta per tutte:  «Il gruppo sta bene e si vede. La squadra ha molta fiducia in questo progetto, speriamo di prendere i tre punti nel derby» . Contro il Panathinaikos ha giocato per la squadra:  «Con Kozak e Floccari ci siamo trovati bene, io facevo il trequartista, loro giocavano più avanti. Libor ha fatto due bellissimi gol, Sergio ha realizzato il terzo, ci ha dato sicurezza» .

IL GIUDIZIO – Mauro si è giudicato senza sconti:  «La mia è stata una partita normale. Ho lavorato per la squadra, ma conosco le mie qualità e non posso dire di aver disputato una buona gara, mentirei a me stesso» . E’ da apprezzare il suo atteggiamento, sa che deve dare di più. Sta imparando a giocare per gli altri, la sua indole lo porta ad attaccare per segnare. Le bocciature di Petkovic l’hanno sensibilizzato, s’è confessato a Lazio Style Radio:  «Giocando più dietro sto lontano dall’area, ma cerco di fare comunque gol, di lavorare prima di tutto per la squadra e di fare la differenza con le giocate» . Ha chiesto un rigore, non gliel’hanno dato:  «Il rigore c’era, me l’ha detto pure Vitolo (il mediano del Panathinaikos, ndr)  . Ha fatto come Klose, ma lui non l’ha detto all’arbitro» . L’assist per Floccari è stato delizioso, una punizione al bacio:  «Ai ragazzi dico sempre dove cerco di mettere la palla, contro i greci il riferimento era sempre Ciani» . Zarate vivrà il derby dalla panchina, lui che nel 2009 lo decise con un gol da urlo:  «Come si vive l’attesa? Con un po’ di ansia. Il giorno prima è terribile, non vedi l’ora che l’arbitro fischi l’inizio. Quando fai il riscaldamento è bellissimo, c’è tutta la gente della Lazio. E quando vinci è ancora più bello» . Zarate papà premuroso, la piccola Mia cresce:  «Sta benissimo, è la mia principessa. Non so se la sua nascita mi abbia cambiato o meno, ora ti preoccupano più cose, prima neanche le consideravi. A cambiare i pannolini chi ci pensa? Mia moglie, ma anche io l’ho fatto. Certo, dopo che ha mangiato è dura…!» . Una risata, Zarate è più sereno.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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