Zauri indagato per riciclaggio

Zauri indagato per riciclaggio

Pare irresistibile l’attrazione tra il mondo del calcio e la Svizzera. O meglio, tra il denaro dei giocatori e i conti cifrati delle banche elvetiche. In attesa dell’imminente interrogatorio a Cremona del misterioso campione di serie A che avrebbe trasferito oltre confine i guadagni delle scommesse, la procura di Milano…

Pare irresistibile l’attrazione tra il mondo del calcio e la Svizzera. O meglio, tra il denaro dei giocatori e i conti cifrati delle banche elvetiche. In attesa dell’imminente interrogatorio a Cremona del misterioso campione di serie A che avrebbe trasferito oltre confine i guadagni delle scommesse, la procura di Milano iscrive nel registro degli indagati il terzino della Lazio Luciano Zauri. Reato ipotizzato: riciclaggio. Avrebbe incassato un milione di euro in nero e depositato il denaro presso un istituto svizzero.

L’operazione risalirebbe all’anno scorso, nell’ambito del suo passaggio da Genova a Roma. Zauri è in prestito alla Sampdoria, il 30 giugno 2011 scade l’accordo e il centrocampista torna alla Lazio dato che la società blucerchiata, retrocessa in serie B, non esercita il diritto di riscatto. Nel dicembre del 2011 spalma l’ingaggio e prolunga il suo contratto con la squadra di Claudio Lotito fino al 30 giugno 2013. Ma al momento del trasferimento avrebbe ricevuto il denaro oggetto del presunto riciclaggio, transitato negli Stati Uniti (dove è stata inoltrata una rogatoria ancora senza esito), versato in nero e che non sarebbe stato contabilizzato nei bilanci delle due squadre. Un problema per Zauri, ma anche una tegola per le società coinvolte sul cui ruolo nella vicenda sono al lavoro gli investigatori. Gli uomini della guardia di finanzia, coordinati dal pm Carlo Nocerino, stanno accertando la provenienza dei soldi, chi li abbia versati e se siano solo una parte di una cifra maggiore. In sostanza, vogliono verificare «la consapevolezza» dei vertici della Lazio e della Sampdoria sul tesoretto svizzero del giocatore. Non solo: intendono chiarire se fondi neri creati all’estero, nell’ambito cambio di squadra, siano andati solo a vantaggio di Zauri e di Tullio Tinti – indagato in concorso per riciclaggio e ai tempi procuratore del laziale – o anche di altri soggetti. L’ipotesi al vaglio, spiegano in procura, è la creazione da parte delle squadre di presunte provviste alle quali attingere per il pagamento di giocatori e ulteriori operazioni che in questo modo sfuggirebbero alla regolare contabilità dei bilanci.

Dopo il centrocampista Stefano Mauri finito nelle maglie dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse, la squadra di Lotito è di nuovo nella bufera. Zauri è stato ascoltato un anno fa dal pm Nocerino e sempre nel 2011 il magistrato ha trasmesso gli atti alla Figc. Il primo anello delle indagini è costituito dalle confessioni del commercialista svizzero Giovanni Guastalla che, secondo l’accusa, attraverso la sua società Doge avrebbe creato un vorticoso giro di false fatture grazie alle quali i suoi clienti (circa trecento le posizioni valutate in procura a Milano) hanno trasferito i soldi in Svizzera aggirando il fisco. Dal computer di Guastalla spuntò una lista di oltre duecento clienti, tutti denunciati per evasione fiscale, oltre a sei società calcistiche: il Catania, l’Udinese, l’Ascoli, il Cesena, l’Empoli e la Reggina, perquisite tra il 2009 e il 2010. Guastalla avrebbe indirizzato Zauri nel trasferimento di denaro in Svizzera, mentre Tullio Tinti, uno degli agenti più celebri d’Italia nella cui scuderia figurano Pazzini, Toni e Pirlo, avrebbe emesso false fatture per delle dubbie consulenze nel mondo del calcio al fine di spostare il denaro sul conto elvetico. La gdf ha inviato di recente tutto il materiale sulle presunte evasioni fiscali di alcune società anche alla giustizia sportiva per eventuali valutazioni.

fonte: Il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

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