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PRIMAVERA TIM CUP – Ordinaria vittoria, straordinaria gioia

PRIMAVERA TIM CUP – Ordinaria vittoria, straordinaria gioia

FIRENZE – In questo trofeo c’è il pianto di Serpieri di fronte alla squalifica, l’abbraccio degli aquilotti dopo ogni partita, l’educazione di Alberto Bollini e la calma di Simone Inzaghi che sfociano in una partita a senso unico. Un pareggio inaspettato con il Bari che mette a rischio il primo…

di redazionecittaceleste

FIRENZE – In questo trofeo c’è il pianto di Serpieri di fronte alla squalifica, l’abbraccio degli aquilotti dopo ogni partita, l’educazione di Alberto Bollini e la calma di Simone Inzaghi che sfociano in una partita a senso unico. Un pareggio inaspettato con il Bari che mette a rischio il primo posto, un cambio in panchina che si nota sensibilmente, un infortunio a Tounkara che proprio non ci voleva, ma che non ha fatto tanto male. Quanto è costata questa coppa Italia che vale la storia e porta la Lazio in cima al settore giovanile.

 

 

LA PARTITA – I primi minuti fanno pensar male. Atmosfera sfavorevole: tifosi viola in canto senza sosta e pressing feroce degli uomini di Leonardo Semplici che cercano di intimorire i padroni di casa biancocelesti. Ma per spaventare i ragazzi di Simone Inzaghi ci vuole ben altro e dopo cinque minuti, il primo errore toscano diventa fatale. Lombardi, in area, è tutto solo e colpire il pallone di testa è più facile di quanto sembra: Bertolacci già battuto. Ma è un lampo, poi gli equilibri si ristabiliscono e si ricomincia a fraseggiare a centrocampo fino al sedicesimo minuto che viene interrotto dal gol annullato a Mancini. Azione lunga e ripetuta dei padroni di casa che prendono in affitto l’area di Strakosha, ma tralasciano la norma del fuorigioco. Si va avanti fino al ventesimo e ci si impossessa del centrocampo con occasioni sia da una parte che dall’altra. Ma la difesa meno attenta è sempre quella di mister Semplici che per fermare l’avanza di Tounkara si dimentica del pallone che scivola fino ai piedi di Crecco che dopo qualche passo verso la porta insacca da vero e proprio bomber. Gli errori della retroguardia laziale sono di diversa fattura e quasi involontari: Filippini, fuori area, colpisce il pallone con il braccio ma l’arbitro vede male e assegna il rigore. E’ gol, ma i giocatori sono nell’area e va ripetuto. La concentrazione va via e Bangu regala una pallonata a Strakosha che ferma tutto con le mani. La Fiorentina prova a reagire in tutti i modi, ma la Lazio non vuole buttar via il vantaggio dell’andata e quello conquistato nei primi venti minuti. E ci riesce, ma si complica la vita nel finale di primo tempo. Punizione per la Viola, parata di Strakosha che non trattiene e gol fulmineo di Bangu che si riscatta del rigore mancato e manda tutti negli spogliatoi a distanze accorciate. Ma cambia poco: al rientro è ancora Lazio e ancora Minala che sugli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Murgia insacca prontamente con un colpo di testa. Una corsa verso la panchina che ammutolisce tutti per abbracciare lo staff che glie è sempre stato vicino. Il resto potrebbe essere ordinaria amministrazione, ma la difesa toscana è chiaramente nel pallone e, durante la gestione di palla, non vede lo scatto di Crecco che ruba la sfera per insaccarla ancora. Bertolacci impietrito rimane seduto a terra. L’ultimo gol della Fiorentina, del solito Bangu, è solo un modo per ringraziare i tifosi toscani che hanno fatto sentire i propri ragazzi come in una finale di Champions League. 

C’è anche questo in quel trofeo che viaggia già in pullman: un Bertolacci seduto sulla linea della porta con la testa tra le gambe e il quarto pallone dietro la schiena. La rete che si muove ancora, l’urlo di gioa di Crecco e Lombardi e la pazzia di Minala che ha chiuso nel cassetto tutti i cori ironici dei tifosi avversari. Next stop Formello.

Cittaceleste.it

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