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Domenica, 30 Dicembre 2012 14:57

MERCATO - Pedullà:' Rocchi viaggia verso..'

ROMA- Il matrimonio tra Tommaso Rocchi e la Lazio dovrebbe essere giunto al capolinea. Uno dei primi acquisti dell' era Lotito è destinato a lasciare la Lazio per accasarsi all' Inter di Stramaccioni che lo avrebbe scelto come vice-Milito.





Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà sul suo sito alfredopedulla.globalist.it, l' affare dovrebbe essere concluso a meno di clamorosi dietrofront da parte di Claudio Lotito, che potrebbe cambiare le carte in tavola. Il giocatore potrebbe essere presentato già mercoledì, alla riapertura del mercato. 300000 euro il costo dell' operazione " Tommaso Rocchi- afferma Pedullà- viaggia spedito verso l' Inter, dove gli sarà chiesto di dare il massimo fino a Giugno. Ci sarebbero solo alcuni dettagli da sistemare con il presidente della Lazio, Claudio Lotito." Tomasso Rocchi, un bomber veneziano, capace di mettere a segno 105 gol con la casacca biancoceleste, entrando nell' Olimpo dei bomber della storia biancoceleste.

 

Federico Terenzi - cittaceleste.it

Pubblicato in La Squadra
Giovedì, 08 Novembre 2012 13:00

Lazio-Roma: arbitra Rocchi

Dal sito ufficiale della S.S. Lazio, è stata divulgata la "sestina" arbitrale.

Lazio-Roma, in programma domenica 11 novembre allo Stadio Olimpico alle ore 15:00, sarà diretta da Gianluca Rocchi (sez. Firenze);

 

Assistenti: Padovan, Tonolini;

 

IV Uomo: De Luca;

ADD1: Mazzoleni;

ADD2: De Marco.

 

Cittaceleste.it

Pubblicato in La Squadra
Sabato, 20 Ottobre 2012 07:58

Con Gonzalez la Lazio tipo

Ha avuto poco tempo per preparare questa partita, ha rivisto solo ieri Gonzalez e ha potuto lavorare con la squadra (quasi) al completo, ma Petkovic riuscirà lo stesso a presentare di fronte al Milan la Lazio-tipo di questo avvio di stagione. Gli ultimi dubbi, relativi alle condizioni e alla stanchezza dell’uruguaiano, sono caduti ancora prima che la squadra scendesse in campo per la rifinitura. Il tecnico di Sarajevo ha chiarito subito che non rinuncerà a Gonzalez, rientrato giovedì a Roma dalla trasferta a La Paz, in Bolivia, con la Celeste. Il cursore uruguaiano è indispensabile: per caratteristiche, con il suo passo rapido e il suo dinamismo, completa un reparto ricco di trequartisti e con Ledesma a organizzare la manovra davanti alla difesa.

ASSETTO - La Lazio si muoverà con il consueto modulo: 4-1-4-1. Davanti a Marchetti, agirà il tandem centrale formato da Biava e Dias. Petkovic potrà contare su Konko (uscito a Pescara a mezzora dalla fine per le noie al polpaccio) e Lulic, rientrato dagli impegni con la nazionale. Il bosniaco si muoverà ancora sulla linea dei difensori. In panchina Petkovic porterà Scaloni, Zauri e Cavanda, che ieri ha lavorato in palestra. Niente convocazione per Radu, che ha partecipato alle prove tattiche. Sta bene e ha bisogno di allenarsi per ritrovare la condizione. Era ancora presto per portarlo in panchina, così non è entrato in lista. Stesso discorso per Stankevicius: il lituano ieri ha svolto un allenamento differenziato. E’ tornato dalla Bosnia con una forma di gastroenterite. Come difensore centrale, troverà posto in panchina il francese Ciani. Diakitè è appena tornato a lavorare nel gruppo e, come previsto, non è stato convocato.

CENTROCAMPO - Davanti alla difesa agirà Ledesma. Petkovic confermerà la linea dei quattro incursori: Candreva a destra, Mauri a sinistra. Hernanes e Gonzalez a completare il reparto, Klose a guidare l’attacco. Le alternative per il centrocampo saranno l’albanese Cana e Brocchi, che torna a rivedere il campo dopo sei mesi di assenza. L’ex rossonero è pronto, gli manca soltanto il ritmo partita, ma può riprendere a giocare. E chissà che Petkovic, in una serata di grandi stimoli, non gli conceda l’ultima frazione di partita per dare il cambio a Gonzalez. Spicca la mancanza di Onazi, escluso per scelta tecnica. E’ giovane e continuerà a crescere. La decisione di Petkovic fa pensare che abbia già visto Brocchi pronto per entrare in corsa. E che non abbia ritenuto di penalizzare gli attaccanti. In panchina ne porterà quattro: Floccari, Kozak, il capitano Rocchi (ancora in attesa di esordio stagionale) e Zarate, che non era stato convocato a Pescara prima della sosta del campionato.

EDERSON - Manca anche il brasiliano ed è la notizia di giornata. L’ex Lione si è allenato in palestra: ha accusato nuovi fastidi agli adduttore della coscia sinistra. Non è al top e Petkovic ha preferito esentarlo. E tutto da verificare che il brasiliano possa giocare ad Atene giovedì in Europa League. Bisognerebbe guarire una volta per tutte. Ederson si era fatto male con il Maribor e aveva saltato Pescara. Da una settimana era tornato ad allenarsi con intensità, ma ha retto pochi giorni.

TERZO TEMPO - Cresce l’attesa per la partitissima con il Milan. Esaurita solo la Curva Nord, si trovano ancora tagliandi per i Distinti. Venduti (a ieri sera) 26 mila biglietti. Tredicimila sono gli abbonati. La Lazio spera di raggiungere quota 45 mila spettatori. Alle 16, nei pressi della Farnesina, scatterà il terzo tempo voluto dai tifosi biancocelesti. Gustoso antipasto di avvicinamento alla partita.

CdS

 

Simone Davide

Pubblicato in Rassegna Stampa
Mercoledì, 17 Ottobre 2012 07:52

Petkovic credici

C’è da credergli se dice: «Juventus-Napoli? Non la vedrò, avrò altro a cui pensare». Come dar torto a Claudio Lotito: c’è Lazio-Milan, sabato sera. E mai da quando è presidente della Lazio si è avvicinato a un big match con la sensazione — suffragata dai fatti — di essere favorito. Mai dal 2004 a oggi i biancocelesti hanno affrontato Milan, Inter o Juventus con un pronostico favorevole. Vittorie ne sono arrivate, non ultimo proprio quel 2-0 ai rossoneri del febbraio scorso firmato da Hernanes e Rocchi. Ma stavolta è l’approccio che cambia.

Squilibrio record 
È una partita verità, questa. È la controprova per una Lazio che ha fallito il primo scontro diretto della stagione, contro il Napoli. Adesso il Milan arriva al momento giusto — dopo una sosta che ha consentito a Petkovic di svuotare l’infermeria — e nella maniera giusta, con un altro big match in calendario (Juventus-Napoli) e dunque la possibilità, vincendo, di avvicinare in classifica almeno uno dei primi due posti. E allora conviene rimettere l’orologio, segnare in rosso la data sul calendario se già non l’avete fatto. Perché per trovare una sfida con il Milan vissuta con tanta superiorità di classifica — oggi sono 8 i punti di vantaggio di Petkovic su Allegri — bisogna tornare indietro di oltre 11 anni, fino all’1 aprile 2001: quel giorno la Lazio affrontò il Milan presentandosi a +13, poi uscendo sconfitta da San Siro (1-0, gol di Boban). Era il girone di ritorno, quello. E allora il +8 di oggi, dopo sole 7 giornate di campionato, è ancor più significativo. Basti questo dato a confermarlo: mai nell’era dei tre punti in un girone d’andata Lazio-Milan è stata una partita così squilibrata, con un vantaggio così netto da parte biancoceleste in classifica.

No al braccino 
È il manifesto della gestione Lotito, capitolo importante della sua storia laziale, simbolo di una crescita se non costante quantomeno ormai acclarata. Così lontana, questa partita, dalla vittoria per 2-0 dell’1 febbraio scorso, con una contestazione aperta per un mercato non soddisfacente, il misterioso forfeit di Klose e le voci di dimissioni di Edy Reja. Oggi al comando c’è Petkovic: forse neppure lui sognava di arrivare così bene a questo match. Invece ora gli tocca fare lo psicologo. Si è detto anche altre volte: Hernanes e compagni sbagliano troppo spesso il match della verità, Napoli è solo l’ultimo esempio di un elenco ricchissimo nelle ultime stagioni. E allora ecco Lazio-Milan, il miglior Lazio-Milan possibile per tentare il decollo definitivo. «Non voglio più vedere questi alti e bassi nelle prestazioni, anche nel corso della stessa partita», disse il tecnico ai giocatori dopo il k.o. di Napoli. Concetto ripetuto anche questa settimana. L’occasione è d’oro, non può volare via.

gazzetta dello sport

Simone Davide

Pubblicato in Rassegna Stampa
Mercoledì, 17 Ottobre 2012 07:52

Petkovic credici

C’è da credergli se dice: «Juventus-Napoli? Non la vedrò, avrò altro a cui pensare». Come dar torto a Claudio Lotito: c’è Lazio-Milan, sabato sera. E mai da quando è presidente della Lazio si è avvicinato a un big match con la sensazione — suffragata dai fatti — di essere favorito. Mai dal 2004 a oggi i biancocelesti hanno affrontato Milan, Inter o Juventus con un pronostico favorevole. Vittorie ne sono arrivate, non ultimo proprio quel 2-0 ai rossoneri del febbraio scorso firmato da Hernanes e Rocchi. Ma stavolta è l’approccio che cambia.

Squilibrio record 
È una partita verità, questa. È la controprova per una Lazio che ha fallito il primo scontro diretto della stagione, contro il Napoli. Adesso il Milan arriva al momento giusto — dopo una sosta che ha consentito a Petkovic di svuotare l’infermeria — e nella maniera giusta, con un altro big match in calendario (Juventus-Napoli) e dunque la possibilità, vincendo, di avvicinare in classifica almeno uno dei primi due posti. E allora conviene rimettere l’orologio, segnare in rosso la data sul calendario se già non l’avete fatto. Perché per trovare una sfida con il Milan vissuta con tanta superiorità di classifica — oggi sono 8 i punti di vantaggio di Petkovic su Allegri — bisogna tornare indietro di oltre 11 anni, fino all’1 aprile 2001: quel giorno la Lazio affrontò il Milan presentandosi a +13, poi uscendo sconfitta da San Siro (1-0, gol di Boban). Era il girone di ritorno, quello. E allora il +8 di oggi, dopo sole 7 giornate di campionato, è ancor più significativo. Basti questo dato a confermarlo: mai nell’era dei tre punti in un girone d’andata Lazio-Milan è stata una partita così squilibrata, con un vantaggio così netto da parte biancoceleste in classifica.

No al braccino 
È il manifesto della gestione Lotito, capitolo importante della sua storia laziale, simbolo di una crescita se non costante quantomeno ormai acclarata. Così lontana, questa partita, dalla vittoria per 2-0 dell’1 febbraio scorso, con una contestazione aperta per un mercato non soddisfacente, il misterioso forfeit di Klose e le voci di dimissioni di Edy Reja. Oggi al comando c’è Petkovic: forse neppure lui sognava di arrivare così bene a questo match. Invece ora gli tocca fare lo psicologo. Si è detto anche altre volte: Hernanes e compagni sbagliano troppo spesso il match della verità, Napoli è solo l’ultimo esempio di un elenco ricchissimo nelle ultime stagioni. E allora ecco Lazio-Milan, il miglior Lazio-Milan possibile per tentare il decollo definitivo. «Non voglio più vedere questi alti e bassi nelle prestazioni, anche nel corso della stessa partita», disse il tecnico ai giocatori dopo il k.o. di Napoli. Concetto ripetuto anche questa settimana. L’occasione è d’oro, non può volare via.

gazzetta dello sport

Simone Davide

Pubblicato in Rassegna Stampa
Giovedì, 11 Ottobre 2012 07:50

Prove di difesa a tre

Vladimir Petkovic guarda avanti e sogna anche una Lazio camaleontica. E’ soddisfatto del gioco e del modulo, trovato quasi per caso, che stanno garantendo buoni risultati. Ma, approfittando della sosta per gli impegni delle nazionali, l’allenatore svizzero, nell’amichevole contro il Civitavecchia, ha provato altre soluzioni tattiche. Partendo dalla difesa a tre, composta da Biava, Ciani e Dias. Non è che Petkovic abbia intenzione di cambiare assetto contro il Milan, meglio insistere sulle certezze, ma ha voluto effettuare un esperimento che potrebbe tornare utile in futuro. Magari in alcune partite particolari, quando mancheranno dei titolari, magari anche nel corso delle stesse partite, quando ci sarà bisogno di cambiare qualcosa. Non dimentichiamo che, nella sua carriera, il tecnico, ha praticato molto spesso il modulo con la difesa a tre, quindi ne consoce bene movimenti, pregi e difetti.


Contro il Civitavecchia, amichevole terminata 6-2 (Floccari 2, Ledesma, Scaloni, Mauri e Rocchi i marcatori) l’esperimento non ha dato grandi risultati dal momento che la squadra avversaria, che milita in serie D, ha comunque segnato 2 reti. Sulla fascia destra è stato schierato Scaloni, su quella sinistra Zauri. Due ruoli che, nella normalità, saranno occupati da Konko e Lulic. Ad ogni modo, è stata comunque l’occasione per rivedere in campo anche Brocchi, ormai ristabilitosi dal grave infortunio e pronto a tornare in pista forse già dalla prossima giornata. Ma, soprattutto, l’incontro di Formello, ha rappresentato una buona opportunità di prova di un modulo al quale Petkovic - come ha confermato sabato scorso - non ha comunque rinunciato del tutto. Ora che ha trovato la formula vincente e che la situazione sta funzionando molto bene, con il 4-1-4-1, continuerà su questa strada però, una formazione di spessore e ambiziosa come la Lazio, non potrà restare ancorata a una soluzione tattica soltanto. Perciò serviranno delle alternative importanti.


La Lazio, all’occorrenza, dovrà quindi essere in grado di cambiare pelle e i calciatori dovranno abituarsi a lavorare su spartiti tattici diversi. Questo è un concetto che l’allenatore di Sarajevo ha spesso ripetuto alla squadra, sin dai giorni del ritiro estivo. Alternative che sono possibili considerando il valore della panchina, che annovera elementi di qualità in grado di ben figurare. Lo schieramento con la difesa a tre consentirà al tecnico biancoceleste, quando diventerà necessario, di poter schierare un attacco a due punte e di scegliere svariate soluzioni tecniche nella composizione del centrocampo, soprattutto per quanto concerne gli esterni.


Non predilige il 4-4-2 e l’unica volta che ha optato per questo modulo, contro il Genoa, la Lazio ha perso in casa. Perciò l’unica vera variante al modulo attuale è quella che ha provato ieri pomeriggio e che resta l’idea di base della sua filosofia calcistica. L’esperimento tattico proseguirà almeno fino alla settimana prossima quando Petkovic comincerà a preparare la grande sfida con il Milan, che si giocherà sabato 20 all’Olimpico. Un appuntamento fondamentale per la classifica, considerato lo scontro diretto tra le capolista del campionato, Juventus e Napoli

il messaggero

Simone Davide

Pubblicato in Rassegna Stampa
Mercoledì, 19 Settembre 2012 11:33

VIDEO - Tanti auguri a Tommaso Rocchi !

AGGIORNAMENTO ORE 14.00 - Grazie a tutti i tifosi, il loro affetto è molto importante, fondamentale per me." Così Tommaso Rocchi, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio in occasione del suo compleanno; "Mi sarebbe piaciuto essere con gli altri a Londra, tiferò comunque per loro guardandoli in televisione. Sarà una partita difficile, ma credo che la squadra possa fare bene, contro chiunque. Tutti devono dare il massimo, come sanno. Il Tottenham ha buonissime individualità, Bale ad esempio è uno di quelli che può metterti in difficoltà. Petkovic? Ha cambiato la nostra mentalità. Adesso cerchiamo sempre di imporre il nostro gioco, l'obiettivo principale rimane sempre e comunque la vittoria finale della partita. Zarate? E' un giocatore di qualità, importante per noi perché ha delle caratteristiche che possono servire a tutto il collettivo. Ora ha poco spazio come ce l’ho io, deve però continuare ad allenarsi  per cercare di sfruttare le occasioni che sicuramente gli capiteranno in futuro" ha concluso.


Tommaso Rocchi, attaccante e capitano biancoceleste, nato a Venezia il 19 settembre del 1977, oggi spegne 35 candeline. La redazione di Cittaceleste si unisce agli auguri inviati attraverso il sito ufficiale della Lazio a Tommasino, dal Presidente, dalla Società, dallo staff e da tutti i tifosi!

 

R.M. - Cittaceleste.it

Pubblicato in La Squadra
Giovedì, 13 Settembre 2012 07:49

Zarate, in arrivo la grande chance

Occasione Zarate. Petkovic sta pensando di dare una grande opportunità a Maurito. Contro il Chievo l’attaccante argentino potrebbe avere la chance di partire titolare e dimostrare a chi lo critica che può tornare ad essere un giocatore importante per la Lazio. Il Bentegodi è un terreno favorevole a Zarate, nel 2010 segnò la rete che consentì alla Lazio di vincere 1-0. Fino adesso, l’attaccante argentino è stato sempre convocato, ma sia contro l’Atalanta che con il Palermo è rimasto in panchina durante tutta la durata delle partite. Le uniche due presenze stagionali sono state in Europa League nei play-off contro il Mura, una da titolare nella sfida di ritorno, dove tra l’altro ha anche segnato.
Il tecnico croato non ha ancora deciso se impiegarlo o meno, ma l’idea è in piedi, anche se è un rischio cambiare in un momento così favorevole viste le due vittorie consecutive. Ma l’allenatore appare orientato a correrlo, considerato che da domenica prossima al 7 ottobre, la formazione biancoceleste giocherà una volta ogni tre giorni. Nella testa del tecnico il turnover non dovrà essere solo una necessità, ma soprattutto un’arma.
Nel modulo tattico ad una punta che sta adottando la Lazio, non è tuttavia facile collocare un calciatore offensivo come Maurito. Ieri nell’amichevole a Formello con il Sulmona (vinta 12-0 con la tripletta di Ederson e le doppiette di Rocchi e Zarate), Petko l’ha schierato esterno sinistro, poco dietro all’unico attaccante. È la posizione che nelle prime due giornate di campionato ha occupato Mauri e non è sicuramente un ruolo facile da ricoprire per l’argentino perché i due calciatori hanno caratteristiche diverse. Il capitano della Lazio garantisce qualità in fase offensiva, ma anche parecchia sostanza in quella difensiva. Nelle partite con Atalanta e Palermo, Mauri ha fatto avanti e indietro sul campo, lottando su ogni pallone e allo stesso tempo cercando di ispirare la manovra d’attacco e con ottimi risultati. È suo l’assist per il gol di Hernanes a Bergamo e parte da lui l’azione del primo gol al Palermo. Sulle due corsie esterne, inoltre, il lavoro dei due cursori, in questo caso Mauri e Candreva, è di grandissimo sacrificio. Per Zarate non sarà dunque semplice giocare in questa maniera. Petko conosce le doti dell’argentino e probabilmente se deciderà di affidarsi a lui, chiederà a Maurito un gioco simile, ma non proprio identico a quello che fanno Mauri e Candreva.


Nel test di ieri pomeriggio, l’argentino, inserito dal tencico proprio in quella posizione, con Mauri centrale al posto di Gonzalez, ha intuito che davanti ha una grande possibilità e ha provato a sfruttarla. Zarate, che prima dell’amichevole ha parlato con Petko, si è messo a disposizione e si è mosso in campo come doveva fare: pressing continuo, parecchi rientri in fase difensiva, ma allo stesso tempo è stato pungente in zona d’attacco. I suoi continui inserimenti, altra dote di Mauri, hanno fruttato due gol e un paio di assist. Insomma, da come si è mosso in campo l’esame sembra essere stato superato. D’altronde, se Maurito non si sacrifica e si mette a disposizione della squadra, difficilmente avrà l’occasione di mettersi in mostra, dare una mano alla Lazio e soprattutto tornare il giocatore di tre anni fa.

fonte: il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

Pubblicato in Rassegna Stampa
Mercoledì, 12 Settembre 2012 08:00

4 sfidanti per Kaiser Klose!

Benedetto turnover. In attacco si può, perché Petkovic ha solo l’imbarazzo della scelta. E considerando la differenza di categoria la Lazio farebbe bene a preservare Miroslav Klose. L’esperienza del passato deve insegnare molto: Reja, senza tante alternative, gli tirò il collo sino a perderlo per uno stiramento, a metà marzo. Klose ha iniziato ad allenarsi il primo agosto e il giorno di Ferragosto era già in campo con la
Germania per sfidare l’Argentina di Messi. Dopo le prime due giornate di campionato, ha giocato altre due partite con la nazionale. Ieri sera era in campo a Vienna, oggi rientrerà a Formello. Petkovic deve ancora decidere se risparmiarlo a Verona (almeno inizialmente) oppure a Londra con il Tottenham, dove tutti però ci tengono a far bella figura e sarebbe il caso di presentarsi con la formazione migliore. Ci sono quattro attaccanti di livello, non mezze figure, dietro a Klose. E tutti hanno lavorato con intensità a Formello durante la sosta. Scalpitano per convincere Petkovic e ottenere una chance. Floccari e Kozak sono le alternative di ruolo, anche Zarate può giocare prima punta, Rocchi è il capitano, un maestro nel gioco in profondità e spesso in passato ha fatto male al Chievo. E poi non fa parte della lista Uefa. Un motivo in più per sperare. Una corsa a quattro per dare respiro al Kaiser della Lazio. Subito oppure a Londra?

Floccari: Petkovic lo stima, avrà la sua chance
Petkovic lo stima, non ci sono dubbi e per quasi tutta l’estate lo ha impiegato e considerato la prima alternativa a Klose. Titolare a Smirne con il Galatasaray, in campo per sostituire il tedesco nellultima mezzora dell’amichevole con il Getafe, prima e unica punta di ruolo il 16 agosto con il Malmoe. Floccari s’è ritrovato fuori e non convocato per il ritorno di Europa League, sfruttato da Kozak con una doppietta, perché era ormai definito il suo trasferimento al Bologna. Lo aspettavano per le visite mediche. Disse no, convinto di giocarsi le sue chances in biancoceleste e colpendo con le sue parole la società per l’attaccamento dimostrato. Sergio Floccari ha perso, negli ultimi giorni di agosto, qualche altra posizione, ma non si è rassegnato e ha continuato a lavorare con l’obiettivo di tornare presto protagonista. Come prima punta, è il più adatto per dialogare con i centrocampisti d’inserimento della Lazio. Petkovic, però, lo ha utilizzato anche da seconda punta di movimento: ne apprezza il dinamismo, la tecnica, la capacità di inserirsi svariando anche sull’out sinistro. Nella doppia trasferta tra Verona e Londra, il calabrese è pronto a sfruttare l’occasione.

Kozak: Doveva andare via, ora è una risorsa in più
S’è ripreso la Lazio di prepotenza la sera del 30 agosto, scaraventando nella rete del Mura due gol e tutta la sua rabbia. Libor Kozak voleva andare a giocare e non mancavano le richieste alla società biancoceleste. Era convinto di prenderlo in prestito il Siena. Quella doppietta in Europa League ha forse cambiato destino e stagione del centravanti ceco, che sino all’inizio di agosto aveva digerito a fatica i carichi pesanti di lavoro e la nuova preparazione di Petkovic. S’è sbloccato dopo Ferragosto, realizzando con una capocciata il gol decisivo nell’amichevole con il Malmoe, al minuto 93′. E si è ripetuto con il Mura, di fatto scavalcando Floccari nella concorrenza come alternativa a Klose. Il chiarimento con società e tecnico nella notte del 30 agosto. E poi l’ingresso in campo, anche solo per l’ultimo quarto dora più recupero, nel finale della partita con il Palermo al posto del tedesco. Piccolo indizio, ma pur sempre significativo, visto che Floccari, Rocchi e Zarate sono rimasti in panchina. Ora Libor lavora e si allena per mantenere quel filo di vantaggio sugli altri: questa è la stagione decisiva per capire il suo spessore. Sta crescendo in casa, senza essere andato fuori a giocare. Percorso più complicato.

Zarate: E’ in forma e aspetta l’occasione giusta
Non ha intenzione di interrompere la rincorsa avviata all’inizio dell’estate. Mauro Zarate si vuole riprendere la Lazio e aspetta l’occasione giusta. Da due mesi lavora con l’obiettivo di rispondere soltanto sul campo, facendosi apprezzare per le qualità tecniche e lo spirito di sacrificio in allenamento. Nello spogliatoio sinora si è riproposto con gli atteggiamenti giusti, in punta di p

edi. Petkovic lo stima, non ci sono mai stati problemi (come ha ribadito Mauro via Twitter) e lo tiene sulla corda, sullo stesso piano degli altri campioni che popolano l’organico. Con il 4-4-2 ci sarebbe posto per due punte, il modulo attuale penalizza tutti gli attaccanti, ma la possibile svolta (futura) verso il 3-5-2 potrebbe favorire l’argentino e non solo. Petkovic chiede pressing e attenzione alla fase difensiva a tutti i suoi giocatori, compreso Klose. E Zarate, quando tornerà in campo, non dovrà fare eccezione. Dal punto di vista fisico sta benissimo, come forse era stato soltanto nella sua prima stagione alla Lazio. Il suo obiettivo è tornare su quei livelli di rendimento. La società biancoceleste lo aspetta. Presto nei prossimi giorni Zarate tornerà in conferenza-stampa. Per parlare. E per raccontare la sua voglia di Lazio.

Rocchi: Parte dietro, lavora per stupire ancora
Parte in quinta fila, ma può ancora tornare a essere il primo. Tommaso Rocchi è il capitano, la storia della Lazio degli ultimi otto anni, un romanzo scandito da 105 gol con la maglia biancoceleste. Gliene è mancato uno, forse il più importante, con il Siena nel campionato scorso: si fece male dopo venti minuti, aveva il gol in canna, la Lazio di Reja pareggiò e perse due punti pesantissimi nella volata al terzo posto e ai preliminari di Champions. Forse sarebbe cambiata anche la storia di Tommy, che l’ultimo gol lo ha segnato al Milan il primo febbraio scorso, firmando il raddoppio dopo il guizzo di Hernanes. Una partita pazzesca prima di arrendersi, appena quattro giorni dopo, ad uno stiramento sul campo di Marassi. Maledetto infortunio, capace di pregiudicare il suo finale di stagione. Nell’ultima settimana di agosto, Rocchi è tornato in bilico, non considerato più incedibile dalla società. Zarate, Floccari e Kozak sono rimasti alla Lazio. Tommaso ha detto no a Inter e Udinese, scartando anche l’ipotesi della Fiorentina nelle ultime ore di trattative. Petkovic lo ha escluso dalla lista Uefa. Scelta dura da digerire. Avrà solo campionato e Coppa Italia per provare a giocare. Ma il capitano amava troppo questa maglia per andare via così.

fonte: CdS

Simone Davide-Cittaceleste.it

Pubblicato in La Squadra
Martedì, 11 Settembre 2012 07:50

Lotito: "Petkovic la scelta giusta"

ROMA - E’ una Lazio grandi firme come forse non era mai capitato nella gestione Lotito. Klose è il leader, Hernanes il Profeta, Ledesma il simbolo della vecchia guardia, Lulic l’esterno sorpresa del campionato passato e già proiettato verso una dimensione da top player, senza trascurare Marchetti a caccia del ritorno in nazionale, il talento di Candreva, la sostanza di Mauri, e ancora devono debuttare Ederson, campione del mondo con il Brasile Under 17, e il francese Ciani, ex Bordeaux, l’ultimo acquisto.Lotito: «Sapevo che era il tecnico giusto, ora dipende dalla squadra» Basta alzare lo sguardo verso la panchina per scoprire come in attesa ci siano Mauro Zarate (il giocatore più pagato dell’era Lotito) e il capitano Rocchi, ma anche Floccari e Kozak, ricercati da mezza serie A e l’emergente Onazi, il centrocampista nigeriano che sarà bene blindare in fretta prima che i grandi club inglesi gli piombino sopra. 

CONFERME - E’ partita bene la stagione, Petkovic ha bucato la diffidenza che l’aveva circondato al suo arrivo e dopo le prime amichevoli. Quattro vittorie in altrettante partite ufficiali, la Lazio in testa alla classifica, l’entusiasmo ritrovato dei tifosi. Lotito, che ieri ha portato staff e squadra al ristorante Vladimiro vicino a via Veneto, era in gran forma. E ha sottolineato la ricchezza dell’organico, allontanando l’idea di un mercato fiacco in entrata e non in linea con le aspettative. «Sento dire in giro che non abbiamo fatto acquisti, ma penso il contrario. La Lazio ha stracomprato, perché non ha venduto i giocatori più importanti nonostante siano arrivate offerte importanti» . Ha bloccato Floccari e Kozak, ha respinto le sirene per Hernanes, non ha svenduto Zarate. Lotito e il ds Tare credono fortemente in questo gruppo. «Ci sono giocatori fondamentali che sono rimasti per far sì che il potenziale della squadra rimanesse alto. Abbiamo inserito figure mirate in ottica dell’accrescimento dei reparti. Non lasciamo niente al caso» ha aggiunto il presidente, riferendosi agli acquisti di Ederson e Ciani.

ESPERIENZA - E’ fondamentale, però, che la Lazio conservi lo spirito e l’atteggiamento «Abbiamo fatto tesoro del passato e l’organico è adatto per misurarsi su tre fronti. Inizio promettente ma ora dovremo confermarci»</div>dimostrato in questo inizio di stagione.  «Le qualità dei singoli sono importanti, ma parlo di spirito di gruppo che è fondamentale per ottenere risultati e approcciare nel modo migliore le partite» . Per due anni di fila la Champions è sfumata all’ultima giornata di campionato e lasciando rimpianti enormi. Chissà che la Lazio non riesca a centrare l’impresa a maggio 2013. L’esperienza maturata con Reja è servita per crescere, per creare un gruppo solido. Lotito ha mantenuto una rosa allargata con l’obiettivo di lottare su tre fronti e provare ad arrivare in fondo.  «Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza pregressa, l’organico è adatto per affrontare le tre competizioni. L’inizio è stato promettente, ma ora bisogna mantenere questo profilo, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi»

PROFILO -  Lotito non s’è sbilanciato, sarà una stagione lunga e impegnativa, le prime prove stressanti sono in arrivo. Si comincerà dalle trasferte di Verona e Londra per arrivare al confronto diretto con il Napoli di mercoledì 26 settembre. Il calcio di Petkovic sta cominciando a convincere. S’è creato entusiasmo intorno al tecnico di Sarajevo, che Lotito e il ds Tare avevano individuato a metà maggio. Profilo tecnico e morale adeguato per allenare la Lazio, restituire sprint e gioco brillante alla squadra, la necessità di sostenerlo perché sconosciuto alla piazza e al grande pubblico. Lotito ha rivendicato la fondatezza della scelta.  «Petkovic è bravo e so com’è perché l’ho scelto io. L’ho conosciuto come persona e come tecnico, ho già spiegato i motivi per cui gli è stata affidata la Lazio. Adesso potete dire voi se corrisponde o meno al profilo che tracciai all’epoca in cui è stato ingaggiato. L’ho scelto nella convinzione che fosse l’uomo giusto. Mi auguro sempre di avere una squadra compatta, unita, pronta a sacrificarsi come sta facendo adesso»

fonte: CdS

Simone Davide-Cittaceleste.it

Pubblicato in Rassegna Stampa
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