A BOTTA CALDA – Un artiglio di Lazio rimane comunque aggrappato a questa Coppa

A BOTTA CALDA – Un artiglio di Lazio rimane comunque aggrappato a questa Coppa

ROMA – Questione di Filip… E di sfiga. Radu (a sorpresa, il migliore) illude, Chiellini pareggia, Djordjevic non chiude. Incredibile il gol divorato a tu per tu con Storari, mentre la Nord canta “Ce l’abbiamo solo noi Miro-Klose-gol”, appena uscito. Poi nei supplementari il serbo scatena un siluro dalla distanza:…

ROMA – Questione di Filip… E di sfiga. Radu (a sorpresa, il migliore) illude, Chiellini pareggia, Djordjevic non chiude. Incredibile il gol divorato a tu per tu con Storari, mentre la Nord canta “Ce l’abbiamo solo noi Miro-Klose-gol”, appena uscito. Poi nei supplementari il serbo scatena un siluro dalla distanza: doppio palo. C’è ancora l’odore dei legni, anzi una terribile puzza di finale bruciata da un destino beffardo. Matri mia, ancora lui “castiga” (bestia nera, guarda caso come Chiellini, ora a 5 reti) la Lazio al 97′. Nonostante gli stoici de Vrij e Gentiletti s’immolino a murarlo, si scioglie la manona di Berisha per terra. Tutti giù, ma anche un po’ su. Perché un artiglio dell’aquila (coreografia della Nord) rimane comunque appeso a questa Tim Cup. Juve graffiata, forse come mai le era successo in Italia quest’anno, sommersa da 30mila bandierine biancocelesti. Sconvolta da un cuore grande così. Questo è il battito laziale, batte come non ce n’è. Solo un tiro micidiale porta questa Coppa via con sé.

 

 

SECRET…TOP – Che peccato, applausi per Pioli. Per il coraggio dell’intelligenza alla sua prima finale in carriera. Forse mai la Juve s’era incartata così, guardandosi allo specchio. Il “segretissimo” 3-4-2-1 biancoceleste ingabbia la manovra e le ripartenze bianconere. Così è molto più pericolosa la Lazio quando si lancia in contropiede con Felipe (sciupone e discontinuo) e Candreva. Peccato che il nuovo modulo disorienti Miro. Fa Klose non da Klose: tacchi, dribbling di troppo, la cosa sbagliata all’assist giusto di Anderson. Come quel piattone di Cataldi, talvolta eccessivamente emotivo in campo. Meglio Parolo al tiro: una volée scalfisce il palo e fa tremare Storari. A proposito di portieri: complimenti comunque a Berisha, il più utilizzato in questa Coppa. Scorre un brivido quando Etrit rinvia sullo stinco di Tevez, ma poi l’albanese è provvidenziale su un’uscita di testa a valanga sul forte Apache. Rimane la macchia sul piattone velenoso di Matri. Resta l’amaro in bocca, ma è comunque dolce – dopo una partita eroica così – naufragare in questo mar. Lunedì sarà un’altra alba… Canta Chiara: «Questo viaggio avrà un finale straordinario, se viaggi con me». Ovunque e per sempre Lazio. Ma speriamo in Champions.

Cittaceleste.it

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