A questa Lazio serve il gioco sulle ali…

A questa Lazio serve il gioco sulle ali…

ROMA – Portano tutti palla i centrocampisti e gli esterni della Lazio, vanno incontro a Ledesma oppure alla linea difensiva, non creano profondità, non attaccano gli spazi. E’ questo il difetto principale individuato da Reja. Ha sistemato la fase difensiva, deve restituire una manovra offensiva alla squadra biancoceleste, stravolta da…

ROMA – Portano tutti palla i centrocampisti e gli esterni della Lazio, vanno incontro a Ledesma oppure alla linea difensiva, non creano profondità, non attaccano gli spazi. E’ questo il difetto principale individuato da Reja. Ha sistemato la fase difensiva, deve restituire una manovra offensiva alla squadra biancoceleste, stravolta da una crisi che l’aveva condotta quasi in fondo alla classifica e che in tutto il 2013 aveva prodotto una sola vittoria in 19 trasferte di campionato. Il friulano, che aveva piegato l’Inter al debutto di lunedì sera, non è riuscito a passare al Dall’Ara. Ha iniziato la partita con Candreva e Felipe Anderson sulle corsie esterne, l’ha conclusa con Ederson e Keita. Chiede un contributo diverso agli esterni. Si era lamentato anche dopo il successo dell’Olimpico sulla squadra di Mazzarri, sottolineando la scarsa precisione nei rifornimenti di Lulic e Candreva. Ieri non aveva Radu ed è stato costretto ad arretrare il bosniaco sulla linea difensiva. Ha provato a lanciare Felipe Anderson, che durante la settimana lo aveva impressionato. L’ex gioiello del Santos è rimasto ai margini della partita. Anonimo. Impalpabile. Incapace di incidere. Eppure le qualità non gli mancano. Deve acquistare sicurezza e personalità. Questa era una buona occasione per sfondare e guadagnare considerazione. Felipe non è riuscito a sfruttarla. «Durante la settimana aveva dimostrato una condizione straordinaria, saltava l’uomo, faceva i tagli, si vede che deve essere condizionato anche lui. L’ho tolto nell’intervallo perché non mi sembrava in partita. Forse sconta anche lui questo timore di non fare prestazioni di livello, non ha nelle partite ufficiali le stesse sicurezze che dimostra in allenamento. Così ho messo Keita. Ma non è questione di uno o dell’altro, è un problema di reparto, continuo a vedere una squadra preoccupata. Parlerò con loro, speravo dopo l’Inter che avessero una spinta maggiore. So benissimo cosa possono dare» ha spiegato Reja.

 

CANDREVA – Il friulano è stato l’inventore di Candreva nel ruolo di ala destra. L’ha voluto alla Lazio, lo ha rilanciato. Si aspetta di più. «Sul piano della corsa e dell’impegno non manca, ma non è brillante». L’ha sostituito a venti minuti dalla fine con Ederson. Quando è uscito dal campo, Antonio è sembrato indispettito. Fuori, dalla tribuna, gli era arrivata qualche parola poco carina. Reja se ne è accorto e gli ha chiesto: «Antonio, tutto ok?». E Candreva ha fatto il gesto del pollice: «Sì, mister, tutto ok». E’ stato proprio zio Edy a raccontare cos’era successo. «Non ce l’aveva con me, solo che lo stavano insultando, non è successo niente». Oggi la Lazio tornerà ad allenarsi al centro sportivo di Formello e il tema tattico verrà approfondito da Reja. Chiede movimento senza palla e maggiore profondità. Petkovic era per il possesso palla e aveva abituato la squadra a tenere sempre il controllo del gioco. Il friulano vuole maggiore velocità nelle ripartenze, che certo non si possono realizzare tenendo il pallone incollato al piede. Reja dovrà meditare anche sulla formazione da mandare in campo martedì sera negli ottavi di Coppa Italia contro il Parma. E’ previsto un massiccio turnover, il tecnico di Gorizia metterà alla prova Ciani, Novaretti, Biglia, Perea, Ederson dal primo minuto. E quasi certamente darà un’altra possibilità a Felipe Anderson e Keita. Ma il gioco sulle ali deve decollare per vedere un’altra Lazio. (Corriere dello Sport)

 

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