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Abete boccia le norme Figc: «Per il Coni Lotito è ok»

Abete boccia le norme Figc: «Per il Coni Lotito è ok»

Claudio Lotito non rischia la poltrona. Né ora, né mai, almeno per quanto concerne la condanna ricevuta dalla Corte Suprema di Cassazione per «omessa alienazione di partecipazioni» della società biancoceleste. La ragione è stata spiegata dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete al termine del Consiglio federale svolto ieri pomeriggio a…

di redazionecittaceleste

Claudio Lotito non rischia la poltrona. Né ora, né mai, almeno per quanto concerne la condanna ricevuta dalla Corte Suprema di Cassazione per «omessa alienazione di partecipazioni» della società biancoceleste. La ragione è stata spiegata dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete al termine del Consiglio federale svolto ieri pomeriggio a Roma: l’articolo 22 bis delle Norme organizzative interne della Figc (Noif) non conta più, o meglio «è superato dal nuovo quadro normativo», vale a dire dall’articolo 5 comma 3 dello Statuto del Comitato Olimpico («I componenti degli organi del Coni non devono aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori a un anno»), tra l’altro ripreso in modo letterale dall’articolo 29 dello Statuto Figc su «Requisiti e incompatibilità» per le cariche federali («Sono ineleggibili coloro che hanno riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori a un anno»).

 

Dunque Lotito non decade dalla carica di consigliere federale, come appunto previsto dalle due norme statutarie appena richiamate, e nemmeno dalla presidenza della Lazio nonostante l’articolo 22 bis delle Noif faccia espresso riferimento al tema: «Non possono assumere la carica di dirigente di società, e se già in carica decadono, coloro che siano stati condannati con sentenza passata in giudicato (senza condizioni temporali, ndr) per i delitti previsti dalle seguenti leggi», tra le quali è citato anche il Testo unico della finanza violato da Lotito secondo la Cassazione. «Ma il problema non sussiste – ha spiegato Abete – per Lotito non esistono le condizioni per la decadenza dalle cariche sportive. L’articolo 22 delle Noif è stato superato, dunque mantiene validità solo per condanne superiori a un anno. E in questo caso il massimo della pena, ancora da quantificare (lo farà la Corte d’Appello di Milano, ndr), è comunque un anno, dunque inferiore al minimo previsto per la decadenza». (Il Tempo)

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