Adesso è ufficiale: La Federcalcio gestirà il Flaminio

Adesso è ufficiale: La Federcalcio gestirà il Flaminio

L’ennesima vita dello stadio Flaminio è cominciata ieri pomeriggio in Campidoglio. Proprio nel giorno del decreto «Salvaroma» saltato e del rischio default per Roma Capitale, la giunta comunale ha votato la delibera che assegna alla Federcalcio l’impianto per farne una grande casa del calcio giovanile e delle nazionali baby con…

L’ennesima vita dello stadio Flaminio è cominciata ieri pomeriggio in Campidoglio. Proprio nel giorno del decreto «Salvaroma» saltato e del rischio default per Roma Capitale, la giunta comunale ha votato la delibera che assegna alla Federcalcio l’impianto per farne una grande casa del calcio giovanile e delle nazionali baby con annesso complesso museale. L’obiettivo è «svegliare» il Flaminio, il cui campo è disoccupato da quando il rugby ha fatto le valigie per scegliere l’Olimpico.  Nessuno sfratto «Studieremo un progetto al servizio della città – spiega il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini – con un investimento importante, viste le condizioni in cui versa l’impianto. Ma nessun monopolio, le attività già esistenti saranno salvaguardate». Nel ventre del Flaminio c’è infatti la mitica palestra del comitato laziale della boxe dove una volta si allenò anche Carlos Monzon. Sotto la tribuna centrale, si può incontrare l’olimpionico Michele Maffei che non ha perso il gusto di insegnare ai giovani sciabolatori. Mentre nella piscina dall’altra parte, c’è spazio per il nuoto sincronizzato.

 

Museo Nervi Dice Luca Pancalli, l’assessore allo sport che è anche responsabile del settore giovanile Figc: «L’obiettivo è quello di aggiungere altre attività e di valorizzare l’impianto anche con un museo dedicato a Pier Luigi Nervi», che progettò lo stadio con il figlio Antonio. «Vorremmo farne una sede degli allenamenti delle nostre nazionali – aggiunge Valentini E poi, quando l’opera di ristrutturazione sarà giunta al termine, naturalmente organizzare anche delle gare». Insomma, una casa del calcio del futuro, una Covercianina? «Su questo, naturalmente sarà il presidente Abete e il consiglio federale a decidere, ma potrebbe trattarsi anche di una Covercianona…», dice con una battuta Pancalli. Che parla anche di un risparmio di 800mila euro l’anno per le casse del Comune, mentre l’intera ristrutturazione costerebbe alla Federcalcio una cifra fra i 12 e i 15 milioni di euro. Ma per questo sarà necessario il passaggio dall’assegnazione «provvisoria» (un anno più il rinnovo per altri 12 mesi), a quella definitiva (serve il voto del Consiglio comunale).

Più lo butti giù… La storia del Flaminio somiglia allo slogan di una pubblicità: più lo butti giù e più si tira su… L’antenato dell’attuale impianto fu inaugurato nel 1911 come stadio Nazionale, ristrutturato e rinominato stadio del Pnf dal fascismo, poi intitolato al Grande Torino dopo Superga, fu buttato giù e ricostruito per le Olimpiadi di Roma. Quando ospitò la finale del torneo di calcio. Poi tanto sport, e non solo: dai Mondiali di equitazione agli U2 e ai Rolling Stones. Ora, l’ennesima ripartenza. (Gazzetta dello Sport ed.Romana)

Cittaceleste.it

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