Anche Balo è amico di Keita: Cresta e Twitter nello stesso stile…

Anche Balo è amico di Keita: Cresta e Twitter nello stesso stile…

ROMA – Ora la vita di tutti, non solo dei calciatori, scorre sui social. Keita Balde Diao non si sottrae. Twitta a ripetizione. Ieri il numero 14 della Lazio ha postato una foto della famiglia in cui è ritratto da bambino insieme con la sorellina Fatima, con uno dei due…

di redazionecittaceleste

ROMA – Ora la vita di tutti, non solo dei calciatori, scorre sui social. Keita Balde Diao non si sottrae. Twitta a ripetizione. Ieri il numero 14 della Lazio ha postato una foto della famiglia in cui è ritratto da bambino insieme con la sorellina Fatima, con uno dei due fratelli e con il padre Mamadou. Via Twitter è nata anche un’amicizia, tenuta segreta, con Balotelli. C’è stima tra i due. Si sfideranno per la prima volta domani sera allo stadio Olimpico. C’è qualche analogia nel look, anche se Keita per adesso si sta contenendo. Quando è arrivato alla Lazio, ha tolto la cresta. Ora i capelli gli sono ricresciuti e fanno un verso strano. Sono diventati un ciuffo. Porta le cuffie per l’i-phone e quasi sempre il cappello, a volte indossato alla rovescia. Domenica scorsa, in collegamento dal Sant’Elia con il salotto di Ilaria D’Amico, Reja ci ha scherzato sopra. «Qualche crestina, qualche berretto di traverso lo porta anche lui…». Il friulano e il ds Tare sono attenti ai particolari e su Keita c’è grandissima attenzione. Un’allerta costante, dura da diversi mesi, giustificata dal carattere esuberante del ragazzo e dal timore che si possa perdere per strada. Conta cosa si fa in campo, ma poi c’è anche una vita da trascorrere nel modo giusto durante le ore precedenti e successive all’allenamento.

 

 

RESISTENZA – Reja aveva conosciuto Keita a Formello nell’autunno 2011, quando aveva poco più di sedici anni, era in attesa di tesseramento e spesso veniva aggregato in prima squadra durante la settimana. I suoi colpi lo avevano stregato. Lo ha ritrovato all’inizio di gennaio. Talento inalterato, spirito di sacrificio in allenamento intermittente. Reja e Bollini lo hanno messo sotto. Lavorava alla spagnola, aspettando con allegria la partitella per tirare fuori tutto. Ma in partita durava solo un tempo, massimo sessanta minuti. Negli ultimi tempi Keita ha aumentato l’intensità del lavoro quotidiano a Formello, ha curato la resistenza alla velocità grazie agli esercizi dettati da Adriano Bianchini, il preparatore atletico. Stanno migliorando le sue prestazioni fisiche. Reja gli ha chiesto di esprimere maggiore determinazione nel contatto con gli avversari, ora difende benissimo il pallone, se ne va in contropiede. Ha riconquistato un piccolo bonus, non deve sciuparlo in fretta. «Se continua a lavorare come nelle ultime settimane, è un piacere e più facile farlo giocare» ha osservato Reja. Non manca la personalità a Keita, è stata dura farsi digerire dallo spogliatoi, alcuni suoi atteggiamenti non erano passati inosservati ad alcuni big. Ma il ragazzo ha sempre reagito, non si è abbattuto, ha dimostrato di recepire le lezioni. E ha continuato a crescere. Ora dovrà compiere un altro salto di qualità e non fermarsi. Si diventa campioni con l’umiltà e la voglia di migliorare. (Corriere dello Sport)

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