Anderson più Hernanes. È un altro Capodanno biancoceleste…

Anderson più Hernanes. È un altro Capodanno biancoceleste…

ROMA – L’ora di Filippo Anderson, direbbe Lotito. Che poi è quello che pensa e non evita di commentare anche Reja: «L’ho visto bene in settimana, ha doti importanti». L’ora della coppia mai nata, l’ex Santos con Hernanes: Bologna vale un fidanzamento, se poi diventerà un matrimonio ci sarà tempo…

ROMA – L’ora di Filippo Anderson, direbbe Lotito. Che poi è quello che pensa e non evita di commentare anche Reja: «L’ho visto bene in settimana, ha doti importanti». L’ora della coppia mai nata, l’ex Santos con Hernanes: Bologna vale un fidanzamento, se poi diventerà un matrimonio ci sarà tempo per capirlo. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Reja inizia da qui, dalla prima trasferta della sua gestione. Hernanes ancora mezzala, Felipe Anderson che parte da sinistra per accentrarsi e magari scambiarsi posizione con Candreva: ecco il piano tattico della Lazio.

 

Lo vedo bene – Avanti Brasile, perché a maggior ragione ora che la fase difensiva è tornata al centro delle discussioni è giusto aggiungere più qualità possibile lì davanti, per non correre il rischio che Klose si senta troppo solo. «Anderson è in ottima condizione fisica, mi sta dimostrando delle doti importanti — ha detto Reja —. È veloce e poi vede bene la porta. È adatto per giocare sulla sinistra, mi ha detto lui stesso che può muoversi sia su quella fascia sia a destra. Si sente portato per questo ruolo, è qui che si è tolto le soddisfazioni più grandi della carriera». È qui, non a caso, che Reja l’ha provato negli ultimi due giorni di allenamento, dopo che è diventato d’obbligo lo spostamento di Lulic sulla linea dei difensori.

Primo «vero» nuovo – Felipe Anderson ha vinto il ballottaggio con Ederson e Keita: partirà dal primo minuto per la quinta volta in tutto il girone d’andata. Una miseria, per un giocatore costato 9 milioni di euro, terzo acquisto più caro di sempre dell’era Lotito. Era una delle accuse che la società muoveva a Petkovic, quella di non credere fino in fondo nei giovani, di non avere progettualità nella crescita dei ragazzi. Anderson era sparito: in campionato non parte dall’inizio dal 3 novembre. E in assoluto è scomparso dai radar proprio quando, nella notte di Varsavia, sembrava avesse imboccato la strada giusta. Ci pensano Reja e Bollini a (ri)lanciarlo. Ed è una mossa simbolica: è il primo dei nuovi messo in campo da Reja per scelta tecnica, e non perché costretto da un infortunio come nel caso dell’avvicendamento Marchetti-Berisha.

Profeta – In campo non sarà solo: gli basterà spostare lo sguardo qualche metro più in là per incrociare gli occhi di Hernanes. I due sono stati schierati insieme dal primo minuto, in questo campionato, solo due volte (Fiorentina e Atalanta) e la Lazio non ha mai vinto. Bologna vale come ripartenza: è un altro campionato, il 2013 è alle spalle, il 2014 può essere nel segno dei brasiliani. Quale altro significato dare, altrimenti, al brindisi di Capodanno dei due? Stesso locale per aspettare la mezzanotte. E da oggi a Bologna stessa Lazio da spingere oltre l’ostacolo: Lotito sarà contento. Filippo arrivò dicendo che avrebbe voluto scrivere la storia della Lazio: ecco, finalmente, le prime pagine. (Gazzetta dello Sport)

Cittaceleste.it

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