Berisha portiere per caso…

Berisha portiere per caso…

ROMA – E’ l’uomo dell’ultimo minuto. A 7 anni, in Kosovo, giocava da esterno, finì in porta perché il portiere s’infortunò: «Da quel giorno l’allenatore mi cambiò il ruolo, disse che in porta avevo fatto bene» . E’ l’uomo dell’attimo fuggente, all’incontro col destino ci arriva senza appuntamenti, è successo…

ROMA – E’ l’uomo dell’ultimo minuto. A 7 anni, in Kosovo, giocava da esterno, finì in porta perché il portiere s’infortunò: «Da quel giorno l’allenatore mi cambiò il ruolo, disse che in porta avevo fatto bene» . E’ l’uomo dell’attimo fuggente, all’incontro col destino ci arriva senza appuntamenti, è successo anche a Roma. S’è preso la Lazio all’improvviso, Marchetti finì ko prima di Lazio-Inter, Berisha infilò i guanti con nonchalance . All’ultimo gli dissero di blindare la porta contro la Juve, davanti a Sua Maestà Buffon. Inter, Juve e Roma, non s’è fatto mancare il derby: «E’ stata la partita più entusiasmante della mia carriera. Grazie per i complimenti» , ha confessato ieri su Twitter.

 

LA STORIA – Carpe diem… Minuti e attimi, occasioni della vita, li ha sempre presi al volo. E non gioca solo perché gli altri si fanno male, tutt’altro. Etrit Berisha, portiere per caso e per destino, non sapeva d’avere un dono, l’ha scoperto all’improvviso. A 7 anni correva sulla fascia, a 25 anni (li compirà a marzo) è titolare dell’Albania, ha soffiato il posto a Ujkani, l’ha promosso De Biasi. E fa il grande nella Lazio:«Faccio il mio dovere, vincere è la più grande soddisfazione» , ripeteva Berisha in un’intervista concessa poco tempo fa al portale “Story”. E’ nato a Pristina, in Kosovo, s’è fatto conoscere in Svezia e gli svedesi hanno provato a convincerlo a giocare per loro (Berisha da agosto è in possesso del passaporto svedese). Niente da fare, sposò l’Albania: «Ho sempre seguito la Nazionale, sapevo che un giorno avrei giocato con quella maglia» . L’uomo dell’ultimo minuto è nato facendo gol, oggi evita quelli degli altri. Da piccolo si divertiva calciando i rigori, è diventata una sua specialità, in Svezia ne ha segnati un bel po’ con il Kalmar, diventò primo rigorista: «E’ un po stressante, è una guerra di nervi, ma è eccitante» . In Kosovo vinse titoli giovanili, con il Kalmar è diventato il miglior portiere della Premier League svedese. A volte, nella sua vita, le porte si sono spalancate nel momento in cui si sono chiuse quelle degli altri. Una volta la porta si chiuse per lui, nel 2011 saltò la finale di Coppa svedese per un infortunio.

I DVD – Berisha, l’attimo fuggente, l’ha colto al volo un’altra volta, a Roma: «Più concorrenza c’è, meglio è…» , confessava nelle interviste del passato. Si è imposto subito, ha blindato la porta, ha sfoggiato i suoi colpi: «I miei pregi? Le uscite sui calci piazzati, penso di avere buoni riflessi, altro non so» , dice quando si racconta. A Roma ha trovato Adalberto Grigioni, un mago di preparatore per ogni portiere, l’ha migliorato con l’addestramento, i palloni volanti sono sempre più suoi. Berisha studia i migliori portieri in dvd per «cercare di imparare da loro, non ho mai avuto un idolo in particolare» . Van der Sar l’ha ispirato, questo sì.

LA VITA – Berisha è uno studioso di psicologia da poco più di un anno: «Amo questo ramo, mi aiuta anche nella professione» . Si definisce «autocritico, questo mi aiuta ad ottenere il massimo da me stesso. Sono socievole e rilassato ». Ha vissuto un’infanzia serena, ecco da dove proviene il savoir-faire: «Il mio motto è “tutto ciò che dai ti permette di ottenere ciò che meriti”. Da giovane ho avuto il necessario per star bene, la famiglia, gli amici, il calcio» . Genitori e due sorelle minori, è la sua famiglia, l’hanno sempre sostenuto nel cammino calcistico. In tv lo appassionano le trasmissioni scientifiche e di intrattenimento. Musei da visitare e ballo latino (nei mesi scorsi frequentava un corso) sono alcuni dei passatempi preferiti. Ha le idee chiare, nei prossimi dieci anni sogna di vincere «la Coppa del Mondo o l’Europeo» . E’ molto legato alla famiglia, ne esprime i valori, un giorno spera d’essere padre di almeno tre figli. Etrit significa padre, il suo destino ha il pilota automatico.

Corriere dello Sport

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